a cura di Beba KlaricARGOMENTI:
1. Spartizione della BiH
2. Referendum serbo
3. Dimostrazioni croate a Vienna
1. SPARTIZIONE DELLA BIH
VJESNIK
titolo: L' UNICA SOLUZIONE : SPARTIZIONE DELLA BIH?
autore: HINA
riassunto: L'insuccesso aspettato del piano di pace per la BiH potrebbe prevalere all' ordine del giorno del 41. seduta del Consiglio europeo di questo lunedì e martedì. I Dodici potrebbero accettare a Copenaghen la realtà del principio della forza, anche se dal 1991. hanno rifiutato di riconoscere le conquiste territoriali effettuate con forza.
VECERNJI LIST
titolo: CHI NON VUOLE LA HERZEG-BOSNIA
autore: Dunja Ujevic
riassunto: Le recenti notizie non-ufficiali sulla possibile sostituzione del presidente della Comunità croata della Herzeg-Bosnia, Mate Boban, e della Ministro della difesa croata, Gojko Susak, (l' ultimo è Ministro in Croazia però proviene dalla BiH, ndt) che dovrebbe esser effettuata dal vertice di Zagabria non ha avuto ancora nessuna conferma. Però, qui si pone una domanda: "Chi non vuole la Herzeg-Bosnia? (cioè la provincia croata in BiH, ndt)". La recente dichiarazione di lord Owen sulla necessità di modificare il piano della costituzione della BiH e la dichiarazione del presidente statunitense Clinton: "Tre unità costitutive? Perché no, se questo potrà garantire la pace!"; parlano direttamente dell' incapacità dell' attuale ordine mondiale nel risolvere la crisi ex-Jugoslava. Se, quindi la politica internazionale ha deciso di reagire secondo l' unico principio che le è ancora rimasto, cioè di coordinare i suoi principi con le circostanze che sorgono a causa dell' inesistenza di principi, perché la Croa
zia dovrebbe comportarsi secondo la proposta di uno dei partiti di opposizione che riguarda l' annullamento delle istituzioni politiche della Comunità croata in BiH. Perché annullare la base della sicurezza dell' unico territorio croato nella BiH, se nessuno contesta la legittimità di questo territorio. Forse per soddisfare i mussulmani che in questo caso cesserebbero le loro offensive contro i croati, e potrebbero realizzare quello che il loro presidente Izetbegovic aveva cercato di fare prima della guerra in BiH e che è stato espresso in una lettera con parole; "Abbiamo cominciato le trattative con i serbi proponendo a loro di riconoscere la legittimità della Bih e noi in conpenso riconosceremo una forma di Jugoslavia se vi faranno parte anche i croati". Poiché la Croazia non potrebbe mai lasciare che una parte del suo popolo facesse parte di una nuova Jugoslavia, sarebbe costretta di farne parte anche essa. E' questo il nocciolo del problema della BiH e della Herzeg-Bosnia. La soluzione politica si intrav
ede nella forma di una nuova Jugoslavia, tanto desiderata dall' Occidente.
2. REFERENDUM SERBO
VJESNIK
titolo: FOLLIA E BUONSENSO
autore: Aleksandar Milosevic
riassunto: Oggi è facile dimostrare che a Spalato, Fiume, Zara e Sisak vive un maggior numero di serbi di quanti ne vivevano prima della guerra nella zona della "krajina". Eppure, questo 3% di abitanti della Croazia ha organizzato un referendum per richiedere quasi il terzo del territorio della Repubblica. Naturalmente, per la Croazia l' esito del referendum non significa niente. Però non per caso, nello stesso giorno in cui nella "krajina" ha preso luogo questo folle gioco politico, nella capitale croata, a Zagabria è prevalso il buonsenso. Il presidente Tudjman ha incontrato un gruppo di intellettuali serbi per discutere le soluzioni politiche della questione serba in Croazia. All' incontro sono venuti i rappresentanti serbi che hanno partecipato nella lotta antifascista della seconda guerra mondiale, generali pensionati, già-ministri, deputati, e grossi industriali. I colloqui iniziati a Zagabria dimostrano che la follia non ha preso posto al buonsenso e che in Croazia esistono degli individui che sono p
ronti a dire "no" al nazionalismo serbo rappresentato dai ribelli della "krajina" e dagli organizzatori del referendum. E' particolarmente importante sottolineare che la Croazia ha dimostrato al massimo livello la sua prontezza di risolvere la questione dei serbi e delle altre etnie secondo gli standard europei.
SLOBODNA DALMACIJA
titolo: LA GRANDE TRUFFA DI VANCE
autore: Radovan Pavic
riassunto: Il mondo è più che interessato per il terrorismo serbo in Croazia perché questo potrebbe essere decisivo nell' intenzione di piegare la Croazia. Anche il piano di Vance, questa grande truffa, è stato usato per eliminare l' amministrazione croata e pietrificare il governo locale serbo fatto di conquistatori e banditi, e per concludere il genocidio di tutto il popolo non-serbo nella Krajina. Se il piano non verrà modificato, verrà utilizzato per il riconoscimento della "nuova realtà" che porta all' unificazione della maggior parte delle zone UNPA e delle cosiddette "zone rosa" alla Nuova Serbia.
VJESNIK:
titolo: DEVONO VOTARE ANCHE I CROATI RIMASTI NELLA "KRAJINA"
sottotitolo: I risultati sono già noti: per la "krajina" e per la "Jugoslavia" hanno votato tutti quelli che sono riusciti a raggiungere i seggi.
autore: Tomo Krizanic
riassunto: I referendum dei serbi della "krajina" è concluso ieri sera alle ore 19. I risultati sono già noti anche perché hanno potuto votare tutti quelli che sono riusciti a raggiungere i 1260 seggi. Sul futuro della Croazia anche i serbi e i montenegrini di 24 città della "krajina" più quelli dell' estero. Con l' inizio del referendum sono cessate anche le minacce sparse dallo stesso esercito serbo su una presunta offensiva croata sulla "krajina". Hanno votato anche i soldati ai quali sono state portate le schede al fronte, dove si trova anche una grande quantità di mercenari russi, romeni e greci. Quindi sul futuro della "krajina" hanno votato anche loro, mentre i croati che vi sono rimasti hanno dovuto votare sotto obbligo.
3. DIMOSTRAZIONI CROATE A VIENNA
VECERNJI LIST
titolo: ABBIAMO FIDUCIA NELLA GIUSTIZIA
sottotitolo: Dimostrazioni croate a Vienna nell' ambito della Conferenza sui diritti umani
autore: B.S.
riassunto: Nell' ambito della Conferenza sui diritti umani, domenica scorsa è stata organizzata una grande protesta croata a Vienna. 26 autobus organizzati da tutte le istituzioni non-ufficiali fondate in Croazia durante la guerra sono arrivati a Vienna per partecipare alla protesta. Vi erano presenti profughi e vittime di guerra di tutta la Croazia (di Vinkovci, Vukovar, Slavonski Brod, Biograd, Zagabria). Vi ha partecipato anche il Ministro austriaco degli affari esteri e presidente della Conferenza sui diritti umani, Alois Mock, nell' intervento del quale è stato sottolineato che anche la Croazia, pur essendo una vittima in questa guerra, ha accolto decine di migliaia di profughi dalla BiH. Ricordando i recenti scontri croato-mussulmani nella BiH, Mock ha lanciato un appello per la pace sottolineando di avere fiducia nella giustizia. Sulla numerosità delle vittime croate ha parlato il dr. Zvonimir Separovic, presidente della Società internazionale di vittimologia in Croazia. Mentre, Anto Kovacevic, vice
-presidente dell' Unione democratico cristiana croata, membro della delegazione bosniaca alla Conferenza dell' ONU, ha dichiarato che è necessario fermare gli scontri croato-mussulmani, i quali sono utili solo all' aggressore serbo. Kovacevic ha sottolineato che l' indipendenza della Croazia si basa sull' indipendenza della BiH, e ha amonito alle caratteristiche negative della politica inglese e francese rispetto la Croazia ed ha ricordato che gli unici amici della Croazia sono l' Austria e la Germania.