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Notizie Radicali
Agora' Agora - 25 gennaio 1994
COMUNICATO STAMPA DI EMMA BONINO, SEGRETARIA DEL PARTITO RADICALE

All'attenzione dei Direttori, Caporedattori e Giornalisti

Studio Aperto trasmetterà' da venerdì il suo Tg da Sarajevo.

Ne siamo lieti e plaudiamo.

speriamo che possa contribuire a distruggere il muro di silenzio che copre tutte le guerre dimenticate.

E' da tempo che ormai siamo impegnati con tutte le nostre energie perchè non cada il silenzio su quella ex Jugoslavia, dimenticata a lungo dalla Comunità internazionale.

Le responsabilita prime, è chiaro, sono dei Realpolitiker dell'Occidente, che hanno pranzato e negoziato con quei criminali mentre i loro aguzzini massacravano e stupravano. Nessuno, però può esimersi dal bere l'altra parte del calice amaro delle colpe. Tantomeno i mass media che mostrano indignazione e impegno sulla ex Jugoslavia spesso a corrente alternata, quando la notizia è talmente notizia che finisce giustamente sulle prime pagine di tutti i giornali, mostrandosi in tutta la sua drammaticità attraverso i volti dei bambini uccisi.

Paolo Liguori dice che l'informazione non si è mossa con la tempestività adeguata al pari della Comunità Europea e dei Governi. Siamo felici che anche il direttore di un Tg se ne sia reso conto, come invece se ne erano accorti tempo prima i tanti inviati di guerra che dalla ex Jugoslavia hanno documentato ciò che stava accadendo. Allo stesso modo da tempo, dall'inizio della guerra, ne abbiamo preso coscienza noi radicali, constatando che man mano che passava il tempo quello stesso muro di silenzio si stava alzando contro chi tentava di prendere iniziative e organizzare il che fare.

Il Presidente del Tribunale dell'Onu, Antonio Cassese si dice fiducioso che a giugno possano partire i processi contro i criminali della ex Jugoslavia. Noi speriamo e faremo del nostro meglio perchè il Tg di Paolo Liguori rompa il silenzio che per molto tempo non ha informato nei modi dovuti, inspiegabilmente, la pubblica opinione del fatto che esiste tra mille difficoltà finanziarie e organizzative un Tribunale, senza pena di morte. Quella Corte che impropriamente viene definita una Seconda Norimberga e che potrebbe colpire gli artefici dei massacri, degli stupri, della più efferata violazione dei diritti umani che ancora in queste ore si perpetuano nella ex Jugoslavia.

Il nostro auspicio è che questa iniziativa di informazione da Sarajevo possa contribuire a rendere più visibile, senza spegnere i riflettori, attraverso tutta l'informazione possibile quel dramma di fronte al quale è bene non sentirsi impotenti. Impotenti come ci sentiamo di fronte a quei drammi non ripresi costantemente dalle telecamere, che si chiamano oggi, tra gli altri, Burundi e Nagorno Karabach e per i quali continuiamo a impegnarci perchè possa affermarsi presto il diritto.

 
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