E' dal 1987 che i radicali cercano di porre all'attenzione della società e della politica la guerra delle lingue e i danni che essa provoca e provocherà alla comunità internazionale ed europea. Mala-linguisti e sedicenti progressisti non riescono a distinguere tra lingua internazionale e lingua egemone internazionalmente. pensando che le due cose coincidano: la Repubblica di oggi a commento dell'iniziativa antianglicizzante del Comune di Pavia, fa una vignetta dove chi si oppone all'indiscriminata e inutile inglesizzazione passa per chi cancella il simbolo dell'Unione europea.
Il problema della comunicazione transnazionale può essere risolto solo democraticamente e quindi attraverso l'adozione, con vere e proprie convenzioni, di una lingua non etnica e autenticamente internazionale come l'esperanto.
Perché, in un momento in cui la Repubblica, l'Espresso e il Corriere regalano ai loro lettori corsi di lingua inglese, Panorama, La Stampa o altre testate non promuovono una tale via democratica facendo conoscere ai loro lettori l'esperanto?