Roma, 21 giugno - Quanto affermato oggi dal Ministro della Sanità a Milano è vero: il risultato del referendum non ha svuotato le carceri. Ma la motivazione del Ministro - i tossicodipendenti sono dentro »non per la droga ma per una sommatoria di reati diversi - è solo parzialmente vera.
Infatti la legge Jervolino-Vassalli chiedeva ai giudici di fare i ragionieri in base alle tabelle che stabilivano, in modo antiscientifico e del tutto avulso dalla realtà, le "dosi medie giornaliere".
Così in galera sono finiti migliaia di cittadini in possesso di quantità superiori a quelle riportate nelle tabelle, per cui i giudici, anziché giudicare, dovevano condannare ipotizzando il reato di spaccio.
E sono i proprio i cittadini tossicodipendenti in galera per il solo presunto reato di spaccio che pagano il prezzo più alto di una legge repressiva, illiberale e ingiusta.