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Agora' Agora - 12 dicembre 1993
RELAZIONE DI OLIVIA RATTI AL CONGRESSO DI FONDAZIONE DELLA LEGA INTERNAZIONALE PER L'ABOLIZIONE DELLA PENA DI MORTE ENTRO IL 2000

Presidente, cari amici,

la mia relazione riguarda lo stato di attuazione della risoluzione sulla pena di morte, approvata dal Parlamento Europeo nel Febbraio 1992.

" Nessuno Stato, puo' disporre della vita dei propri cittadini prevedendo nel proprio ordinamento la pena di morte come conseguenza di reati, anche se gravissimi".

E' questo l'assunto da cui si parte per chiedere, innanzitutto agli Stati membri della Comunità Europea, del Consiglio d'Europa e della CSCE di impegnarsi ad abolire la pena di morte dai loro ordinamenti, sia essa prevista per reati ordinari che per quelli eccezionali.

Il Parlamento Europeo per quanto riguarda la politica dei diritti umani ha un'autorità che potrei definire " morale" Infatti in questa materia cio' che il Parlamento esprime non è vincolante nè per i Paesi Membri, nè tantomeno per i Paesi Terzi, non essendo previsti strumenti cogenti.

E quindi dopo quasi due anni dall'approvazione della risoluzione ,praticamente nessuno dei Paesi Membri dell'Unione Europea, del Consiglio d'Europa, della CSCE ha dato seguito alla nostra richiesta .

Attualmente , la pena capitale è ancora prevista in 103 paesi per reati ordinari , in 16 per reati eccezionali, sono abolizionisti de facto 19 paesi, essa non è prevista negli ordinamenti di solamente 52 paesi.

... comunque, al di là dei numeri, negli ultimi due anni l'abrogazione è cosa fatta in Svizzera , Angola, Gambia, Guinea Bissau e Hong Kong per tutti i reati, in Paraguay per i reati ordinari.

Per quanto riguarda l'Unione Europea i Paesi che ancora contemplano la pena di morte anche per reati ordinari sono il Belgio e la Grecia( anche se da parecchi anni non l'applicano piu,'rispettivamente dal 1950 e dal 1972 )

In Belgio i deputati Ecolo e Agalev hanno depositato un progetto di legge nel Febbraio 1992, chiedendo che la pena di morte fosse abrogata totalmente dall'ordinamento, , e fosse sostituta con l'ergastolo: purtroppo la discussione è scivolata sull'ergastolo " duro", e quindi c'è il pericolo che la proposta abolizionista, sia stravolta dal dibattito parlamentare, e produva effetti perversi.

Per quanto riguarda la Grecia, no news: mi pare che nessuno ne abbia parlato in campagna elettorale, nè tantomeno che questo sia un punto del nuovo Governo socialista guidato da Papandreu: spero di essere smentita .

La Francia non ha più la pena di morte dal 1981:in questo paese abbiamo assistito ad un tentativo di reitrodurla per gli omicidi di minori di meno di 15 anni accompagnati da atti di violenza : è stato infatti depositato in tal senso un progetto di legge firmato da 150 deputati : la proposta non è stata accolta dal Ministro della Giustizia Pierre Méhaignerie, che ha introdotto nel suo progetto di legge ( già approvato dal senato, leggermente emendato dalla commissione giustizia della Camera, ed in discussione in questi stessi giorni all'Assemblea) la cosiddetta " perpetuité réelle" ovvero la reclusione per un periodo minimo di trent'anni , alla fine del quale una Commissione formata da magistrati e da medici decide sulla opportunità di allungare tale periodo.

Anche qui si è evitato il peggio, ma con soluzioni sulle quali probabilmente molti di noi qui presenti non sono comunque d'accordo.

L'inghilterra è spesso erroneamente classificata tra i paesi che hanno la pena di morte solo in tempo di guerra: non è cosi' infatti essa sussiste per alto tradimento e per pirateria, per alcuni reati commessi dai militari sia in tempo di pace che in tempo di guerra : i più recenti dibattiti pare abbiano riguardato l'eventuale reintroduzione per certi casi di omicidio grave e di terrorismo.

Italia e Spagna sono i Paesi membri dell'Unione Europea che ancora hanno la pena di morte per reati commessi in tempo di guerra.

In Italia c'é una proposta di legge che è stata già discussa alla Commissione Giustizia della Camera riguardante l'abrogazione dei reati del codice di guerra che prevedono la pena di morte: ora la proposta passa al Senato, e speriamo che in questo scampolo di legislatura che ormai rimane in Italia, essa possa essere approvata in via definitiva.

In Spagna i reati passibili di pena di morte sono stati reintrodotti nel codice penale militare nel 1986 e sono giustificati e difesi dall'attuale maggioranza :e l'abbiamo potuto purtroppo constatare durante il dibattito in aula a Strasburgo, quando prese di posizione a favore del mantenimento della pena di morte sono state pronunciate in aula dai socialisti spagnoli.

Mi si dice che sarebbe possibile una campagna in Spagna, con i "giovani" socialisti: speriamo che siano meglio dei " vecchi", oppure che tra i nuovi eletti ci sia qualcuno di sensibile per portare avanti questa grande lotta di civiltà.

Tra i paesi del Consiglio d'Europa , solo la Svizzera ha - se vogliamo illuderci - seguito la nostra richiesta, ed ha abrogato la pena di morte nel 1992.

Movimenti in senso opposto sono avuti, tra i paesi del Consiglio d'Europa, in Turchia e in Bulgaria.

In Turchia la moratoria che durava da 9 anni è stata recentemente interrotta dall'autorizzazione della Grande Assemblea all'esecuzione di un omicida.

Per il codice penale turco, dopo che un tribunale ha emesso una condanna alla pena capitale, è necessaria l'approvazione dalla speciale commissione parlamentare e la ratifica dall'Assemblea per l'esecuzione della sentenza.

Ora il 23 Novembre, approfittando dell'assenza della coalizione delle sinistre e dell'opposizione, il Parlamento turco ha ratificato questa condanna a morte .

La paura è che, a partire da questo caso, ricomincino le esecuzioni, visto che fra i 13 reati per cui è ancora prevista la pena di morte c'è il " separatismo" di cui sono incolpati molti Curdi attualmente sotto giudizio: e sappiamo che con la spinta di un'emergenza sociale e politica, se i legislatori non sono risoluti, è facile che cadano nella legge del taglione.

In Bulgaria vige la moratoria dal 1990.

Recentemente la Nuova Alleanza per la democrazia(NSD) ha chiesto che sia abrogata la moratoria.Il ministro della giustizia Kornagev ha minacciato le dimissioni se cio' dovesse avvenire.

Sappiamo che il Primo Ministro Berov è favorevole alla pena di morte che lui ritiene possa essere il solo mezzo per sconfiggere la crescente criminalità in Bulgaria: dobbiamo seguire da vicino questo paese, che oltretutto ha fra i suoi progetti quello di aderire all'Unione Europea.

Un trend positivo, anche se non ancora arrivato all'obiettivo che noi vorremmo, è in atto in Albania. In Novembre sono stati abrogati 7 articoli del Codice Penale, che prevedevano la pena di morte. Per i restanti sei articoli , è prevista la possibilità che i tribunali la sostituiscano con l'ergastolo.

Ci pare di sapere che il Presidente Berisha sia personalmente contrario alla pena di morte, ma forse non ha la forza sufficiente per proporre la sua abrogazione: penso che i nostri amici albanesi qui presenti non avranno esitazioni a dargli una mano in questo senso.

Per quanto riguarda le Repubbliche dell'ex-Yugoslavia, Croazia, Slovenia, Macedonia, hanno approfittato delle loro dichiarazioni di indipendenza e delle nuove Costituzioni per dichiarare la loro contrarietà alla pena di morte; mentre in Serbia-Montenegro , ove è ancora in vigore la legislazione dell'ex-Federazione Yugoslava, essa è prevista sia in tempo di pace che in tempo di guerra.

Dalla Moldavia arrivano notizie preoccupanti, infatti si sta tentando di reintrodurre la pena di morte attraverso la nuova Costituzione: il primo progetto di Costituzione è stato per ora" congelato". Sarà forse impossibile in Moldavia arrivare all'abrogazione totale e si arriverà probabilmente alla diminuzione dei reati eliminando i reati amministrativi e lasciando i reati di sangue. Per ora la Moldavia è impegnata nella campagna elettorale, e sarà il prossimo parlamento a doversene occupare: speriamo che una maggioranza contraria alla pena capitale poassa essere eletta nelle prossime elezioni.

Nella nuova Costituzione della Russia che sarà sottoposta a referendum il 12 Dicembre, la pena di morte è presente, solo per casi ecczaionali ,e si rimanda ad eventuali leggi ordinarie e al codice penale per la sua regolamentazione

Già questo fatto puo' essere considerato un fatto positivo, ma bisognerà fare attenzione alle future modifiche dei codici, e noi ci auguriamo ardentemente che tutti i nostri amici candiadati alle elezioni di domenica siano eletti ,per poter portare avanti con noi questo obiettivo.

A parte la Russia, le altre le Repubbliche dell'ex Unione Sovietica prevedono la pena capitale nei loro ordinamenti.

Abbiamo notizie di un'iniziativa nel senso della moratoria, che è stata iniziata in Ucraina dai nostri amici deputati qui presenti.

Fra tutti i membri della CSCE, secondo me il caso più grave è un paese che viene universalmente considerato come" il " modello di democrazia:gli Stati Uniti d'America.

In questo grande paese, la tendenza è verso la reintroduzione o l'allargamento dei reati per cui è prevista la pena capitale: ricordiamo il referendum che si proponeva di reintrodurla nel Distretto di Columbia , referendum che per fortuna non ha raggiunto la maggioranza richiesta, ma che resta comunque un segnale inquietante.

Recentemente, colla cosiddetta legge Brady, che ha reso più difficile l'acquisto di armi, che ha aumentato il numero dei poliziotti e dato piu' soldi per la lotta al crimine, sono 51 in più i reati federali passibili di pena di morte.

Questo per quanto riguarda i singolo Stati a cui il Parlamento si indirizzava: e chiedo scusa se ho commesso alcune imprecisioni, ma è difficilissimo avere notizie in questo settore, e dovremo proprio fra le altre cose, cercare di dotarci di un mezzo per comunicare tra noi e forse anche pensare ad una specie di banca dati con tutte le notizie rispetto alla pena capitale.

Altra punto della risoluzione era la richiesta agli Stati Membri di operare per ottenere in sede ONU una moratoria generalizzata .

Non ci risulta che alcuno Stato abbia fatto nulla in tal senso. Credo in particolare che questa iniziativa debba essere reiterata innnazitutto ai paesi che fanno parte del Consiglio di sicurezza, E ritengo anche che questa della moratoria potrà essere uno degli obiettivi qualificanti della nostra Lega.

Un'altra richiesta della risoluzione Aglietta riguardava l'impostazione della politica estera comunitaria ed in particolare la politica di accordi e cooperazione economica considerando il pieno rispetto dei diritti umani e specialmente l'abolizione della pena di morte come una condizione fondamentale di cui tenere conto.

Anche questa asserzione, che a noi, qui dentro, oggi, sembra tanto ovvia, trova spessissimo delle obiezioni: ad esempio non più tardi di due settimane fa, in questa stessa sala nell'ambito della discussione dei rapporti dell'Unione Europea con la Cina, è stato affermato: " perchè continuare a ricordare che la Cina ha la pena di morte, che non rispetta i diritti umani: è un grande paese di un miliardo e trecento milioni di persone , con una cultura diversa dalla nostra....e possiamo ben perdonarle certe interpretazioni delle convenzioni internazionali...

Anche questa richiesta è stata , come le altre, disattesa : infatti fino a che non si vorrà prevedere un meccanismo di sospensione automatica degli accordi commerciali o d'associazione, fino a che la clausola del rispetto dei diritti umani resterà un'indicazione semplicemente morale, fino a che la " realpolitique" reggerà i rapporti tra gli Stati..... fino ad allora le nostre richieste saranno sempre le stesse.

Ma verrà mai un domani?

Siamo qui in questi giorni proprio per stabilire la nostra strategia affinchè questo nostro " sogno " possa un domani diventare realtà.

Un'altra richiesta puntuale della risoluzione era quella di una campagna d'informazione delle posizioni del Parlamento Europeo e delle tesi che si oppongono alla pena di morte. Riteniamo infatti che più si è informati meno si è convinti che la pena di morte sia una risposta giusta ai problemi della criminalità.

Anche qui nulla, la sola risposta è stata quella della Commissione Esecutiva, che si è detta incompetente ad informare in quanto la problematica della pena capitale non è fra le competenze comunitarie.......

E questo della campagna d'informazione potrà senza dubbio far parte dei nostri obiettivi per il futuro.

Anche obiettivi " intermedi" nel cammino per l'abrogazione totale sono stati indicati dal Parlamento Europeo: non pronunciamento di condanne a morte contro coloro che erano minorenni al momento del compimento del crimine, contro donne incinte o con figli piccoli, contro anziani, malati o ritardati mentali.

Mi pare che solo l'Albania abbia in qualche modo tenuto conto di queste indicazioni, anzi addirittura l'Albania ha deciso che le donne mai possono essere giustiziate: e non vengano qui le femministe a porci problemi di discriminazione!

Il Parlamento Europeo è stata l'unica Istituzione sovranazionale che ha osato addentrarsi nel discorso sulla pena di morte, e l'ha fatto con tante titubanze, visto che anche all'interno dell'Unione Europea ci sono Paesi che ancora la mantengono , anche se non la applicano più da anni.

Ma se il Parlamento Europeo resterà solo nella sua proposta, se i Paesi a cui ci si è indirizzati continueranno a restare sordi, se altre Istituzioni Internazionali non prenderanno posizione subito, in modo preciso, sarà difficile incidere nelle realtà e nelle legislazioni di quei Paesi che mantengono la pena di morte, o che addittura cercano di reintrodurla.

Cosa c'è bisogno affinchè la nostra battaglia per arrivare ad abrogare la pena di morte entro l'anno 2000 possa avere successo? L'unico modo per tentare di contrastare la tendenza in atto è quello dell'impegno e della mobilitazione transnazionale , ma poi di ognuno nel proprio paese, nei propri ordinamenti. Senza questo impegno, è sicuro fin d'ora che l'anno 2000 sarà per noi, da questo punto di vista, un anno di sconfitta, e noi, qui presenti oggi, non lo vogliamo.

 
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