COMUNICATO DEL PARTITO RADICALEIl Partito Radicale era presente alla manifestazione promossa dal Comune di Roma in solidarietà con Sarajevo, ma nessuno lo ha detto, né i telegiornali di ieri, né i giornali di oggi.
Alla manifestazione c'erano solo tre grandi striscioni, e il Tg3, in una diretta di due ore, è riuscito a non mostrare mai quello del Partito radicale che recava la scritta: Bosnia libera. Processo subito ai criminali.
Chiunque riveda la diretta della manifestazione potrà scorgere da lontano un'illeggibile macchia gialla nel corteo. La stessa, è ripresa poi da dietro: uno striscione in più, purché anonimo.
Questa abrogazione delle ragioni politiche del Partito radicale (che, lo ricordiamo, non si presenta alle elezioni e che si occupa di obiettivi e di politica transnazionale), che sono anche quelle del comune di Roma e del sindaco Rutelli, ha avuto espliciti sostenitori in alcuni manifestanti. Si sono avvicinati a più riprese per dire che il Partito radicale non avrebbe dovuto partecipare ad una manifestazione riservata solo alla società civile. Altri si sono avvicinati per dire che non avremmo preso un voto in più partecipando a quella manifestazione; altri ancora cantavano "Forza Italia" al passaggio dello striscione radicale.
Tutto questo accadeva mentre, nel corso della manifestazione, le Liste Verdi e Alleanza Democratica raccoglievano le firme per la presentazione delle liste elettorali.
E' di tutta evidenza che hanno diritto di parola e di presenza politica solo i "progressisti" italiani, ai quali appartiene anche il monopolio della pace in Bosnia: in realtà sempre e solo monopolio dell'equidistanza. Infatti, sin dall'inizio della tragedia nei balcani, essi non hanno distinto gli aggressori dagli aggrediti e hanno giudicato che fosse in corso non una guerra di aggressione, ma un conflitto etnico. Senza mai porsi il problema del diritto e della giustizia, in mancanza dei quali non c'è e non ci sarà nessuna pace.