IL SENATORE BOSO (LEGA): "FIGURARSI, SONO FAVOREVOLE ALLA REINTRODUZIONE ANCHE PER I REATI ORDINARI...".
COMUNICATO STAMPA DI NESSUNO TOCCHI CAINO : DICHIARAZIONE DI FRANCESCA SCOPELLITI (RIFORMATORI), RELATRICE DELLA LEGGE AL SENATO.
Roma, 27 luglio 1994 - E' stato rinviato a settembre l'esame da parte del Senato della legge per l'abolizione della pena di morte dai codici militari di guerra e di pace. Nella seduta di oggi delle commissioni congiunte Giustizia e Difesa, la proposta della relatrice Francesca Scopelliti di esaminare il provvedimento in sede deliberante anzichè in sede referente ha incontrato l'opposizione del solo rappresentante della Lega Enzo Boso, il quale ha dichiarato : "Io sono favorevole alla reintroduzione della pena di morte per reati previsti dal codice penale ordinario. Figurarsi se posso consentire che qui si deliberi per l'abolizione della pena di morte in tempo di guerra!". Secondo il regolamento del Senato, il passaggio in sede deliberante dell'esame di un provvedimento può essere determinato solo con voto concorde di tutti i membri della commissione. Ciò avrebbe consentito l'approvazione della legge direttamente in commissione, in tempi strettissimi, probabilmente prima delle ferie estive. Nella scorsa legis
latura, l'abolizione della pena di morte era stata approvata dalla commissione giustizia delle Camera, in sede deliberante, e non era passata al Senato per una questione di ore, perchè le Camere furono sciolte anticipatamente.
Francesca Scopelliti, relatrice della legge, ha dichiarato: "Non so se Bossi, che si dichiara contro la pena di morte, sia al corrente delle posizioni espresse dal suo rappresentante al Senato, e se sia al corrente che, la scorsa settimana, la Camera dei deputati ha approvato all'unanimità la mozione per la moratoria universale delle esecuzioni capitali con il capogruppo della Lega che era tra i primi firmatari. Di sicuro, non c'è da stupirsi delle contraddizioni in seno alla Lega, una forza politica che non sostiene mai due volte di seguito la stessa cosa, che non ha nessuna preoccupazione di mantenere la parola data o di difendere una linea comunemente intrapresa".