Un grande ringraziamento, innanzitutto, per essere venuti al Congresso di Bruxelles e tutte le nostre scuse per i disagi che avete incontrato, dovuti a un'organizzazione che si fonda sull'opera di pochi militanti e sul solo autofinanziamento.
Credo che voi abbiate tratto comunque un bilancio positivo delle dieci ore di lavoro: vi è stato un dibattito serio, un documento finale ricco e impegnativo, una soluzione democratica a questioni che hanno visto il congresso diviso.
Un problema che ha appassionato tutti è stato il cambiamento del nome dell'associazione che abbiamo costituito. Da Lega internazionale per l'abolizione della pena di morte entro il 2000 in: Nessuno tocchi Caino - Campagna di cittadini e parlamentari per l'abolizione della pena di morte nel mondo entro il 2000.
Torno a parlarvene dopo aver letto il pezzo molto buono sul Congresso che ha scritto Rachid M. Traoré sul "Sidwaya" di oggi, dal quale qualcuno potrebbe ricavare che a tutti gli aderenti alla campagna internazionale venga richiesto di cambiare nome.
"Nessuno Tocchi Caino" é il titolo - già conosciuto in più parti del mondo - della organizzazione e della campagna abolizionista nella sua dimensione internazionale; il suo sottotitolo è "Campagna di cittadini e parlamentari per l'abolizione della pena di morte nel mondo entro il 2000", scelto per indicare il ritmo, la velocità, la (s)cadenza "militare" degli obiettivi intermedi e finali, il procedere per tappe giuridiche, politiche e legislative che la nostra azione deve conquistare.
E' del tutto evidente che nulla si deve togliere alle associazioni, ai comitati, alle leghe regionali abolizioniste, che manterrano i nomi, gli obiettivi specifici e le forme di organizzazione che si sono scelti e attraverso i quali sono noti. Nessuna imposizione, nessun battesimo nel nome di Caino, che fa parte della tradizione giudaico-cristiana; anche se ognuno ha il suo di Caino: è "Kabil" per i musulmani, sarà un altro per le altre religioni o tradizioni!
Viva, allora, la Lega dei parlamentari africani per l'abolizione della pena di morte entro il 2000!
Vivano soprattutto le ragioni, le speranze, gli obiettivi e gli impegni che ci hanno portato tutti a Bruxelles.
Un cordiale saluto,
Sergio D'Elia
Coordinatore della campagna abolizionista
Roma, 16 dicembre '93