Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
mer 29 apr. 2026
[ cerca in archivio ] ARCHIVIO STORICO RADICALE
Notizie Radicali
Agora' Agora - 8 luglio 1993
BELGRADO: INTERVISTA CON RODOLJUB DRASKOVIC, FRATELLO DI VUK, IL LEADER DELL'OPPOSIZIONE NAZIONALISTA, DA UN MESE AGLI ARRESTI IN OSPEDALE, DA UNA SETTIMANA IN SCIOPERO DELLA FAME E DELLA SETE.
RODOLJUB DRASKOVIC SI E'ISCRITTO AL PARTITO RADICALE.

BELGRADO 8.7.93 - Una delegazione del Partito radicale, composta da Balla Lajos e Sandro Ottoni, consiglieri generali del Partito radicale, sta in questi giorni effettuando una serie di incontri, in varie località della Serbia, con esponenti dell'opposizione e iscritti al PR, anche in preparazione dell'Assemblea di Sofia.

L'opposizione ed i suoi mas-media sono attualmente e complessivamente mobilitati per la liberazione del più famoso e popolare leader serbo: Vuk Draskovic. Per quanto inconsistente e nazionalistica possa definirsi l'opposizione condotta fino ad oggi dall'SPO, il partito di Draskovic, con il suo arresto anche l'opposizione più democratica vede compromesso ogni spazio di futura iniziativa; per tale ragione la mobilitazione che sia annuncia per la sera di sabato 10 luglio diventa il banco di prova per tutte le opposizioni in Serbia. Se esse sapranno reagire compattamente e con una adeguata mobilitazione di sostenitori la loro pur debole attività ne uscirà rafforzata, in caso contrario saranno ridotte alla totale impotenza.

Il consenso al regime, manipolato da una televisione e da mas media totalmente addomesticati, è ampio e per nulla indebolito dall'embargo. Per le strade di Belgrado il traffico non è intenso ma esiste, la benzina costa 3000 lire al litro, ma al mercato nero si trova, come quasi tutto. La gente passeggia tranquilla, cambiavalute semilegali offrono milioni di dinari per pochi marchi; lungo la Terazie i belgradesi affollano i bar ed i ristoranti, passano gettando qualche occhiata al monumento a cavallo di Re Milos, tappezzato di manifestini con il volto di Draskovic. Qui un centinaio di militanti stazionano in permanenza: sono lì per proteggere lo sciopero della fame di una decina dei loro, solidali con Draskovic. Tra questi anche alcuni deputati dell'SPO.

Poco lontano, in un albergo, incontriamo Rodoljub Draskovic che, dopo una breve presentazione decide subito di iscriversi al Partito radicale e ci rilascia l'intervista che segue.

----------------------------------------

Come sono ad oggi le condizioni di salute di Vuk Draskovic e di sua moglie?

"Dopo l'arresto sono stati bastonati e malmenati brutalmente. Mio fratello, che è avvocato, aveva subito chiesto di essere ammanettato

(in modo da non fornire giustificazioni alle percosse con "tentativi di fuga" ndr.), ma neanche questo li ha risparmiati dalla violenza. Sono stati colpiti alla testa al cuore ai reni, è un miracolo che sia rimasto vivo. Dopo varie proteste siamo riusciti almeno a farlo trasferire dal carcere alla clinica civile. Purtroppo i giudici non hanno invece considerato la situazione clinica di mio fratello ed hanno prolungato la detenzione. Per questa ragione lui ha deciso di cominciare lo sciopero della fame. Se non sarà liberato andrà a avanti fino alla fine. L'altro ieri, un po' per le pressioni dei familiari e dei medici un po'per ringraziare la signora Mitterand ha accettato una flebo. Una sola.

Tenendo conto della sua costituzione fisica penso che non potrà resistere ancora per molto."

Quale esito ha avuto l'iniziativa della signora Mitterand ?

"Non ci sono parole al mondo per ringraziare quello che ha fatto al signora Mitterand. Ma mi vergogno per il cinismo e la disumanità con cui è stata trattata da Milosevic e dai suoi poliziotti e giudici. Sono stato testimone di come la polizia abbia trattenuto per più di 15 minuti e perquisito la signora Mitterand in un corridoio dell' ospedale. Ogni serbo onesto se ne dovrebbe vergognare."

Sappiamo che si sta preparando una manifestazione per la liberazione di suo fratello, che cosa ci può dire in proposito ?

"Oggi ho parlato con il patriarca Pavle pregandolo di mettersi alla testa di un movimento cristiano poichè in questo paese ci saranno presto delle manifestazioni di massa. Ho paura della violenza della polizia sul popolo. Mi ha promesso che porterà questa mia preghiera al sinodo della chiesa ortodossa. Credo che Owen e Stoltenberg e l' CSCE dovrebbero chiedere la liberazione di Vuk e Danica in modo ultimativo, per avere le cure adeguate e per dargli la possibilità di difendersi a piede libero. Bisogna fermare tutte le trattative sulla ex-Yugoslavia finchè questi prigionieri politici non verranno liberati. Noi non vogliamo abbattere il regime ma chiediamo la liberazione di Vuk e Danica che sono oggi gli unici prigionieri politici in Europa."

Come giudica l'operato del partito di cui suo fratello è presidente?

"Non sono soddisfatto dell'azione dell'SPO (Movimento del rinnovamento serbo), non hanno capito che qui non è in gioco solo la vita di Vuk ma la stessa esistenza della SpO e di quello che resta dell' opposizione in Serbia. C'è il pericolo della distruzione di quel poco di democrazia che esiste in questo paese. Questo è l'obiettivo di Slobodan Milosevic. Lui vuole un regime totalitario e comunista. Nel caso di una fine tragica di Vuk avrà realizzato questo suo obiettivo. Il mio scopo è di poter riunire le forze democratiche della Serbia e tutti i cristiani, e di porre fine ai conflitti nazionali e partitici. Dobbiamo trovare un minimo denominatore di interessi comuni per la rinascita di questo paese. Dobbiamo opporci all'arma più efficace del regime: il divide ed impera. In questo ho l'appoggio sia dei serbi, che degli ungheresi, che dei romeni, di tutte le nazionalità, perfino degli albanesi. Questi ultimi, nei messaggi che ho ricevuto, vedo che hanno posizioni simili alle mie. Anche loro credono che la ques

tione delle minoranze potrà essere risolta soltanto quando gli stessi serbi saranno liberi."

Successivamente all'intervista ci rechiamo nella sede dell'SPO. Tra i manifesti raffiguranti il leader Vuk Draskovic si nota un ritratto di Draza Mihajlovic, il capo dei collaborazionisti cetnici durante la seconda guerra mondiale, ed i simboli monarchici della dinastia Karadjordjevic. Qui ferve l'attività, una riunione della presidenza è in corso. In una pausa il vicepresidente del Movimento serbo di rinnovamento, Mihajlo Markovic, ci dedica qualche minuto. Anche lui è stato picchiato dalla polizia e sta digiunando. Ecco la sua dichiarazione: "Come partito abbiamo incaricato i nostri legali di prendere tutte le iniziative possibili per la liberazione di Danica e Vuk. Di questo dovrebbe occuparsi la corte costituzionale. Purtroppo abbiamo già saputo che alcuni giudici non particolarmente servili verso il regime sono già stati sostituiti. Se non riusciremo con le vie legali adopereremo altri mezzi". Non crede che potrà venire all'assemblea di Sofia, non almeno finchè Draskovic non sarà liberato.

--------------------------------------------------------

 
Argomenti correlati:
stampa questo documento invia questa pagina per mail