ADNKRONOS - Roma 4 marzo 1994 - 16.39 - "Se l'impegno a trovare soldi per il Tribunale sui crimini di guerra fosse stato pari a quello compiuto per procurarsi armi, avremmo il tribunale più ricco del mondo": lo ha dichiarato Muhamed Kresevljakovic, Sindaco di Sarajevo, nel corso di una conferenza stampa di presentazione della Marcia di Pasqua '94 che si terrà il 3 aprile a Roma. Obiettivi della marcia - promossa dal Partito Radicale, dal Sindaco di Roma, Francesco Rutelli, dalla Caritas diocesana e da Nessuno Tocchi Caino - Campagna per l'abolizione della pena di morte entro il duemila, sono la moratoria delle esecuzioni e la costituzione del Tribunale Permanente per i crimini contro l'umanità.
"Sono passati due anni - ha ricordato il Sindaco della capitale bosniaca, che si è impegnato a fare di tutto per essere presente alla marcia del 3 aprile e a fare in modo che la città di Sarajevo vi partecipi - durante i quali sono stati uccisi 10mila abitanti della capitale bosniaca, 3mila dei quali bambini. In tutta la Rebubblica, i morti sono stati oltre 200mila. A questi si aggiungono i profughi e le moltissime donne violentate. Considerato tutto ciò ed il fatto che durante questa guerra sono stati compiuti crimini che quasi non si erano mai visti in questo secolo, il Tribunale avrebbe dovuto cominciare ad operare già da molto tempo". Emma Bonino ha ricordato che il bilancio preventivo del Tribunale (33 milioni di dollari, circa 50 miliardi di lire) non è ancora stato votato dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite. "Il Tribunale vive di un fondo speciale cui hanno contribuito alcuni stati".
Dal canto suo, il Sindaco di Roma, Francesco Rutelli, si è impegnato a scrivere ai Sindaci italiani ed europei perché partecipino all'iniziativa del 3 aprile e a chiedere al Comune di Roma di promuovere un'azione internazionale sul tema dell'abolizione della pena di morte. Rutelli ha quindi ricordato la richiesta sottoscritta dai sindaci italiani in occasione della manifestazione di solidarietà per la Bosnia. Nell'appello, diretto al governo italiano ed agli organismi internazionali, si chiedeva che venisse data effettiva attuazione al Tribunale: "Non vogliamo - ha concluso - che il processo di pace sia affidato solo alla buona volontà e alla solidarietà".