A Montanelli, Mieli, Mauro, Curzi, La Volpe, Longhi.
Sofia, 16 luglio 1993
Caro Ezio, Caro Paolo, Caro Indro, maestro mio, cari Sandro, Albino, Alberto
Carissimi,
una piccola e sintetica cronaca della sola giornata (o mezza giornata) di oggi. Il Presidente del Parlamento bulgaro, venuto per portare il suo saluto ufficiale, ha annunciato la sua immediata iscrizione al PR. I deputati bulgari in tal modo iscritti al PR sono in 57. E' giunta la notizia da Ouagadougou che il 53% dei parlamentari del Burkina si è iscritto all'ARCDA, associazione del PR per lo Stato di Diritto in Africa. Il Presidente del Parlamento (disciolto) del Nagorno Karabak ha annunciato che accetterebbero una mediazione del Partito Radicale, avendo sin qui respinto ogni altra. E' giunta una rappresentante personale di Boutros Ghali con un messaggio di grande elogio per la funzione del PR. E' stato eletto l'Ufficio di Presidenza dell'Assemblea Parlamentare, di sei persone, fra le quali Adelaide Aglietta, che è Presidente dei verdi europei del P.E. e... Francesco D'Onofrio. Sono intervenuti deputati bosniaci, serbi, croati, macedoni, delle minoranze magiare, bulgare, dell'ex Jugoslavia; fr
a i quali Adam Demaci, premio Sakharov, trent'anni di galera, detto "il Mandela europeo". Trecento parlamentari, molti dei quali mussulmani, bosniaci o delle repubbliche caucasiche, lavorano non in un "forum" (il che già sarebbe notizia) ma in un'Assemblea di Partito; appartengono a altre quaranta parlamenti. Vi sono otto cabine di interpretazione.
V'è un campionario umano, politico, sociale e partitico assolutamente "radicale", giornalisticamente parlando abbastanza raro.
In ogni caso, tutto questo non vale "il premio" del non ostracismo, o della non disattenzione usuale e confermata; non è già "nobiltà della politica" e creazione della politica?
Si può informare solamente sul vecchio, sul ripetuto, non solamente se si lavora e opera a Roma (esemplare il trattamento riservato ad una nostra conferenza stampa, di Calderisi e mia, l'altro giorno, prima di partire per qui), ma ovunque e checchè si faccia? I cittadini italiani che in trentasettemila hanno finanziato e finanziano tutto questo con l'iscrizione e le sottoscrizioni, e quelli che non lo fanno, non hanno un qualche diritto ad esser informati non solamente, in prima pagina sulla nequizia dal lavorare alle sette di mattina, in 280, fra i quali settanta presunti delinquenti della peggior risma, e per motivi ignobili o inconfessabili?
La RAI-TV, televisione lottizzata e "pubblica", è altra dalla peggior edizione precedente, quando ignora totalmente questo o altro?
Vero è che queste domande sono puramente e dolorosamente retoriche. L'attualità, come da trent'anni, è sempre altra. Non disturbatevi a rispondere: tanto non cambierà nulla, lo so bene. Come per e da trent'anni i vostri attori e autori sono tornati ad essere comunque altri: e così simili ai predecessori, così omogenei e facili. Così autori voi stessi.
Ma se, di nuovo, un giorno dovreste riconoscere che qualche ragione l'avevo e l'avevamo, perchè non dimettervi?
Un abbraccio
vostro Marco
(scusate forma e ... sostanza)
P.S. I soli presenti qui (come spesso a Roma) sono Agi, Ansa, Fininvest e Il Giorno.