LETTERA DI EMMA BONINO E SERGIO D'ELIA AL PRESIDENTE DEL SENATO: "OCCORRE FARE PRESTO. PER INERZIA RISCHIAMO DI SCIUPARE UN'OCCASIONE STORICA DEL NOSTRO PAESE SUL FRONTE DELLA GIUSTIZIA E DEL DIRITTO, ANCHE INTERNAZIONALI".
Roma, 12 gennaio '93 - La legge per l'abolizione della pena di morte dai codici militari italiani, già appovata alla Camera nel luglio scorso e ora all'esame del Senato, rischia di saltare a causa dello scioglimento anticipato delle Camere. Emma Bonino, segretario del P.R. e Sergio D'Elia, coordinatore della Campagna per l'abolizione della pena di morte entro il 2000 denominata "Nessuno Tocchi Caino", hanno inviato una lettera a Giovanni Spadolini chiedendo un incontro. Segue il testo della lettera inviata anche ai presidenti delle Commissioni Giustizia e Difesa cui compete l'approvazione della legge e ai presidenti dei Gruppi parlamentari del Senato.
"Egregio Presidente,
l'abolizione della pena di morte dai nostri codici militari, già approvata alla Camera dei Deputati nel luglio scorso ed ora all'esame, in sede legislativa, delle commissioni congiunte Giustizia e Difesa del Senato, potrebbe essere acquisita al patrimonio storico e di leggi civili del nostro paese in pochissimo tempo: se solo le due commissioni si riunissero. Gli stessi presidenti hanno più volte manifestato, anche pubblicamente, la loro determinazione ad approvare presto il provvedimento.
Ci rivolgiamo a Lei anche a nome dei cittadini e parlamentari provenienti da 36 Paesi che il 9 e 10 dicembre scorsi si sono riuniti a Bruxelles, al Parlamento Europeo, nel congresso di fondazione della Campagna per l'abolizione della pena di morte nel mondo entro il 2000 denominata "Nessuno tocchi Caino".
Facciamo appello alla sua buona volontà, al suo senso dello Stato e, a questo punto, anche dell'opportunità perchè - subito, in questi giorni, in queste ore - sia fatto quel che si deve per approvare una legge che costituirebbe anche consolidamento di una realtà, e conquista di nuova possibilità di lotta del nostro Paese sul fronte della giustizia e del diritto, anche internazionali.
Sette mesi fa, nell'istituire il tribunale internazionale contro i crimini di guerra nella ex-Jugoslavia, il Consiglio di Sicurezza su proposta italiana ha escluso il ricorso alla pena di morte, anche nei confronti dei boia di Serajevo. Con l'abolizione, oggi, della pena di morte dai codici militari, l'Italia si aggiungerebbe a Danimarca, Francia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Olanda e Portogallo, che nella Comunità Europea l'hanno totalmente abolita.
Il parlamento italiano può fare la sua parte nel conseguimento dell'obiettivo di "un'Europa senza pena di morte", tappa intermedia e, forse, decisiva della campagna abolizionista a livello mondiale. Un altro impulso verrebbe dato dal nostro Paese all'affermarsi sul piano internazionale del principio che lo Stato, in nessun caso, può disporre della vita di un suo cittadino.
Per questo, La preghiamo di volerci concedere un colloquio, in cui poterle rappresentare l'urgenza e l'opportunità di decisioni che andrebbero prese nel breve tempo."
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