Roma, 8 luglio - Si è svolta questa mattina, presso la sede del Partito Radicale a Roma, la conferenza stampa del CORA sul caso del dottor Ignazio Marcozzi Rozzi che vorrebbe curare con solfato di morfina un proprio paziente, il signor D.G., di 43 anni, tossicodipendente da 22, in considerazione delle sue particolari condizioni e necessità.
Alla conferenza stampa hanno partecipato Maurizio Turco, segretario del CORA, Rita Bernardini, presidente del Consiglio generale del CORA, Vanna Barenghi, presidente del CORA, il dottor Marcozzi Rozzi, il dottor Valenzi, responsabile del Sert presso l'ospedale Santo Spirito di Roma, Marco Taradash e Grazia Zuffa, coordinatori dell'Intergruppo antiproibizionista, rispettivamente, alla Camera e al Senato.
Il dottor Marcozzi Rozzi, da circa due mesi, segue quale medico di fiducia il signor D.G. in terapia sostitutiva con metadone. Tale farmaco, tuttavia, non è risolutivo e non impedisce che il paziente assuma piccole quantità di "eroina di strada" per garantire il proprio equilibrio psicofisico. Nonostante le cautele igieniche prese nelle iniezioni, il signor D.G. presenta su tutto il corpo i segni di infezioni, ascessi, miositi e dermatiti, dirette conseguenze dell'uso di eroina di strada, contaminata, infetta, tagliata. Tutto ciò in un paziente malato di AIDS, e quindi immunodepresso, che può quindi andare incontro a eventi tali da mettere in pericolo la propria vita.
Considerato che il primo obiettivo da raggiungere per questo paziente è impedire le inoculazioni di eroina, in accordo con lui, il dottor Marcozzi Rozzi propone un "contratto terapeutico" in cui si utilizzi il solfato di morfina in compresse per bocca quale farmaco sostitutivo dell'attuale, insufficiente, terapia metadonica. Detta proposta è stata comunicata al direttore del Sert dell'ospedale Santo Spirito di Roma presso il quale D.G. è attualmente in cura. Il responsabile del Sert, dottor Valenzi, ha convenuto sulla necessità di tale terapia con la specificazione che, essendo attualmente proibita dalla legge, la responsabilità sia interamente del medico proponente.
Il CORA sottoporrà al Ministro della Sanità il caso di D.G. per evidenziare la necessità della regolamentazione dell'uso del solfato di morfina, sottolineando i motivi di urgenza e di necessità che portano il dottor Marcozzi Rozzi a ritenere necessario l'uso di tale farmaco e chiedendo, contestualmente, l'autorizzazione alla terapia.
Il CORA chiederà che l'impiego del solfato di morfina venga regolato attraverso l'istituzione o l'attribuzione di potere effettivi a organismi già esistenti.
Il CORA, se entro 30 giorni dalla richiesta non ci saranno atti concreti volti a esaminare il caso e a definire una prassi, in accordo con il dottor Marcozzi Rozzi e con il signor D.G., valuterà le ulteriori iniziative da prendere.
Il dottor Marcozzi Rozzi, con il sostegno del CORA, è disponibile a proseguire l'iniziativa fino alla disobbedienza civile che comporterebbe l'arresto.
Il CORA fa da subito appello ai medici e ai loro pazienti che si trovassero in condizioni analoghe perché si organizzino iniziative comuni.
Sul caso è stata presentata una interrogazione alla Camera, per opera di Marco Taradash deputato della Lista Pannella, e al Senato, per opera di Grazia Zuffa, senatrice del PDS.
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