a cura di Beba KlaricARGOMENTI:
1. Reazioni alla conferenza di Copenaghen
2. Cambiamenti nel leadership bosniaco
1. REAZIONI ALLA CONFERENZA DI COPENAGHEN
VJESNIK (editoriale)
titolo: RANTOLO DI MORTE?
autore: Stjepo Martinovic
riassunto: Incontratisi a Copenaghen per incoraggiare l' europeismo danese, i Dodici hanno provato ancora una volta la loro incapacità di difendere l' Europa nell' ex- Jugoslavia. Sono irrilevanti qui le manifestazioni della loro incapacità: dall' incapacità di appoggiare il piano Vance-Owen al rifiutarsi di capire quanto sia pericolosa la situazione i Balcani. Mentre uno dei mediatori della CEE, il signor Owen, si è assunto il ruolo del promotore degli interessi geo-politici inglesi e francesi. Il che significa che ha fatto di tutto perché l' esito della 2. guerra mondiale, quindi la supremazia dei paesi del patto Atlantico, rimanga intoccabile, evitando in questo modo la trasformazione del potere economico in quello politico dei paesi dell' Asse.
Questa semplificata definizione della "coreografia" balcanica di lord Owen che sottintende il crollo del piano di una BiH divisa in 10 province e introduce la spartizione finale della BiH in tre unità costitutive, trova appoggio nella "visione serba dei rapporti internazionali", la quale a sua volta non rappresenta niente altro che la spartizione delle zone di interesse in Europa, dopo la caduta del muro di Berlino secondo la "visione" inglese e francese. Il fatto che la CEE radunatasi per programmare un futuro è caduta nella trappola delle ossessioni del passato, rappresenta un segno particolarmente angoscioso per i paesi in contatto con la crisi bosniaca. Nel rantolo di morte potrebbe trovarsi tutta l' Europa di Helsinki.
titolo: L' ABISSO DELLA POLITICA EUROPEA
autore: Nenad Ivankovic
riassunto: Oltre alle grandi parole, niente è successo a Copenaghen. L' asse inglese-francese funziona così bene che i capi degli altri paesi dei Dodici hanno dovuto accettare il "fatto compiuto" ai Balcani. Questo non è riuscito a cambiare nemmeno l' appello drammatico lanciato dal presidente della BiH, Alija Izetbegovic, il quale ha richiesto per l' ennesima volta di togliere l' embargo sulle armi per la BiH e ha rifiutato la "spartizione della BiH tra la Serbia e la Croazia". Secondo alcuni osservatori, la critica inviata alla Croazia è stata uno dei "risultati" della conferenza di Copenaghen. E' stato concluso che da ora in poi, oltre alle pressioni su Belgrado, verranno fatte anche quelle su Zagabria affinché i croati restituiscano una parte del territorio "conquistato" ai mussulmani. Questo l' ha accettato anche il Presidente tedesco Kohl, il quale ha persino richiesto di togliere parzialmente l' embargo sulle armi ai mussulmani, facendo richiamo al Presidente statunitense Clinton, malgrado l' offensiv
a mussulmana nella BiH centrale contro i croati e malgrado le decine di migliaia di profughi croati della BiH.
Nella sua incapacità voluta l' Europa si è decisa per una confusione per nascondere l' abisso della sua politica ai Balcani dove da una parte stanno i principi proclamati della sua politica, mentre il contrappeso è costituito dagli interessi nazionali dei paesi chiave.
Cosicché i tre ministri europei hanno garantito al presidente Izetbegovic "l' integrità territoriale della BiH", ma questa formula viene interpretata diversamente da parte di tutte le delegazioni. E la colpa della spartizione della BiH in tre unità nazionali viene assegnata ai croati, mentre viene quasi dimenticata l' aggressione serba e l' inefficiente politica europea.
VECERNJI LIST
titolo: NUOVA FASE DELLE TRATTATIVE A GINEVRA
autore: Visnja Staresina
riassunto: Izetbegovic è stato accolto cordialmente a Copenaghen, però la sua richiesta di togliere l' embargo sulle armi è stata respinta ancora una volta. Inoltre, i politici europei hanno dichiarato di non avere altra scelta che seguire la real-politic sulla spartizione della BiH in tre comunità nazionali. L' unica cosa che Izetbegovic è riuscito a ottenere è stata la promessa che l' Occidente terrà conto degli interessi mussulmani nel processo della spartizione. Cosicché, Izetbegovic è diventato definitivamente una tragica figura politica, la cui carriera politica si è conclusa con un suicidio politico. L' esperienza di Izetbegovic sarà molto cara a tutti quelli che in futuro cercheranno di ottenere qualcosa dalla CEE in un momento sbagliato.
Con le trattative di Ginevra è ovviamente aperto un nuovo capitolo della soluzione della crisi post-jugoslava. L' Europa non tenta più di creare da sola le soluzioni, ma sta lasciando agli autori stessi della crisi di risolvere il problema trattando direttamente. Con ciò la comunità internazionale rinuncia indirettamente ai principi della conferenza di Londra, secondo i quali non è accettabile che l' aggressione venga premiata. Con ciò vengono indirettamente accettati i risultati della pulizia etnica e alla Serbia in realtà viene tolto lo status di aggressore. Rimane la questione, però, quante sono veramente le possibilità per raggiungere una soluzione che soddisfarebbe tutti. Ciò non porterà forse a una nuova guerra per il territorio, prima di tutto tra croati e mussulmani? Questo non verrà forse interpretato dalla parte serba come un nuovo invito per continuare la guerra? Non sarà forse questo l' invito per una nuova grande guerra ai Balcani?
Però, l' Occidente conta sul fatto che tutti ne hanno abbastanza della guerra. La comunità europea vuole prima di tutto che i confini esteriori della BiH rimangano uguali. E con ciò sono inevitabilmente danneggiati i mussulmani. Nello stesso tempo la CEE si aspetta un atteggiamento ragionevole dai mussulmani, il quale si dovrebbe basare sulla consapevolezza che loro sono incapaci di tenere un solo fronte, per non parlare di quello secondo. Questa è la condizione che i mussulmani hanno per sopravvivere, devono cominciare a trattare e non continuare la guerra. La CEE ritiene che i serbi smetteranno la guerra perché hanno già ottenuto molto e perché sono sotto sanzioni economiche. Mentre la Croazia deve rispettare i confini esteriori della BiH perché gli stessi confini della Croazia non vengano messi sotto questione. La posizione della Croazia è molto delicata. La Croazia ha la possibilità di diventare un fattore di pace ai Balcani, mentre nello stesso tempo è in pericolo di perdere tutto.
Quindi, contemporaneamente alle trattative sulla futura costituzione della BiH, la Croazia deve prima di tutto assicurare l' integrazione di tutti i u suoi territori occupati dai serbi. Dall' altra parte deve rifiutare qualsiasi cambiamento esteriore della BiH perché in questo modo dimostrerà di accettare la politica occidentale. E la terza linea politica che dovrebbe essere seguita dalla Croazia è quella di non impegnarsi per qualsiasi soluzione che danneggerebbe i mussulmani, ma per la collaborazione croato-mussulmana in BiH che in questo modo rappresenterebbe un contrappeso a Belgrado, la quale tenterà di diventare tramite il suo satellite in BiH l' epicentro politico ai Balcani.
2. CAMBIAMENTI NEL LEADERSHIP BOSNIACO
VECERNJI LIST
titolo: PRESIDENZA TEMPORANEA DI FRANJO BORAS
autore: HINA
riassunto: Il nuovo presidente temporaneo della Presidenza della BiH è Franjo Boras, croato. Alla seduta della Presidenza bosniaca tenutasi ieri a Zagabria hanno partecipato Alija Izetbegovic, Fikret Abdic, Ejup Ganic, Miro Lasic, Tatjana Ljujic-Mijatovic, più il Premier Mike Akmadzic, il presidente del Parlamento Miro Lazovic e il Ministro degli esteri Haris Silajdzic. Secondo le informazioni informali, Izetbegovic e la sua mano destra Ganic, erano contrari alla scelta di Boras. Il membro della Presidenza Fikret Abdic, mussulmano, ha dichiarato che Franjo Boras presiederà alla Presidenza bosniaca nelle trattative a Ginevra e che tutti i membri della Presidenza, eccetto Izetbegovic e Ganic, sarebbero partiti per Ginevra. Inoltre Abdic ha dichiarato che i bosniaci vanno a Ginevra accettando l' invito di Owen e che rimangono ancora sulle posizioni del piano Vance-Owen, mentre le altre proposte sono sempre benvenute.
titolo: NO, NON SONO ISOLATO
sottotitolo: Una parte della Presidenza alle trattative di Ginevra non ha il diritto di negoziare.
autore: HINA
riassunto: "La maggioranza della Presidenza che è partita per Ginevra non ha il mandato di negoziare e decidere ma di ascoltare le proposte della Conferenza internazionale sulla ex-Jugoslavia", ha dichiarato ieri pomeriggio a Zagabria il presidente della Presidenza della BiH, Alija Izetbegovic. "Non mi sento affatto isolato. Alcuni membri della Presidenza della BiH credono ancora nella possibilità della realizzazione del piano Vance-Owen. Io ho cominciato a dubitarne e perciò non voglio perder tempo", ha risposto Izetbegovic. Alla domanda se ci sono altre soluzioni della crisi nella BiH, Izetbegovic ha risposto che per ora l' unico piattaforma valido rimane il piano Vance-Owen e che le nuove proposte di lord Owen verranno discusse alla prossima seduta della Presidenza ai primi di luglio a Sarajevo. Alla domanda se ha l' impressione che lord Owen vuole creare il proprio lobby nella Presidenza della BIH per poter dividerla, Izetbegovic ha risposto: "No, non ho quest' impressione. Lord Owen sa benissimo che que
sto è impossibile. La Presidenza ha sotto controllo 100.000 soldati dell' armata bosniaca e senza di me non si può decidere."
titolo: INVITO TUTTI I CROATI DI TORNARE!
sottotitolo: Appello di Izetbegovic ai cittadini croati della BiH
autore: HINA
riassunto: Il presidente della Presidenza bosniaca, Alija Izetbegovic, ha lanciato un appello ai cittadini della BiH riguardante "il programmato trasloco dei croati dalla pianura del fiume Lasva".
titolo: SONO VENUTO ALLA SEDUTA DELLA PRESIDENZA
sottotitolo: Dichiarazione di Franjo Boras dopo l' arrivo a Ginevra
autore: V.Staresina
riassunto: "Sono venuto a Ginevra alla seduta della Presidenza della BiH, invitato da lord Owen come tutti gli altri membri della Presidenza. Poiché Alija Izetbegovic ha disdetto il viaggio a Ginevra, i membri della Presidenza hanno deciso che fossi io a condurre la seduta. La decisione è stata presa secondo l' ordine alfabetico dei membri della Presidenza dopo che Fikret Abdic aveva rifiutato il primato perché questo non venisse interpretato come una sostituzione di Izetbegovic", ci ha spiegato Boras aggiungendo che l' ultima seduta della Presidenza bosniaca si è tenuta a Zagabria nell' ambasciata della BiH, quindi sul territorio bosniaco (fatto che di solito non viene citato) e che vi ha partecipato alla fine anche lo stesso Izetbegovic.
"Malgrado le nuove proposte, la Presidenza appoggia il piano Vance-Owen non escludendo qualche cambiamento. Né Izetbegovic né Ganic hanno rifiutato a priori la discussione sulle nuove opzioni della costituzione della BiH, ma hanno deciso di non partire per Ginevra a causa di due motivi. La prima è che Izetbegovic è stato invitato a discutere di un nuovo piano i cui dettagli non gli sono conosciuti. E tutto questo dopo i successi dell' aggressore serbo. L' altro motivo concerne l' incontro con l' ambasciatore statunitense in BiH, i cui accrediti dovrebbe accettare mercoledì a Sarajevo", ha spiegato Boras.
Secondo le parole di Boras, lui non è affatto informato di essere il presidente temporaneo della Presidenza bosniaco. E' arrivato a Ginevra come membro della Presidenza, invitato come gli altri da lord Owen.
VJESNIK
titolo: BOBAN: I CONFINI ESTERIORI DELLA BIH NON SONO NEGOZIABILI
sottotitolo: "Riteniamo che Izetbegovic sia il più responsabile per l' aggressione sul popolo croato in BiH", si dice nella lettera di Boban a Butros Gali.
riassunto: Il Presidente della Comunità croata della BiH, Mate Boban, ha inviato martedì una lettera al Segretario generale dell' ONU, Butros Gali, al Presidente degli USA, Bill Clinton, al presidente del Consiglio di sicurezza UN Yanez-Barnuev, al presidente del Consiglio dei ministri della CEE, Petersen, ai mediatori della Conferenza sull' ex-Jugoslavia, Stoltenberg e Owen. La lettera concerne la situazione tragica del popolo croato della BIH e le nuove iniziative croate nel risolvere pacificamente la crisi. Boban sottolinea che la BiH deve essere costituita, già che è uno stato indipendente e internazionalmente riconosciuto, solo come una comunità di tre popoli costitutivi. "I confini esterni della BiH non sono trattabili, me quelli interni possono e devono essere un fatto di negoziato", ritiene Boban aggiungendo che la parte croata è pronta a trattare: " in base alle nuove proposte, esposte dai rilevanti soggetti internazionali".
In base all' incontro del 16. giugno a Ginevra, dove è stata accordata la fine dei conflitti da parte di tutti e tre i popoli e la soluzione politica della crisi, i rappresentanti croati hanno effettuato delle consultazioni con i più alti rappresentanti mussulmani e serbi, continua Boban nella lettera: "ma una parte del leadership politico mussulmano in questi giorni chiaramente esplicita l' insufficienza di buona volontà per una soluzione pacifica della crisi, e tende a rispondere con la guerra e l' aggressione alle iniziative pacifiche e di collaborazione", sottolineando che "Il Presidente della Presidenza della BiH, il cui mandato non è confermato dal 20. dicembre del 1992, il signor Alija Izetbegovic, è il leader di questa corrente politica mussulmana, e quindi il popolo croato e il leadership croato lo ritengono il più responsabile per l' aggressione sul popolo croato".
Boban finisce la lettera richiedendo le trattative immediate sul territorio della BiH di tutte e tre le parti.
titolo: "IZETBEGOVIC - UN LEADER AUTOPROCLAMATO"
riassunto: Il dipartimento informativo dell' HVO (Armata croata della BiH) ha pubblicato il comunicato riguardante l' ultima seduta della Presidenza bosniaca dove si ritiene che Izetbegovic è un leader autoproclamato che porta il popolo mussulmano alla rovina. "Una Bih confederale è l' ultima occasione per la salvezza del popolo mussulmano dopo tutte le mosse da suicidio del signor Izetbegovic," riporta il comunicato.