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Agora' Agora - 26 maggio 1993
DROGA: MANCINO AMMETTE DI FATTO IL FALLIMENTO DELLA POLITICA PROIBIZIONISTA INTERNAZIONALE MA INSISTE NEL SOSTENERLA. COSTI ELEVATI, BENEFICI SCARSI, BILANCIO FALLIMENTARE: UN AUTENTICO SPERPERO DI DENARO PUBBLICO.
COMUNICATO DEL COORDINAMENTO RADICALE ANTIPROIBIZIONISTA.

Roma, 26 maggio - Il ministro degli Interni Mancino ha aperto questa mattina i lavori della conferenza internazionale "Rotte europee della droga" riconoscendo che il traffico illegale di droga è in continuo aumento, che il consumo si espande, che le organizzazioni criminali sono sempre più potenti, che l'attuale situazione di instabilità politica crea un fertile terreno di sviluppo per il narcotraffico. Ma di fronte a questi dati sconfortanti il nostro ministro non ha pensato di meglio che sostenere la politica di sempre, il cui fallimento è dimostrato implicitamente proprio dale sue affermazioni.

Mancino, tra l'altro, ha dichiarato che sono aumentati i sequestri di droga. Ma quale? Nel rapporto dell'ex-ministro Bompiani sull'applicazione della legge Jervolino-Vassalli nel 1992, si legge che sono aumentati i sequestri di cannabis, cocaina, anfetamine mentre diminuiscono (- 12,77%) quelli di eroina. Dunque si colpiscono di più le sostanze socialmente meno pericolose. E tali cifre sono quelle fornite dal servizio centrale antidroga del ministero degli Interni.

Mancino ha voluto anche sottolineare che il recente referendum italiano non ha inteso liberalizzare la droga. Siamo d'accordo con lui. La liberalizzazione c'è già e i cittadini, il 18 aprile, hanno votato a favore del governo del problema e contro la politica fin qui seguita che, a fronte di enormi investimenti economici, ottiene risultati fallimentari e si configura come un'autentico e scandaloso sperpero di denaro pubblico.

Infine: la zona intorno alla sede della conferenza è stata sottoposta a rigidi controlli di polizia provocando enormi disagi alla popolazione che ha dovuto subire in vari casi, stando al racconto dei cittadini, il comportamento violento, che peraltro pare ingiustificato, delle forze dell'ordine. E' questo lo scenario che si preannuncia per le nostre città grazie alla politica "antidroga" auspicata dal ministro Mancino e dai suoi quaranta colleghi europei?

 
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