OGGI A ROMA CONFERENZA STAMPA DEL COORDINAMENTO RADICALE ANTIPROIBIZIONISTA.GLI OBIETTIVI DELLA PROPOSTA DI LEGGE DEL CORA.
Roma, 15 dicembre - Si è svolta questa mattina, a Roma, presso la sede del Partito radicale, la conferenza stampa di presentazione della campagna di raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare promossa dal CORA per la legalizzazione delle droghe leggere e la riforma della legge sulla droga.
Alla conferenza stampa hanno preso parte: MAURIZIO TURCO (Segretario nazionale del CORA), MARCO TARADASH (Deputato della Lista Pannella), RITA BERNARDINI (Presidente del Consiglio generale del CORA), ROBERTO SPAGNOLI (Tesoriere del CORA).
I partecipanti hanno presentato la proposta di legge, illustrando la campagna di raccolta firme e spiegando le ragioni dell'iniziativa.
In particolare è stata annunciata e illustrata la prima iniziativa della campagna:
SABATO 18 APRILE, A ROMA, ALLE ORE 18,
FIACCOLATA ANTIPROIBIZIONISTA PER LA LEGALIZZAZIONE DELLE DROGHE LEGGERE DA PIAZZA DI SPAGNA A CAMPO DE' FIORI.
Qui di seguito, in sintesi, gli obiettivi della proposta di legge di iniziativa popolare del CORA.
PER UNA NUOVA POLITICA SULLA DROGA
PER LA LEGALIZZAZIONE DELLE DROGHE LEGGERE
1 - Legalizzazione e regolamentazione della produzione, del commercio e del consumo della cannabis e dei suoi derivati;
2 - Riforma degli interventi di prevenzione e cura e avvio di effettivi interventi di riduzione dei rischi e dei danni derivanti dall'uso delle droghe illegali;
3 - Libertà di scelta del medico e del servizio pubblico dove sottoporsi alla terapia di disintossicazione;
4 - Trasparenza sulla concessione dei finanziamenti e controllo del loro impiego;
5 - Riforma dell'Osservatorio permanente sul fenomeno droga e pubblicità di tutti i dati raccolti.
La proposta prevede, inoltre, la creazione di sportelli di informazione per i cittadini; l'inserimento di rappresentanti delle associazioni nelle commissioni ministeriali; la tutela del lavoro delle persone ospiti di comunità terapeutiche; la possibilità di accesso alle strutture pubbliche e private da parte di parlamentari e consiglieri regionali.