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Expres - 12 maggio 1992
LA FEDERAZIONE DELL'EUROPA RESTA ANCORA UNA UTOPIA
Il congresso del Partito Radicale transnazionale.

SOMMARIO: In questo articolo vengono riportate alcune impressioni dei partecipanti rumeni sullo svolgimento del Congresso del Partito Radicale a Roma. In una seconda parte il giornalista da' la parola ad alcuni dei parlamentari presenti. L'Expres è uno dei maggiori settimanali di Romania. (Expres, Bucarest, 12 maggio 1992)

Mentre nei mass-media e su alcuni giornali della Romania si continua ad affermare decisamente che un gruppo di parlamentari romeni intendono vendere il proprio paese al partito di Ciccolina (del resto, affermazione inesatta) una delegazione composta di 24 deputati, pochi giornalisti ed interpreti saliva a bordo di un aereo Tarom con destinazione Roma. All'albergo Ergife, stupendo centro internazionale di incontri diplomatici si sarebbe tenuto il 36-esimo Congresso Internazionale del Partito Radicale transnazionale.

Questo partito che comprende circa 5400 membri di parecchi paesi europei ed africani contiene per lo più dei parlamentari di vari partiti di sinistra, di centro e di destra la cui appartenenza politica ricopre quindi l'intero arco politico. La presenza di oltre 1500 delegati ha colto praticamente di sorpresa gli organizzatori, i quali si sono comportati alla stregua degli amministratori di un campo estivo per ragazzi. Le delegazioni sono arrivate, sono stati distribuiti un mucchio di documenti, compreso il programma, ed i lavori sono cominciati. La delegazione rumena è stata trattata come Jack-in-the-box, non aspettandosi un numero cosi grande nonostante gli inviti. Il leader del partito, Marco Pannella nonché gli altri, non si sono nemmeno degnati di intrattenersi con la delegazione romena all'arrivo se non per circa cinque minuti, la seconda come numero di parlamentari, dopo la delegazione russa. Del resto neanche l'ambasciata romena si è fatta viva. Forse sarebbe stato diverso se i nostri parlamentari fos

sero calciatori.

Sullo sfondo di vari movimenti nel retroscena del Parlamento Italiano e del Partito Radicale, i delegati dei paesi del blocco orientale e centrale europeo hanno tentato di esporre i propri problemi nel senso delle idee innovatrici che il partito promuove: federalismo, droga e antiproibizionismo, abolizione della pena di morte, realizzazione di una lingua internazionale comune (esperanto), minoranze nazionali, nonviolenza. I problemi messi in dibattito oltrepassano la sfera degli interessi del Partito Radicale, il quale si è visto davanti un'accumulazione di forze politiche inesperta a livello continentale, comparabile al parlamento europeo. Questo è apparso evidente nel momento in cui i leader del partito si sono dimostrati troppo poco preoccupati dei problemi che i delegati alzavano, anzi, non avevano nemmeno una elementare cognizione delle particolarità sociali-politiche ed economiche dei diversi Paesi rappresentati in congresso. Essi erano in realtà interessati alle lotte interne del partito, alla nuova c

andidatura alla presidenza del paese, alla credibilità politica in Italia, alla loro situazione economica in diminuzione. Del resto, questo partito può vantare di possedere una base materiale ultramoderna, l'organizzazione un simile congresso implica, però, notevoli spese.

Il punto cruciale del dibattito è stata la cosiddetta federalizzazione dell'Europa - gli Stati Uniti d'Europa - la quale si è dimostrata tuttavia una meta utopica per la fine dell'attuale millennio, allo stesso modo delle teorie di Gorbaciov, Mitterrand o Havel. Mentre i delegati della ex-Jugoslavia desideravano attirare particolare attenzione sul conflitto inter-etnico, i parlamentari conservatori russofili hanno tentato di attaccare con veemenza la Repubblica di Moldavia, dichiarando che le milizie moldave compivano numerose atrocità contro la popolazione della transnistria. La reazione dei deputati romeni è stata pronta e ferma bloccando pure la presentazione di una video-cassetta con immagini del conflitto sulle rive del Dniester. Benchè i romeni sono andati in Italia senza investimento, ufficiale, la loro presenza è stata benefica nel momento in cui è stato necessario un intervento contro la presa di parola sulla "mancanza di diritti costituzionali per la minoranza magiara della Romania".

La sensazione che uno aveva durante lo svolgimento del congresso era di partecipare ai lavori di un partito di sinistra. La parola "compagno" pronunciata ad ogni passo e lo slogan "democratici di tutti paesi, unitevi!" fanno quasi venire un brivido. Del resto, Marco Pannella ha cercato di consolidare la propia posizione di leader, incontestabile, godendo di un culto della personalità' e lungamente applaudito. Inoltre si è evitato di trarre le conclusioni, non essendo votata che una delle circa dodici mozioni presentate al congresso: quella che prolungava il mandato fino al gennaio del 1993. E' stato deciso che le rispettive mozioni diventeranno documenti di lavoro per la prossima riunione. La delegazione romena aveva presentato anche essa la "mozione Diacon" con la quale si faceva un appello al dialogo pacifico nel problema della Transnistria al rispetto dei diritti dell'uomo e all'integrazione europea.

Nonostante sia arrivato ormai al 36-esimo congresso, il Partito Radicale (è stato proposto dalla delegazione romena che sia chiamato movimento pan-europeo, idea che altri partecipanti hanno sostenuto) non ha ancora uno statuto e una piattaforma-programma. E le idee di organizzare legalmente le filiali negli altri paesi europei ed africani non hanno destato interesse da parte dei leaders, se non nella misura in cui vi sono iscritti delle persone pubbliche che hanno incarichi di alto livello. Benché molte voci conservatrici dalla Romania hanno guardato con invidia oppure con malafede la presenza del gruppo parlamentare romeno in Italia, la difesa degli interessi del paese non si sarebbe realizzata altrimenti. Per non parlare della tanto desiderata nostra integrazione in Europa.

Nel contesto del significato del Congresso del Partito Radicale Transnazionale, alcuni deputati presenti a Roma hanno risposto alle seguenti domande:

1. Perché si è iscritto al PR ?

2. Una delle attuali iniziative, che riguarda anche la Romania, di questo partito è la federalizzazione dell'Europa. Quale è la sua opinione ?

3. Con che impressioni torna dal congresso e quali sono i suoi pensieri per l'avvenire, per quanto riguarda il PR ?

Adrian SILISTRARU - deputato del Partito SocialDemocratoco Tradizionale (PSDT)

1. La mia iscrizione a PR è stata determinata dalle idee che questo partito persegue in quanto riguarda il federalismo europeo, l'abolizione della pena di morte, la droga, e il proibizionismo. Mi sono sembrate idee interessanti.

2. Non è il caso di parlare di una federalizzazione dell'Europa ora. Forse nel futuro sarà possibile, almeno sul piano economico. A questo congresso non si è parlato troppo della federalizzazione dell'Europa, si è parlato più dei problemi della Iugoslavia e della non-violenza

3. Questo congresso mi è parso totalmente anti-democratico, almeno durante il primo giorno del dibattito. Questo mi ha fatto lasciare i lavori del congresso e ritornare solo nell'ultimo giorno per poterci dire l'opinione in replica agli attacchi della delegazioni russa riguardanti la Moldavia. Senza un programma e senza uno statuto che convinca, credo che il mio legame con questo partito sia un gran dubbio.

Antun NICOLAU - deputato dell'Unione Elena

1. Il punto di vista di questo partito è particolare. Il fatto che abbia come premessa la democrazia, e la dignità umana sia considerata come sommo valore e che la non-violenza sia la formula di base nei rapporti inter-umani mi ha spinto ad essere accanto a questo punto di vista di questa associazione che è il Partito Radicale Transnazionale.

2. Considero che allor quando gli stati europei troveranno dei punti comuni sarà possibile e non vedo perché mai una federazione, l'intensa e la sicurezza dovute a tale avvicinamento dovrebbero recar danno alla Romania. In tali condizioni non si mette neppure il problema di alcun senso i confini del paese. Si cerca una dirigenza collettiva dal interno dell'Europa per l'Europa.

3. Considero che sia un congresso riuscito dato che gente di tutto il nonno ci venga a dire il proprio parere, nonostante ogni tipo di contradizione tra di esse, senza osservare uno statuto di partito. Nella misura in cui mi sarà possibile rendermi utile per correggere certe situazioni sarò' accanto al loro punto di vista. Vorrei aggiungere poche parole in riferimento ad un'altro problema che il Partito Radicale solleva: la droga e la lotta contro la proibizione. C'è quindi un disaccordo tra il mio punto di vista e quello del partito. E' vero che lungo i secoli le disgrazie del'umanità sono sempre venute dal proibizionismo. Persino Adamo non sarebbe diventato un peccatore se non avesse assaggiato il frutto proibito. Abbiamo vissuto troppi tabu morali. Ma personalmente ritengo che abolendo il proibizionismo si può arrivare alla situazione del apprendista stregone se apriamo le porte davanti alla gioventù innocente. Sono stati fatti esempi di posti dove le droghe essendo sotto il controllo dello stato non ci s

ono più infrazioni della legge: Mafia, traffico illegale, crimini, specula, eccetera. Ma gli esempi sono troppo pochi per convincermi.

Ioan ARDELEAN - deputato indipendente

1. - 2. Nel momento quando ho subìto nel Parlamento l'assalto della propaganda di questo partito ho studiato quelle pubblicazioni e mi sono reso conto che esiste un'idea abbastanza generosa, nonostante questo partito non abbia ancora uno statuto ben definito. Non mi sembra corretta la denominazione di partito. Lo chiamerei movimento, associazione pan-europea che persegue la meta di riavvicinare i popoli d'Europa. Non so se le idee del Partito Radicale siano tutte sufficentemente mature, dato che noi romeni abbiamo una situazione privilegiata. Ad esempio da noi non è conosciuto il flagello della droga e della proibizione per giustificare la presa di misure da parte dello stato. Mi ha attirato il problema del transnazionalismo. Mi sono iscritto in questo partito ma non mi considero membro. Ho desiderato vedere quello che accade. A noi romeni non conviene la radice di questa parola. Entriamo in allarme quando sentiamo questa parola "Trans": Transnistria, Transilvania, ecc. Qualcosa dentro di noi da' l'allarme.

La Romania e tutti gli altri paesi tendono ad una integrazione europea. Non si mette il problema della sovranità, come la maggioranza hanno capito in modo sbagliato. Non so bene se fosse ottima una federazione o una confederazione europea. Ad ogni modo i periodi storici saranno molto lunghi. Siamo interessati ad una integrazione economica e non politica e questo partito non ha lo scheletro osseo necessario per poter mettere in pratica questa idea.

3. Sono indipendente nel Parlamento della Romania e serberò la mia indipendenza anche nei confronti del Partito Radicale. Del resto, è quello che ha dichiarato anche il signor Pannella. Una buona impressione mi ha fatto la signora Bonino, la presidente del partito. Il signor Pannella è un buon politico simpatico e versato, ma soffre di demagogia. Ho l'impressione che sia spaventato dall'ampiezza presa dal movimento radicale del modo in cui è stato percepito negli paesi ex-socialisti. Egli non conosce la situazione di questi paesi, i quali hanno cercato di rimpiazzare il vecchio sistema senza riuscirci. I delegati dei parlamenti di molti paesi sono venuti qui in cerca di un'alternativa.

L'organizzazione di questo congresso mi è parsa impeccabile e noi dovremo prendere esempio. Non credo che il FSN possa realizzare una simile cosa. Forse la delegazione romena è stata un pò perseguitata dal destino per ciò che riguarda le condizioni di vitto ed alloggio. Praticamente noi siamo stati in Italia quasi clandestinamente, senza avere un mandato dal Parlamento Romeno. Invece la nostra presenza qui è stata assolutamente benefica: nel momento in cui i russi, invece di preoccuparsi dei propri gravi problemi, accusavano i moldavi di atrocità' contro la popolazione della Transnistria. Ovviamente noi romeni abbiamo preso una posizione ferma e veemente, così che i russi non hanno goduto di credibilità....

Del resto credo che quei parlamentari non sono d'accordo con la posizione dei loro propri governi. Anche se erano deputati da più paesi ex-sovietici, erano tutti russi. Inoltre, non era noto in Italia il fatto che la Moldavia non ha un confine con la Russia. Hanno tentato di presentare una video-cassetta con le atrocità' compiute dalle milizie moldave. Ma non hanno avuto per nulla successo. Noi abbiamo dimostrato che la Moldavia è un paese europeo, con uno statuto presso a poco simile al Belgio.

Vasile DIACON - deputato del Fronte di Salvezza Nazionale

1. - 2. Il motivo principale che mi ha spinto ad iscrivermi a questo partito, che io chiamerei piuttosto un movimento europeo, è stata la problematica del transnazionalismo. Mi interessa l'idea della confederazione europea, lanciata tanto da Mitterrand, quanto da Gorbaciov o Havel. Le differenze tra queste teorie sono immense, dato che in una confederazione gli stati collaborano sulla base dei trattati e la sovranità non viene lesa. In una federazione penso che si parli già di un'unica costituzione. Il Partito Radicale propone una federazione sul modello della federazione americana. Quanto alla Romania, in questo contesto non può' trattarsi che di un'integrazione tutt'al più economica, della quale abbiamo veramente bisogno, senza alterare per nulla i confini del paese. Anzi, ritengo che la Romania deve portarsi a casa tutti i suoi territori.

3. I parlamentari che sono andati a Roma si sono costituiti in una delegazione ad hoc, poiché non sono andati ufficialmente. Si potrebbe dire che sono stati dei profughi del parlamento romeno. E' stato bene che ci siamo trovati sul posto dato che le delegazioni molto numerose dei paesi ex-sovietici hanno concertato i loro attacchi contro la Repubblica di Moldavia, mirando a enfatizzare che le autorità' violano i diritti umani nello spazio transnisrtiano. I parlamentari romeni hanno subito reagito. Personalmente ho risposto ad una parlamentare estone, russo di origine, che poiché non vogliono ascoltare anche l'altra parte al tavolo delle trattative, arrivano a disinformazioni che praticano con spigliatezza. Ho proposto anche un progetto di mozione concernente la Transnistria in cui chiedevo che i quattro paesi che hanno cominciato le trattative trovino dei mezzi pacifici per risolvere questo conflitto abbastanza pericoloso per l'Europa orientale. Inoltre mi sono riferito in questa mozione ai diritti umani che

richiedevano i parlamentari russi. La mozione è stata sostenuta da un grande numero di congressisti, anche delle ex-repubbliche sovietiche. Cercheró di provare che nell'area romena l'iscrizione a questo partito non è un pericolo per nessuno benché siamo l'unico paese dove è incompatibile essere iscritti a due partiti.

Erno BORBELY - Unuione Democratica dei Magiari di Romania

1. Mi sono iscritto al Partito Radicale per l'idea transnazionale. Ho ritenuto che sia un'idea molto interessante il fatto che un partito cominci ad organizzarsi sul piano internazionale, dunque a diventare un partito politico che si propone di lottare per la realizzazione degli Stati Uniti d'Europa. Ho avuto varie conversazioni su questo argomento con politici e con membri del PR. Sono incline anch'io a credere che un partito formato su base internazionale abbia più probabilistà di essere un partito politico nella futura Europa unita di quanto gli attuali partiti politici.

2. L'idea della federalizzazione dell'Europa è abbastanza vecchia. Parecchi uomini politici del mondo moderno hanno sollevato questo problema. Qui citerei Charles De Gaulle. Tutte queste idee nonché le costrizioni economiche e militari convergano verso l'idea della creazione di un Europa unita. Una certa federalizzazione è già cominciata e penso alla CEE, al processo Helsinki, che hanno voluto rendere internazionali certi problemi e risolverli a livello europeo. Quindi ci sono molti indizi che stati e politici desiderano una federalizzazione per escludere conflitti di ogni sorta. In questo senso la questione riguarda anche la Romania. Qui non si tratta, come alcune pubblicazioni hanno scritto, della federalizzazione interna della Romania e di nessun paese; si tratta della creazione di una federazione generale europea.

3. Sono stato sorpreso del modo in cui si èsvolto il Congresso soprattutto perché non realizzando quanto si era proposto, la modifica dello statuto, l'approvazione di alcuni documenti fondamentali, i leaders del partito non ne sono stati scontenti o impediti, ma hanno semplicemente deciso di continuarlo alla fine dell'anno. Mi ha sorpreso anche la democrazia interna, il fatto che centinaia di persone hanno potuto prendere la parola in riunione plenaria, per dire ciascuno i propri problemi. Continuo ad essere membro del Partito Radicale e sono fortemente curioso di vedere come progredirà e quali risultati potrà giungere.

 
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