Praga, 3 luglio 1993. Si è tenuta oggi a Praga, nella sala della sede radicale, la riunione dei radicali che risiedono e operano nella Repubblica ceca. Alla riunione, presieduta dai Consiglieri Generali del PR Paolo Pietrosanti ed Emil Scuka, hanno partecipato una trentina tra iscritti e simpatizzanti, tra i quali particolarmente significativa è risultata la presenza di:
-Jiri Hajek, tra i fondatori e primo portavoce di Charta 77, ministro degli esteri cecoslovacco della Primavera;
-Karel Srp, fondatore e leader di Jazz Section, il gruppo dissidente più noto e significativo degli anni 80;
-Raymond Rehnicer, rifugiato bosniaco a Praga, ebreo, architetto, scrittore, l'uomo che il Presidente Havel ha voluto incontrare a lungo prima del suo recente viaggio negli USA, nel corso del quale ha espresso posizioni molto apprezzabili (ancorché contrastate dal governo ceco) sulla tragedia balcanica. Rehnicer è stato anche fondatore, con il Sindaco di Sarajevo Muhamed Kresevliakovic, del movimento ecologista bosniaco.
L'impegno prioritario dei radicali sulla situazione in ex-Yugoslavia è stata tra gli argomenti al centro del dibattito, arricchito dalla presenza di Rehnicer e di Hajek.
Al centro della discussione anche la situazione dei Rom in centroeuropa: l'assemblea ha individuato come centrale la situazione nella Repubblica ceca, stante la legge di recente approvata che regola l'acquisto della cittadinanza ceca da parte dei cittadini della dissolta Repubblica federativa cecoslovacca: tale normativa contiene condizioni capestro per l'acquisizione della cittadinanza da parte di appartenenti a minoranze etniche, e in particolare per gli Zingari.
La contraddizione di cittadini privati ex lege di ogni cittadinanza - contraddizione peraltro non priva di elementi drammatici quanto fecondi - scoppierà in questo paese entro l'anno, e l'assemblea ha auspicato che il Consiglio generale del PR a Sofia includa nel programma politico del partito la generale questione della cittadinanza nell'Europa segnata da nuovi confini, per la sua diretta relazione con il godimento o la negazione anche dei più elementari diritti umani e civili.
L'assemblea ha poi convenuto sulla centralita della iniziativa ecologista radicale, che trova nel blocco dei lavori alla centrale nucleare di Temelin un momento di mobilitazione nella Repubblica ceca, e nella iniziativa sul Danubio un elemento centrale in Slovacchia.