Domani, 17 novembre sarà inaugurato all'Aja, in Olanda, il Tribunale internazionale ad hoc sui crimini commessi nella ex Jugoslavia, istituito dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu. A dieci mesi dalla prima iniziativa, la pressione del Partito Radicale Transnazionale ha dunque raggiunto uno degli obiettivi prefissati: il superamento delle trappole burocratiche, degli ostruzionismi politici e delle lungaggini che stavano ritardando pericolosamente l'istituzione formale della Corte.
Riassumiamo le tappe della campagna radicale:
- gennaio 1993: il PR sollecita il governo italiano a formare una commissione che si occupi di redigere e presentare alle Nazioni Unite un progetto di statuto per un Tribunale ad hoc sulla ex Jugoslavia. Del gruppo di esperti e giuristi fa anche parte Giovanni Conso, futuro ministro della Giustizia.
- 22 febbraio: il Consiglio di Sicurezza dell'Onu approva la risoluzione 808 con la quale si istituisce il Tribunale ad hoc e si dà mandato al segretario generale Boutros Ghali di formulare una proposta sulle modalità da seguire per la creazione della Corte.
- aprile: il PR promuove la raccolta internazionale di firme ad un appello perché il Consiglio di Sicurezza acceleri i tempi per l'istituzione formale del Tribunale. Le adesioni raccolte sono più di 50mila: a giugno vengono consegnate a Ibrahima Fall, Segretario Generale della Conferenza mondiale per i diritti umani che si tiene a Vienna, a 25 anni di distanza da quella di Teheran che l'aveva preceduta. Tra i firmatari vi sono premi Nobel, parlamentari e personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo di tutto il mondo.
- 25 maggio: il Consiglio di Sicurezza, con la risoluzione 827, approva il rapporto di Boutros Ghali sul Tribunale. Lo statuto recepisce nella sostanza il testo della commissione italiana preferito a quello della proposta del governo francese soprattutto per i due punti alla base della campagna radicale: l'esclusione della pena di morte e del processo in contumacia.
- settembre: iniziano i lavori dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. Tra i punti all'ordine del giorno c'è l'elezione dei giudici e del Pubblico Ministero del Tribunale ad hoc. C'è comunque il rischio che ostacoli burocratici o diplomatici impediscano rapide decisioni in materia. Il PR decide allora di lanciare un secondo appello perché il Tribunale entri realmente in funzione entro il dicembre 1993. Si assiste a un'adesione massiccia dell'opinione pubblica internazionale. Vengono raccolte in poco più di un mese più di 25mila firme provenienti da tutto il mondo. Il 17 settembre l'ONU nomina gli 11 giudici.
- 1 ottobre: il Presidente della Repubblica italiana Oscar Luigi Scalfaro riceve una delegazione radicale alla quale esprime "l'estrema convinzione" sulla validità della battaglia condotta in questi mesi per il Tribunale internazionale. Alla fine di ottobre l'Assemblea Generale dell'ONU nomina il Pubblico Ministero.
- 2 novembre: una delegazione guidata da Emma Bonino incontra a New York Boutros Ghali e consegna le firme raccolte. Il Segretario internazionale annuncia in quell'occasione che il Tribunale verrà inaugurato il 17 novembre all'Aja.
I problemi per condurre alla sbarra i criminali della guerra nella ex Jugoslavia non sono però risolti dalla cerimonia d'inaugurazione dell'Aja. Rimane ancora da chiarire la questione finanziaria. Il Tribunale, per essere operativo, deve infatti avere il budget necessario alla sua funzionalità: avere insomma i soldi per mandare avanti lo staff, condurre le indagini, proteggere i testimoni.