Roma, 27 dicembre - Un ragazzo di 25 anni, Jorge Nelson Baez, accusato di aver ucciso un guardiano dei campi, è stato condannato a morte. Secondo un comunicato diffuso a Miami da Ricardo Bofill, Presidente del Comitato Cubano per i Diritti umani, la morte del guardiano sarebbe avvenuta a seguito di un colpo partito dal suo fucile, durante una colluttazione con il giovane sorpreso a rubare vegetali caduti da un camion.
Secondo i familiari, Jorge Nelson Baez, dopo l'arresto, era stato torturato nel Departamento Tecnico de Investigaciones (DTI) a L'Avana, e aveva "confessato" di essere implicato anche in atti di terrorismo e sabotaggio. Il Consiglio di Stato di Cuba ha ratificato la pena di morte contro Baez il 9 dicembre scorso.
Un appello alla grazia è stato rivolto a Fidel Castro da Emma Bonino, segretario del Partito radicale e da Sergio D'Elia, coordinatore di "Nessuno tocchi Caino - Campagna di cittadini e parlamentari per l'abolizione della pena di morte nel mondo entro il 2000".
"Più di una volta Le abbiamo rivolto appelli - hanno scritto Emma Bonino e Sergio D'Elia in un telegramma a Castro - perchè non venissero eseguite a Cuba condanne a morte. Ferma restando la nostra opposizione alla pena capitale in qualsiasi caso, Le chiediamo, come gesto umanitario che non sarebbe privo di valenze anche politiche, di non fare eseguire la sentenza nei confronti di Jorge Nelson Baez, condannato a morte per omicidio e sabotaggio senza che abbia potuto avvalersi delle garanzie processuali riconosciute a livello internazionale".