Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
gio 30 apr. 2026
[ cerca in archivio ] ARCHIVIO STORICO RADICALE
Notizie Radicali
Agora' Agora - 10 gennaio 1994
TRIBUNALE EX JUGOSLAVIA

Roma, 10 gennaio 1994

Il presidente Cherif Bassiouni lancia l'allarme sui lavori della Commissione di esperti durante una trasmissione a Radio Radicale

"Non si può lavorare senza soldi.Quello che ci sta bloccando in questo momento sono le decisioni burocratiche di tagliarci il bilancio."

Il lavoro a cui si riferisce il prof. Cherif Bassiouni, presidente della Commissione di Esperti dell'Onu incaricata di indagare sui crimini commessi nella ex Jugoslavia, è quello della vera e propria raccolta delle prove e delle testimonianze su uccisioni, torture e stupri perpetrati nei due anni di guerra. Un lavoro necessario, indispensabile per il funzionamento del Tribunale Internazionale ad hoc istituito dall'Onu lo scorso maggio e inaugurato lo scorso novembre.

L'allarme appassionato del professor Bassiouni è stato lanciato oggi in diretta durante una trasmissione-dibattito su Radio Radicale, alla quale hanno partecipato Emma Bonino e lo stesso Presidente del Tribunale Internazionale ad hoc, Antonio Cassese, in partenza per l'Aja per la seconda sessione di lavoro assieme agli altri dieci giudici che compongono la Corte.

Le affermazioni di Bassiouni, cui si sono aggiunte anche le preoccupazioni di Cassese per i problemi amministrativi e finanziari del Tribunale, rendono conto delle difficoltà davanti alle quali si trovano i due organismi.

La Commissione dei cinque Esperti, istituita nell'ottobre 1992 con la risoluzione 780 dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu, ha sempre vissuto, sin dall'inizio, nella precarietà finanziaria e logistica. Una precarietà che rischia di far chiudere i battenti all'organismo prima che termini i suoi lavori, e soprattutto prima che riesca a raccogliere le prove documentarie in loco, per esempio quelle relative ai massacri compiuti a Vukovar, in altre zone della Slavonia orientale e in Bosnia Erzegovina. Ufficialmente senza bilancio dal I gennaio, la Commissione avrebbe bisogno, da qui a luglio, di 300 mila dollari per le proprie spese di funzionamento e per condurre a termine le indagini in corso.

Riportiamo di seguito uno stralcio delle dichiarazioni del prof. Bassiouni:

"La Commissione funziona senza avere alcun bilancio. Stiamo lavorando in una situazione completamente aleatoria. Sembra ci sia la volontà di estinguere questa commissione a fine aprile, quando saremo nel pieno della riesumazione dei corpi sepolti nelle fosse comuni di Vukovar. Il lavoro in questo modo non può andare avanti: non si può lavorare senza soldi, non si può lavorare senza una certa sicurezza per il personale che si trova qui a Ginevra e che non sa se domani sarà impiegato. Non si possono fare delle pianificazioni perché ci sono dei problemi logistici abbastanza seri. E' una situazione di una precarietà assoluta.

Il Consiglio di Sicurezza non ha stabiito un termine al mandato della commissione di esperti istituita con la risoluzione 780. Quindi non c'è bisogno che il consiglio ci rinnovi il mandato. Quello che ci sta bloccando in questo momento sono dunque le decisioni burocratiche di tagliarci il bilancio: dal I gennaio non abbiamo un bilancio, perciò il nostro personale funziona adesso senza contratti di lavoro e non si sa nemmeno se saranno pagati alla fine del mese. Insomma, non si può lavorare senza sapere se si può fare un viaggio, se si può intraprendere un'indagine, un'investigazione. Faccio un esempio significativo. Abbiamo una riunione della commissione domani, e abbiamo dovuto ricorrere a un modo indiretto di finanziarla facendoci prestare i soldi dall'ufficio del bilancio di Ginevra per pagare il viaggio ai commissari".

 
Argomenti correlati:
stampa questo documento invia questa pagina per mail