Nessun. tricolore, nessuna festa nazionale della Liberazione se non cè liberazione per la Bosnia.
Speriamo che le telecamere - cui è impedito di trasmettere le immagini dell'assedio di Gorazde - vogliano dare un secondo dei loro riflettori a questo grido di liberazione, a questo momento di resistenza al prevalere dei nazionalismi.
25 APRILE: Il Partito radicale alle ore 10.30 di Lunedì 25 aprile esporrà alle finestre della sede transnazionale di Via di torre Argentina 76 a Roma la propria bandiera di liberazione.
In un'Italia invasa dal tricolore, il 25 aprile issato alle finestre e nelle piazze;
in un Italia invasa dalla introversione politica nazionale;
in un Italia incapace di manifestare e di agire per pruomovere liberazione, perchè la storia non debba annoverare nuovi anniversari di lutti e di tragedie;
in un Italia che non riesce a guardare neanche alla così vicina Bosnia;
in un Italia che festeggia Liberazione mentre a pochi chilometri dai suoi confini si consuma il genocidio e la catastrofe umanitaria,
perchè non si dia il nome di pace a quel che non sarebbe altro che legittimazione dell'aggressione e rifiuto e spregio delle regole,
nel 49· anniversario del 25 aprile, non esporremo tricolori, non festeggeremo.
Esporremo a nome dei morti come degli assediati di oggi, molti dei quali sono già virtualmente, statisticamente, freddamente previsti come morti certi la bandiera: BOSNIA LIBERA, per una pace con giustizia che reintegri i diritti calpestati e affermi il diritto.
Quali festeggiamenti di liberazione se il mondo è invaso da occupazioni in nome del nazionalismo e se la storia quotidiana vive di moderni genocidi e antiche pulizie etniche?
Nessun tricolore, nessuna festa nazionale se non possiamo festeggiare la liberazione della Bosnia.
Speriamo che le telecamere cui è impedito di trasmettere le immagini dell'assedio di Gorazde, vogliano dare un secondo di Riflettori a questo grido di liberazione.
Comunicato stampa della
Segreteria del Partito Radicale
tel.06/689791
Roma, 23 aprile 1994