Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
lun 27 apr. 2026
[ cerca in archivio ] ARCHIVIO STORICO RADICALE
Archivio federalismo
CROCODILE - 1 novembre 1992
Il punto di vista dell'industria

A lato delle attività commerciali e non commerciali, una base di produzione competitiva a livello internazionale sarà un contributo importante per assicurare ai cittadini europei una qualità di vita migliore.La tecnologia é uno dei fattori importanti per ottenere vantaggi competitivi nell'industria, e una buona ricerca é necessaria per migliorare e sviluppare le tecnologie specifiche utilizzate dall'industria. Ogni impresa puo' usare la tecnologia come arma nella battaglia della concorrenza; essa dovrebbe essere presa in considerazione insieme ai costi, alla prestazione dei prodotti, alla produttività, alla qualità, al design, ecc. Miglioramenti della qualità, della produttività risultano spesso da tecnologie generiche applicate da tutte le imprese (incluse le piccole) alcune delle quali sono fornitrici di strumenti e macchinari alla compagnia che vende il prodotto finale. Esistono due livelli prioritari di attività di ricerca: la ricerca di base contribuisce al propagarsi della conoscenza, incluse le nuove

discipline tecniche; la ricerca applicata conduce alla capacità di sviluppare prodotti che possono essere venduti al consumatore. Settori industriali differenti hanno necessità diverse per questi due livelli di attività di ricerca. Le autorità pubbliche hanno ruoli diversi ad ogni livello, ma lo sforzo deve essere per l'industria di essere vicina al mercato, e per la Comunità ed i governi nazionali di essere lontani dal mercato. Per poter definire il ruolo della Comunità nell'appoggiare l'industria nella ricerca e lo sviluppo tecnologico (RDT), é importante cominciare dal mercato ed evitare i programmi indicati principalmente per aiutare i fornitori. In principio, la Comunità dovrebbe evitare di sostenere lo sviluppo dei prodotti vicini al mercato o altre attività più propriamente svolte dalle industrie stesse senza l'intervento pubblico. Si deve fare una chiara distinzione tra i progetti che mirano a migliorare le condizioni sociali e i progetti che si rivolgono all'industria. Entrambi possono essere sote

nuti dalla Comunità ma i differenti obiettivi di ogni tipo di progetto devono essere chiariti fin dall'inizio. Una ricerca scientifica di base forte é essenziale per sviluppare sia il flusso di idee che potrebbe alimentare i prodotti e i processi di produzione, sia per assicurare all'Europa un apporto sufficiente di scienziati e tecnici qualificati. Molta ricerca di base é sovvenzionata a livello nazionale, tranne le attività trans-nazionali più importanti della "big science". A questo proposito si esige un miglior coordinamento europeo dei programmi scientifici di base. Inoltre, la Comunità dovrebbe lanciare nell'ambito del 4· programma-quadro, come complemento agli sforzi nazionali, iniziative specifiche alla ricerca fondamentale riguardanti i principali bisogni industriali e scientifici. La Comunità svolge anche un ruolo utile nel miglioramento delle interazioni tra le accademie nazionali di scienza e tecnica nei Paesi Membri. Bisogna inoltre migliorare il livello di qualifiche nelle forza lavoro della Co

munità. Tutti i programmi RTD dovrebbero contenere un elemento di istruzione e formazione tenendo conto della grande importanza di questo campo per l'industria. Gli scambi di studenti tra i paesi membri dovrebbero essere incoraggiati. Tutti i programmi della Comunità dovrebbero essere visti come parte di un insieme integrato di attività, incluso una messa a punto dell'ambiente per le industrie. La Comunità dovrebbe prestare attenzione ai bisogni delle piccole e medie imprese ed in particolare sviluppare lo schema CREFT, le cui presenti restrizioni necessitano una revisione. Affinché l'Europa possa mantenere ed espandere la sua parte di mercato nell'industria manifatturiera, é necessario che le corrispondenti industrie tradizionali si modernizzino, in particolare incorporando tecnologie generiche e nuove tecniche organizzative. Questo ammodernamento, basato frequentemente sul lavoro di ricerca e sviluppo tecnologico e sulle innovazioni tecniche, renderà possibile alle industrie di ridurre i costi di produzion

e, di migliorare la qualità del prodotto, di diminuire i tempi e di aumentare il valore aggiunto. Lo sviluppo di ogni tecnologia nuova, dalla quale nascerà un flusso durevole di prodotti , é inevitabilmente un processo a lungo termine. Tempi di più di dieci anni dall'inizio di un'idea al prodotto sul mercato sono comuni. La Commissione deve tenere presente questi tempi nel valutare gli effetti dei suoi programmi e altre iniziative. Dei passi in avanti sono necessari per comprendere l'impatto dell'uomo sull'ambiente e si potranno ottenere migliorando la comprensione delle regole e degli effetti globali del sistema, piuttosto che incoraggiando semplicemente un lavoro scientifico multidisciplinare di bassa qualità ( di basso livello). Una gran parte della legislazione sull'ambiente ha scarse basi scientifiche, ingrandendo cosí il divario già esistente tra l'industria e l'amministrazione in questo campo. La Comunità deve attuare dei programmi che aiutino nella valutazione degli sforzi scientifici e dello scambio

economico e deve migliorare la qualità delle leggi. L'accettazione sociale di un cambiamento tecnologico nelle imprese e fuori é un altro aspetto importante. Ci deve essere una preparazione adeguata della forza lavoro in una fabbrica prima di introdurre nuove tecnologie che potranno influenzare le condizioni di lavoro. La società deve essere informata che la ricerca industriale é intrapresa per migliorare lo standard di vita senza avere consequenze nocive. Il cambiamento della scena geopolitica offre nuove sfide ed opportunità. L'effetto del cambiamento di equilibrio della ricerca e dello sviluppo tecnologico nel campo della difesa deve essere esaminato.D'altra parte, i bisogni immediati particolari dei paesi dell'Europa centrale e orientale devono essere riconosciuti, in particolare nel campo della gestione, della formazione e dello scambio di persone. Il Trattato di Maastricht da la possibilità di una coordinazione ( di un coordinamento) della politica di RTD con la politica industriale. In termini più

generali, si deve migliorare la coordinazione della politica di RTD con tutte le altre politiche comunitarie. I primi programmi sono stati molto positivi nel mettere insieme scienziati e ricercatori industriali di paesi diversi e sono stati di grande importanza nello sviluppare la ricerca di base di discipline tecnologiche nelle università. Una effettiva politica comunitaria di RTD é quella basata sulla continuità. Una conseguenza dello "stop-go" nel finanziamento é la ricetta per l'inefficienza della RTD e per uno spreco delle risorse. Sarebbe dunque bene se la Comunità si mettesse d'accordo, a tempo debito, su un bilancio adeguato per la seconda metà del Terzo Programma ed in particolare per il Quarto Programma, per assicurare la continuazione del successo della politica Comunitaria di Ricerca e sviluppo tecnologico(RTD). Al tempo stesso sarebbe bene se la Comunità potesse accelerare le procedure per fissare i suoi programmi e l'attuazione dei contratti con i suoi "clienti".

Yves Farge

Vice-presidente R&D Pechiney

 
Argomenti correlati:
stampa questo documento invia questa pagina per mail