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Agora' Agora - 2 settembre 1993
DICHIARAZIONE DI EMMA BONINO, SEGRETARIA DEL PARTITO RADICALE E DI OTTAVIO LAVAGGI, TESORIERE

COMUNICATO STAMPA

Sabaudia, 2 settembre 1993

"GRAZIE FOGGIA"

La decisione della "Lega Calcio" di negare l'autorizzazione ai giocatori del Foggia di portare sulle loro maglie la scritta "PACE IN BOSNIA" nello spazio riservato alle sponsorizzazioni non è solo scandalosa ed aberrante, ma anche basata su una motivazione manifestamente infondata.

La completa separazione tra sport e politica ha origini antiche, nella tradizione della Grecia classica ove esso è noto. Ma già allora l'effettuazione delle competizioni sportive presupponeva la cessazione delle guerre, condizione necessaria (e puntualmente rispettata) per lo svolgimento delle Olimpiadi.

La richiesta del Foggia non è dunque solamente giusta e generosa ma anche perfettamente coerente con lo spirito sportivo.

Così come il progetto di spartizione della Bosnia rimane scandaloso ed inaccettabile ed ogni "accordo" fondato su questa base dovrebbe essere considerato nullo e non avvenuto, anche la decisione della Lega Calcio non può essere accettata come un fatto compiuto.

Se nella partita di domenica prossima "PACE IN BOSNIA" non sarà scritto sulle maglie dei giocatori per perdurante ottusità della Lega Calcio, spetterà agli sportivi il compito di onorare e fare proprio il gesto della loro squadra facendo apparire negli spalti sui loro striscioni "PACE IN BOSNIA" e "BOSNIA LIBERA" per ricordare agli spettatori ed ai telespettatori il dramma che si sta svolgendo a pochi chilometri dal nostro paese, un dramma che è possibile e doveroso arrestare.

E' questo l'appello che oggi il Partito Radicale rivolge agli sportivi ed in particolare ai tifosi del Foggia.

Domenica allo stadio e sui teleschermi le scritte "BOSNIA LIBERA" e "PACE IN BOSNIA" ci saranno.

E ci saremo anche noi.

 
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