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Agora' Agora - 15 settembre 1993
Togliere il lavoro ai tossicodipendenti: una proposta irreale e illogica della quale bisogna assolutamente dare ampia informazione.

Dichiarazione di Maurizio Turco, segretario del CORA-coordinamento radicale antiproibizionista

La proposta di Don Benzi se presa alla lettera è irreale e illogica. Eppure non c'è stato organo di informazione, a stampa e radiotelevisivo, pubblico e privato, che si sia sottratto ad amplificare la parola d'ordine della crociata neo-proibizionista: fare terra bruciata attorno ai tossicodipendenti.

Si lascia dire a Don Benzi che la situazione è peggiorata dopo il risultato referendario del 18 aprile, ma quando il 5 agosto manifestammo perchè il Ministro Garavaglia attuasse gli impegni presi -a parte il Messaggero, Videomusic e le agenzie di stampa- non si è scritto un rigo, detta una parola. Ed oggi che il Ministro Garavaglia sta passando dalle parole ai fatti, cancellando la volontà dei cittadini, tutti buoni e zitti ad ascoltare Don Benzi.

La sua proposta è una disquisizione sui massimi sistemi senza possibilità alcuna di essere presa in considerazione ma denota che i neo proibizionisti, con i Ministri Mancino e Garavaglia in testa, se ne infischiano non solo della volontà popolare, ma anche delle acquisizioni che il mondo scientifico, le agenzie dell'Onu, le più grandi città europee, la stragrande maggioranza delle comunità terapeutiche hanno compiuto; punire non serve e la minaccia di un recupero coatto allontana i tossicodipendenti dal circuito dei servizi pubblici e privati.

Sarebbero più credibili se proponessero la tortura o la pena di morte anzichè stupide proposte per nascondere la volontà di sopprimere una diversità così profonda, così dolorosa e così sofferta che pensano di piegare nel nome di buoni valori e del loro immenso falso umanitarismo.

Don Benzi nel frattempo cerca di recuperare 400 persone, altre 50.000 circa frequentano comunità o servizi pubblici, se è vero che in Italia ci sono 250/300.0000 tossicodipendenti risulta chiaro che le energie profuse sono insufficienti o che le strategie adottate sono sbagliate, ma questo dubbio non sfiora nessun giornalista.

L'ultima iniziativa in ordine di tempo, quella di un sondaggio telefonico del Tg4 di Emilio Fede, ricalca il modello di un giornalismo che specula sui drammi, andando a cogliere elementi superficiali e ben guardandosi dal ricercare ed analizzare le ragioni profonde del problema.

 
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