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Agora' Agora - 9 giugno 1994
LA CORTE COSTITUZIONALE E LA SENTENZA "VIRTUALE" ANTI-AIDS
Dichiarazione di Filippo Di Robilant, coordinatore della campagna internazionale del partito radicale sull'Aids e le altre pandemie.

"Il test obbligatorio farà di alcune attività professionali degli agnelli sacrificali. La strada migliore resta quella del test volontario e del del rigore nell'applicazione delle norme di protezione".

Domani la Commissione Nazionale per la lotta all'AIDS si riunisce in seduta plenaria per discutere delle modifiche da apportare alla Legge 135 dopo la recente sentenza della Corte Costituzionale tendente ad introdurre una deroga al consenso per le attività a rischio.

La Commissione dovrà quindi, a rigor di logica, indicare alcune attività professionali da sacrificare sull'altare dell'ideologia dello screening ad ogni costo. Ma, nella fattispecie, non esistono categorie a rischio ma solo l'assoluto rispetto delle norme di protezione, come l'utilizzazione di materiali a perdere e la sterilizzazione degli strumenti.

Statisticamente il decennio di esperienza mondiale sull'AIDS dimostra di gran lunga che il test volontario rimane il metodo più affidabile. Le autorità sanitarie potrebbero al limite "raccomandare", e non "obbligare", alcune categorie a sottoporsi regolarmente al test.

In definitiva si auspica che la Commissione, di fronte ad

una sentenza concettualmente condivisibile ma scientificamente non dimostrabile, la quale si rifà in buona sostanza ad una realtà "virtuale" inesistente, possa ripristinare un minimo di ragionevolezza e considerare in maniera equilibrata sia la tutela del paziente che quella degli operatori sanitari.

Roma, 9 giugno 1994

tel.06/689791

 
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