ZAGABRIA. - (allegata rassegna stampa)Zagabria 20.5.92 - Con questa di oggi si inaugura la prima di una serie di conferenze che Zdravko Tomac terrà ogni settimana presso la sede radicale di Zagabria.
Ai numerosi giornalisti presenti il dr. Tomac ha illustrato le caratteristiche e le iniziative del partito radicale. Oltre a presentare lo statuto e gli obbiettivi generali del partito, Tomac si è soffermato sull'iniziativa internazionale per l'effettiva costituzione del Tribunale contro i crimini di guerra. Tra i numerosi deputati, firmatari della mozione proposta dal PR in materia, vanno menzionati: il Presidente della Camera delle contee, Josip Manolic (HDZ), il vice-presidente della Camera dei deputati, Milan Djukic, il capogruppo del Partito contadino Mirko Madjor, il capogruppo di SDP (ex-comunisti), Mato Arlovic. Inoltre 1300 cittadini croati hanno firmato ad oggi la petizione, mentre continua la raccolta di firme allo stand radicale in piazza dei Fiori a Zagabria. Tomac ritiene di poter giungere, entro la prossima sessione del Parlamento croato, alla raccolta delle 60 firme di parlamentari necessaria alla presentazione in aula della mozione. "La costituzione del Tribunale internazionale è una ques
tione cruciale per la sopravvivenza della democrazia occidentale" ha dichiarato "Dopo la recente tregua stabilita a Medjugorie c'è una nuova volontà di volgersi al futuro, ma questa non potrà realizzarsi se prima non avremo constatato chi sono i responsabili di questi scontri. Il Tribunale sarà lo strumento per accertare le responsabilità".
Zdravko Tomac ha inoltre ricordato gli incontri della presidente del PR Emma Bonino con Butros Ghali, e annunciato l'assemblea dei parlamentari radicali che si svolgerà a giugno a Sofia. "Il PR si batte per un nuovo ordine mondiale. A Sofia uno degli argomenti sarà la richiesta di riforma delle istituzioni internazionali in quanto inefficaci. La riforma dell' ONU " dice Tomac" va concepita a partire dalla sospensione del diritto di veto, dall' introduzione del criterio di maggioranza, dall' allargamento del Consiglio di Sicurezza, nel rispetto dei reali rapporti di forza, a Giappone e Germania."
Sulla crisi croato- musulmana Tomac ha aggiunto: "Vi è una grande responsabilità politica sia di parte musulmana che di parte croata.
E dopo il giro di comizi di Tudjman in Erzegovina, qualsiasi sia stato lo scopo di questi, la Croazia non potrà comunque più dire di non essere responsabile per quanto lì succede"... " In occidente si valuta che le uniche vittime siano i musulmani poiché non hanno alcun paese che li appoggia direttamente, mentre croati e serbi di Bih sono appoggiati dai rispettivi stati. Ma anche l'occidente cerca un'altro colpevole per scaricare le responsabilità, per giustificare i duecentomila morti con la tesi della guerra civile. Una Croazia denunciata come corresponsabile sarebbe costretta ad accettare il compromesso con l'aggressore. Quello che sta accadendo prende la direzione verso un compromesso politico che terminerà con il riconoscimento degli obbiettivi conquistati dall'aggressore. Dietro questa soluzione c'è il Consiglio di sicurezza e il vecchio ordine mondiale. Italia e Germania non possono fare nulla perché sono condizionati dall'interesse per l'Europa unita.
La Croazia deve avere un atteggiamento chiaro in questo contesto."
Infine Tomac ha denunciato l'impotenza delle opposizioni in Croazia a causa della mancanza di informazioni. Il partito al potere si muove in assoluta autonomia e segretezza, le opposizioni non vengono informate di quanto accade e reagiscono inadeguatamente, senza poter svolgere il proprio ruolo politico e parlamentare. Occorre che il Governo informi il Parlamento e che i problemi vengano discussi in questa sede.