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CROCODILE - 1 novembre 1992
La ricerca dopo Maastricht

La comunicazione della Commissione: "La ricerca dopo Maastricht, un bilancio, una strategia" é il documento di riferimento della politica comunitaria di R&S per gli anni futuri. Essa comprende una tavola della situazione europea nel campo della ricerca e dello sviluppo tecnologica (R&S); un bilancio dell'azione della Comunità in questo campo fino ad oggi; un'analisi delle prospettive che il Trattato di Maastricht offre alla R&S; gli orientamenti per l'azione comunitaria futura; le indicazioni sulle iniziative che la Commissione intende proporre. Nelle sue riflessioni sul futuro della ricerca comunitaria, la Commissione parte dalla costatazione: a partire dalla metà degli anni '80, la competitività delle industrie europee nel settore delle alte tecnologie non smette di deteriorarsi. Da una parte cio' é dovuto certamente alla inadequatezza dei mezzi finanziari consacrati alla ricerca dai paesi europei: in media 2,1% del Prodotto Nazionale Lordo nella Comunità, contro il 2,8% negli Stati Uniti e più del 3% in G

iappone. Ma questo non é l'unico motivo. Nel campo della ricerca di base, l'Europa occupa ancora, per esempio, un posto onorevole. La sua vera debolezza risiede nel campo della ricerca industriale. Le imprese europee non investono tanto quanto i loro concorrenti nel campo della ricerca e dello sviluppo tecnologico. Soprattutto esse riescono solo raramente a trasformare le loro scoperte scientifiche e tecnologiche in successi industriali, e questi in risultati commerciali. Mettendo esplicitamente per la prima volta la politica di ricerca al servizio dell'insieme delle altre politiche comunitarie, il Trattato di Maastricht riafferma ugualmente con vigore il suo obiettivo essenziale: rinforzare la competitività delle industrie europee. Malgrado i risultati positivi e visibili fin qui ottenuti in termini di creazione di reti europee e di rafforzamento delle abitudini di cooperazione, le azioni della Comunità nel campo della ricerca non hanno permesso fino ad oggi di raggiungere realmente questo obiettivo. La Com

missione propone dunque di riorientare le attività comunitarie in questo senso. Parallelamente al proseguimento dei programmi tradizionali di R&S, essa suggerisce di concentrare gli sforzi su un certo numero di tecnologie generiche a grande impatto industriale in numerosi settori. Questa concentrazione potrebbe realizzarsi con l'intermediario di grandi "progetti a priorità tecnologica". Proposti spontaneamente dalle imprese, questi progetti mobiliterebbero un insieme di competenze e di discipline differenti intorno ai maggiori problemi industriali. I campi più interessati possono essere la micro-elettronica, le tecnologie avanzate che hanno un impatto nel campo dei trasporti, le tecnologie industriali pulite, ecc.Per permettere un buon sfruttamento dei risultati ottenuti, questi progetti dovrebbero promuovere una cooperazione stretta fra produttori e utilizzatori di tecnologie. Il Tattato di Maastricht ha stabilito in maniera esplicita, per l'azione comunitaria, un principio guida: il principio di sussidiari

tà. Nella comunicazione "La ricerca dopo Maastricht", la Commissione analizza le consequenze dell'applicazione di tale principio nel campo della ricerca e dello sviluppo tecnologico. Vi sono identificate cinque attività dove i criteri di dimensione ed effetto, citati dal Trattato come necessari per giustificare un'azione comunitaria, svolgono un ruolo evidente. Le attività della "big science", innanzitutto: progetti che implicano numerosi attori e suppongono importanti investimenti a medio e lungo termine, come le ricerche sulla fusione termonucleare controllata, il genoma umano, o il cambiamento mondiale. Le attività "a priorità tecnologica": sviluppo delle tecnologie-chiave che posseggono la capacità di influenzare diversi settori industriali, e la cui attuazione richiede normalmente dei grandi investimenti e la cooperazione tra attori importanti ( compresi soci non comunitari). In terzo luogo troviamo le attività di R&S destinate a strutturare il Grande Mercato: attività necessarie allo sviluppo di un s

istema unificato di controllo del traffico aereo, per esempio, o l'interconnessione fra le reti informatiche delle amministrazioni pubbliche. Quarto, le attività di ricerca pre-normativa: produzione di dati scientifici e tecnologici necessari alla definizione di standard, di norme e regole nel campo della sanità, della sicurezza, dell'ambiente, ecc. Attività, in fine, a favore della comunità scientifica europea: sviluppo delle risorse umane nel campo scientifico a scala continentale. Per ottenere questo riorientamento dello sforzo comunitario di ricerca, la Commissione propone di aumentare le risorse. Nell'insieme delle misure costituenti il "Pacchetto Delors II" (prospettive finaziarie della Comunità per gli anni 1993-1997), é previsto in effetti un aumento dei mezzi destinati alla ricerca. Il bilancio annuale della ricerca dovrebbe crescere negli anni futuri a partire dagli odierni 2,4 miliardi di ECU. E' all'interno di queste propsettive che ritroviamo le due proposte: il 4· Programma-quadro di ricerca

e sviluppo tecnologico (1994-1998) da una parte, il complemento finanziario per il 3· Programma-quadro (1990-1994) dall'altra. Se il Trattato di Maastricht rappresenta, nel campo della ricerca, un avanzamento politico incontestabile, esso lascia a desiderare in questo settore per quanto riguarda le procedure. Stabilisce un sistema alquanto pesante e complesso: adozione del programma-quadro a l'unanimità degli Stati Membri, in codecisione con il Parlamento europeo; adozione dei programmi specifici a maggioranza qualificata, dopo consultazione del Parlamento. La lungaggine della procedura d'azione non é per niente compatibile con la necessità di reagire rapidamente all'evoluzione delle conoscenze e dei bisogni nel campo scientifico ed industriale. Per abbreviare quanto più possibile i tempi, la Commissione propone dunque, in conclusione, di stabilire quanto prima un dialogo interistituzionale tra le tre istituzioni coinvolte (Parlamento europeo, Consiglio, Commissione) che permetta di risolvere in anticipo

i problemi giuridici che potrebbero sopravvenire.

 
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