COMUNICATO DEL CORA.Roma, 15 giugno - Ieri sera la trasmissione di Rai Uno "A carte scoperte" ha parlato di droga e tossicodipendenza. Seguendo una prassi consolidata del servizio pubblico, i responsabili del programma hanno semplicemente evitato di invitare un rappresentante del CORA.
Non è un caso: il tono della trasmissione dimostra che la nostra esclusione è stata voluta per poter disporre di un dibattito addomesticato, privo di reale significato, tutto costruito intorno alle tesi del prefetto Soggiu che, ancora una volta, ha sfruttato la posizione derivante dalla funzione che ricopre per ammantarsi di una autorevolezza e di un'oggettività che, al contrario, ha ben dimostrato di non avere.
Sarebbe banale augurarsi che in seguito ciò non abbia più a succedere, o a decidere che succeda. Il problema è di avere piena coscienza dello scempio di legalità, di verità e di correttezza professionale, che si compie nel cancellare una presenza politica che, piaccia o meno, ha consentito che ci fosse la consultazione referendaria. Ritenere che tutti, ma proprio tutti, abbiano diritto a dire la propria fuorché noi può trovare fondamento nella sola proterva e deliberata decisione di cancellare la nostra presenza politica e organizzativa.
Su questo fatto abbiamo scritto ai responsabili del programma, al Direttore di Rai Uno, al Presidente e al Direttore generale della Rai, al Presidente della Commissione parlamentare di vigilanza e al Garante per l'editoria. Chiederemo inoltre che venga presentata un'interrogazione in Parlamento.
Ufficio stampa: (06) 689791.