a cura di Beba KlaricArgomento:
1. Conferenza stampa del PR tenuta a Zagabria l' 11.06.1993.
- RTV CROATA - 1. PROGRAMMA - 2. Telegiornale - 2 minuti
- RADIO CROATA, STUDIO ZAGABRIA - 1. PROGRAMMA - Notiziario centrale delle ore 15 e delle 19 - 3 minuti
- RADIO 101 - Notiziario centrale delle 18 - 2 minuti
- SLOBODNA DALMACIJA (quotidiano di sinistra, sede a Spalato) - 1 cartella, pagina 56;
autore: HINA
titolo: LEGALIZZATO "IL DIRITTO DEL PIU' FORTE"
sottotitolo: Conferenza stampa del Partito radicale transnazionale
riassunto: La colpa principale per gli scontri croato-mussulmani e per la crisi dell' ex-Jugoslavia è della comunità internazionale e della politica internazionale che si bassa solo sugli aiuti umanitari. La comunità internazionale non ha fermato l' aggressore e in un certo modo ha legalizzato "il diritto del più forte". Questa politica ha spinto i croati e i mussulmani, i quali si sono trovati stretti sul 30% del territorio della BiH, a combattere per il proprio territorio, ha dichiarato il dr. Zdravko Tomac, presidente del Comitato coordinativo del PR per la Slovenia, Croazia e BiH. Nell' identificare i colpevoli degli scontri croato-mussulmani, la comunità internazionale non dovrebbe dimenticare che gli scontri sono avvenuti nelle provincie che secondo il piano Vance-Owen sono assegnate ai croati, ha sottolineato Tomac, e che quindi i croati non possono essere l' aggressore se stanno difendendo il proprio territorio.
- VJESNIK (quotidiano, governativo, sede a Zagabria) - 1 cartella, pag.5;
autore: HINA
titolo: IL MONDO HA LEGALIZZATO "IL DIRITTO DEL PIU' FORTE"
riassunto: uguale a quello di Slobodna Dalmazia (vedi sopra)
- NOVI LIST (quotidiano, sede a Fiume); 3 cartelle, pag. 6;
titolo: IL MONDO HA SPINTO I CROATI E I MUSSULMANI A COMBATTERE
autore: S.Pavic
riassunto: Stretti sul 30% del territorio della BiH, i mussulmani hanno cominciato a pensare come i serbi. Hanno capito che l' unico diritto che conta è quello della forza e quindi hanno cominciato a conquistare il territorio. "Alla catastrofica politica internazionale, dove ha avuto prevalenza l' opzione di Mitterand, cioè che gli aiuti umanitari sono l' unica iniziativa che va promossa nell' ex - Jugoslavia, farebbe comodo una guerra civile di tutti contro tutti, perché la guerra civile sarebbe una buona scusa per evitare l' intervento militare", ha dichiarato Tomac, aggiungendo che adesso sarebbe necessario promuovere una campagna mondiale per cambiare la politica internazionale. Per questo si impegneranno i radicali al loro congresso previsto tra il 15 e il 20 luglio a Sofia, dove si cercherà di porre in primo piano la questione della crisi nell' ex- Jugoslavia.
"Non possiamo accettare solo un discorso sulle conseguenze della crisi e nemmeno non dobbiamo dimenticare chi è il vero aggressore in BiH", ritiene Tomac. Che l' Esercito mussulmano della BiH ha fatto una buona valutazione, iniziando gli scontri nella BiH centrale, lo provano anche le dichiarazioni delle istituzioni internazionali che incolpano la Croazia di quanto è successo e continuano a insistere sulla tesi che la Croazia e la Serbia hanno l' intenzione di dividere la BiH. Mentre la politica internazionale si basa su almeno 5 opzioni per risolvere la crisi bosniaca, dalla Croazia viene richiesta una posizione politica decisa, ha aggiunto Tomac criticando la politica ufficiale croata perché non è riuscita a prevedere gli scontri nella BiH centrale. Secondo Tomac, uno degli sbagli maggiori della politica croata, ma anche quella mussulmana, è che i due popoli non sono riusciti a creare un piattaforma politico comune basato sugli interessi comuni croato-mussulmani. E non si doveva nemmeno insistere sull' im
mediata realizzazione del piano Vance-Owen nelle provincie croate della BiH, perché questo richiedeva l' immediato ritiro delle truppe mussulmane dalle provincie croate, ha concluso Tomac.
Alla conferenza stampa era presente anche Izet Muhamedagic, deputato nel Parlamento bosniaco, il quale ha lanciato un appello per l' immediato cessate il fuoco nella BiH centrale.
GLAS ISTRE (quotidiano, sede a Pola) - 3 cartelle, pag. 6
- uguale e quello di NOVI LIST