"IL SILURAMENTO DI AMATO: UNA DECISIONE SCONCERTANTE RISULTATO DELLA TESI DI MANCINO SULLA PISTA MAFIOSA E CARCERARIA NELLE STRAGI DI ROMA E FIRENZE. CONTINUA IL DEPISTAGGIO SUL CARCERE DI RESPONSABILITA' GRAVI, INEFFICIENZE E COMPLICITA' CHE VANNO RICERCATE ALTROVE. INTANTO SI VUOLE REITERARE L'ART. 41 BIS ALLA SCADENZA DI UN ANNO DALLA SUA ENTRATA IN VIGORE..."
DICHIARAZIONE DI SERGIO D'ELIA, RESPONSABILE SETTORE CARCERI PER IL P.R.
Roma, 5 giugno - Sulla destituzione di Nicolò Amato da direttore generale delle carceri, Sergio D'Elia, responsabile del P.R. per il carcere, ha dichiarato:
"Nel silenzio del ministro della giustizia, è stato silurato il massimo artefice di quel 'carcere della speranza' che ha significato umanizzazione delle pene, uscita dal terrorismo di centinaia di persone, fine delle rivolte in carcere: è l'ultimo atto di almeno due anni di attacchi alla legge penitenziaria ad opera di ministri dell'interno e della giustizia che hanno sempre depistato sul carcere e sui detenuti responsabilità, inefficienze - e complicità - nella emergenza-mafia che andavano e vanno ricercate o dislocate altrove. La scelta di Adalberto Capriotti e del vice Giuseppe Falcone - il primo, ex-capo del personale prima della smilitarizzazione del corpo degli agenti di custodia, il secondo alto dirigente dell'amministrazione Sisti che ha gestito l'affare Cirillo nel suo momento carcerario, con la triangolazione di brigatisti, servizi segreti e camorristici - ci riporta indietro di 15 anni: essa appare coerente con la tesi del ministro Mancino che la colpa delle stragi di Roma e Firenze sia della mafi
a e che i mandanti possano essere mafiosi detenuti a Pianosa e all'Asinara. E' una scelta all'insegna della continuità di stragi impunite, di depistaggi e di ministri dell'interno sempre democristiani. Essa ha anche un obiettivo immediato: la proroga - contrastata da Amato - dell'art. 41 bis (la sospensione di alcuni istituti di trattamento dei detenuti) alla scadenza di un anno dalla sua entrata in vigore, con tutte le conseguenze di strategia della tensione e del terrore dentro e fuori le carceri".
CARCERI - NICOLO' AMATO
SERGIO D'ELIA, P.R., CONTROREPLICA AL MINISTRO MANCINO
Roma, 6 giugno - Sergio D'Elia, responsabile del P.R. per il carcere risponde alla replica del ministro dell'interno Mancino sulla sostituzione di Nicolò Amato.
"La replica di Nicola Mancino alle dichiarazioni mia e di Tiziana Maiolo, conferma in pratica il nostro giudizio. Non è vero che il ministro dell'interno è privo di potere di proposta in materia penitenziaria: se non altro egli ha, in base all'art. 41 bis della legge Scotti-Martelli di un anno fa, il potere di richiedere la sospensione delle normali regole di trattamento e degli istituti previsti dalla legge penitenziaria. Nicola Mancino è il massimo fautore della proroga dell'art. 41 bis a un anno dalla sua scadenza, contrari Nicolò Amato e probabilmente il ministro Conso. Questo punto è la cartina di tornasole di una strategia: si vuole depistare sul carcere e sui detenuti, non solo sugli ultimi arrestati ma anche su chi è in carcere da 10 o 20 anni, la responsabilità di stragi che va ricercata altrove, che non è mai stata individuata nè punita, e coperta quasi sempre da "fronti della fermezza" e da discorsi contro il permissivismo generale. Per questo fallimento, voglio notare, nessun ministro dell'intern
o si è mai dimesso."