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Agora' Agora - 24 gennaio 1990
DIRITTO ALLA VITA: LA CAMPAGNA DEL PARTITO RADICALE CONTRO LA PENA DI MORTE

16 Gennaio 1990

SESTO GIORNO DI DIGIUNO JOHN BOK, CHE CHIEDE L'ABOLIZIONE DELLA PENA DI MORTE IN CECOSLOVACCHIA. IMPEGNATO TUTTO IL PARTITO RADICALE IN QUESTA CAMPAGNA DI CIVILTA' PARTITA DA PRAGA.

UNA SETTIMANA DI INIZIATIVA DEL PARTITO RADICALE TRANSNAZIONALE.

John Bok, esponente del Partito radicale cecoslovacco, ha iniziato giovedì 11 gennaio a Praga un digiuno per chiedere che venga immediatamente posta all'ordine del giorno del Parlamento federale l'abolizione della pena di morte dall'ordinamento cecoslovacco. Bok - che come si ricorderà guidava la delegazione dei cecoslovacchi al recente Consiglio Federale del PR, a Roma - ha fatto recapitare domenica scorsa una lettera al Presidente della Repubblica Vaclav Havel e al Presidente del Parlamento federale, Alexander Dubcek, nella quale un gruppo di radicali cecoslovacchi chiedevano l'avvio immediato dell'iter legislativo per l'abrogazione totale della pena di morte.

E' già stata fissata a Praga per le ore 15.00 di giovedì 18 gennaio una manifestazione indetta dai radicali davanti al Parlamento Cecoslovacco.

Il Partito radicale - l'internazionale federalista e nonviolenta in cui il partito radicale si è costituito - ha indetto per martedì 16 gennaio una serie di manifestazioni simultanee davanti alle Ambasciate cecoslovacche in tutta Europa (a Mosca, Bucarest, Belgrado, Madrid, Lisbona, Budapest, Parigi, Bruxelles, Atene, Roma), a sostegno della iniziativa nonviolenta intrapresa da John Bok, e a sostegno delle istituzioni cecoslovacche, affinche esse sappiano donare all'Europa e al mondo un nuovo segnale di civiltà e una conferma di credibilità della riconquistata democrazia.

Dalla mezzanotte del 16 gennaio, poi, centinaia di radicali di tutta Europa si associeranno al digiuno di John Bok, in attesa che la giornata della manifestazione praghese rechi novità importanti. (Il Codice penale cecoslovacco prevede che la sanzione capitale per impiccaggione) possa essere comminata per diversi reati, quali l'omicidio, i delitti contro lo stato, quelli contro gli stati socialisti alleati, i dirottamenti, il genocidio. Tra il 1985 e l'88 Amnesty International ha ricevuto segnalazioni di cinque esecuzioni, ma si ritiene che il loro numero sia stato più elevato. Oggi il Segretario radicale Stanzani e la Presidente Bonino guideranno una delegazione che raggiungerà le ambasciate a Roma di Belgio, Brasile, Burkina Faso, Costa d'Avorio, Israele, Nigeria, Polonia, Stati Uniti, Ungheria, Unione Sovietica, Yugoslavia, (paesi che mantengono la pena di morte e nei quali il Partito radicale è presente e attivo) alle quali consegneranno il documento approvato all'unanimità dal recente Consiglio Federale

del PR, e che così recita:

"Il Partito radicale transnazionale chiede che immediatamente venga avviato l'iter legislativo teso alla espulsione della pena di morte dall'ordinamento giuridico del Suo paese, in nome della sacralità della vita umana, in nome dell'imperativo assoluto del Non Uccidere, assunto dal Partito radicale come proprio senza eccezione alcuna, e afferma che la sola permanenza della previsione legislativa, anche non applicata, della sanzione capitale costituisce un esplicito e grave ostacolo al pieno esplicarsi della convivenza civile".

17 gennaio 1990

PENA DI MORTE-CECOSLOVACCHIA: 300 RADICALI EUROPEI SI ASSOCIANO AL DIGIUNO DI SPERANZA E FIDUCIA DI JOHN BOK. OGGI E DOMANI MANIFESTAZIONI A PRAGA; OGGI L'INCONTRO CON IL PRESIDENTE HAVEL. LA MOBILITAZIONE STRAORDINARIA DEL PARTITO RADICALE TRANSNAZIONALE; L'ADESIONE AL DIGIUNO DI DON GREGANTI; IL PIENO SOSTEGNO DI "NON UCCIDERE".

Dalla mezzanotte digiunano in tutta Europa oltre 300 cittadini, che si sono associati in questa iniziativa nonviolenta all'esponente radicale cecoslovacco John Bok. Bok ha iniziato l'11 gennaio scorso un digiuno per ottenere che immediatamente sia avviato l'iter legislativo per l'abrogazione della pena di morte in Cecoslovacchia.

A partire dall'iniziativa assunta da John Bok, il Partito Radicale ha avviato il 15 gennaio una straordinaria mobilitazione in tutta Europa contro la sanzione capitale: lunedì delegazioni radicali guidate da Sergio Stanzani e da Emma Bonino hanno raggiunto le ambasciate di 13 paesi, dove hanno consegnato il documento con il quale il recente Consiglio federale del Pr ha chiesto a quei paesi l'abrogazione della pena capitale; ieri i radicali hanno tenuto manifestazioni di speranza e fiducia davanti alle Ambasciate cecoslovacche di Roma, Budapest, Lisbona, Madrid, Bruxelles e al Consolato di Zagabria, e oggi analoghe manifestazioni si svolgeranno a Mosca e Atene (ovunque i radicali sono stati ricevuti con grande disponibilità e cordialità dagli Ambasciatori).

Oggi, 300 cittadini europei hanno iniziato un digiuno chiedendo una risposta, una presa di posizione: perché dall'ordinamento penale cecoslovacco venga definitivamente espulsa la lugubre e tragica sanzione.

Oggi e domani sono previste a Praga due manifestazioni radicali:

oggi alle 15,30 i radicali saranno davanti al Castello, sede della Presidenza della Repubblica, e John Bok sarà ricevuto dal Presidente Vaclav Havel; domani la manifestazione convocata alle 15,00 davanti al Parlamento federale.

Il Partito radicale non solo nutre la speranza, ma ha fiducia che le istituzioni della rinnovata democrazia cecoslovacca vorranno, con la scelta di abolire la pena di morte, dare un nuovo esempio di civiltà, di affermazione del diritto e del diritto alla vita.

Tra le 300 adesioni al digiuno iniziato oggi (giunte da Portogallo, Belgio, Cecoslovacchia, Unione sovietica, Ungheria, Polonia, Spagna, Italia, Grecia, Yugoslavia) è da segnalare quella di don Germano Greganti, Presidente di Carcere e Comunità nonché del Coordinamento Non Uccidere, la grande coalizione tra partiti, sindacati, grandi associazioni laiche e religiose che ha contribuito in maniera determinante alla salvezza di Paula Cooper. Lo stesso Coordinamento ha inviato a John Bok un messaggio in cui esprime totale appoggio alla iniziativa condotta dall'esponente radicale cecoslovacco.

18 Gennaio 1990

INTERROTTO IL DIGIUNO PER L'ABOLIZIONE DELLA PENA DI MORTE DOPO L'INCONTRO DELL'ESPONENTE RADICALE JOHN BOK CON IL PRESIDENTE CECOSLOVACCO VACLAV HAVEL. IL PRESIDENTE CECOSLOVACCO HA ASSICURATO TUTTO IL SUO IMPEGNO PER L'ELIMINAZIONE DI QUESTO BARBARO ISTITUTO DALL'ORDINAMENTO CECOSLOVACCO.

Ieri pomeriggio il Presidente della Repubblica cecoslovacca Vaclav Havel ha incontrato l'esponente radicale John Bok che stava manifestando con altri militanti radicali contro la pena di morte davanti al palazzo della Presidenza della Repubblica a Praga. John Bok aveva iniziato l'11 gennaio a Praga un digiuno per chiedere che venisse posta all'ordine del giorno del Parlamento federale l'abolizione, dall'ordinamento cecoslovacco, della pena di morte.

L'incontro è stato richiesto autonomamente dal Presidente Havel che ha dimostrato così la sua alta sensibilità nei confronti dei problemi del diritto.

Mentre infatti si svolgeva la manifestazione radicale, il Presidente Havel ha fatto chiamare John Bok e gli altri militanti radicali per un incontro immediato.

Il Presidente cecoslovacco, ricordando il suo precedente impegno militante contro la pena di morte, ha assicurato che farà quanto possibile per l'eliminazione di questo istituto incivile dall'ordinamento cecoslovacco. Havel ha anche invitato John Bok ad interrompere il digiuno sulla base delle assicurazioni fornite ricevendo una immediata risposta affermativa.

Di conseguenza anche gli altri 300 militanti radicali d'Europa che si erano associati all'iniziativa di John Bok hanno interrotto il digiuno.

18 Gennaio 1990

PENA DI MORTE-ROMANIA:. IL PARTITO RADICALE CHIEDE la REVOCA della decisione di indire un referendum sulla pena di morte in Romania .

E' giunta notizia, in queste ore, della decisione del Consiglio del Fronte di salvezza nazionale rumeno di SOSPENDERE fino a maggio il referendum popolare, previsto per il 28 gennaio, sulla instaurazione della pena di morte che era stata abolita dopo l'esecuzione di Ceaucescu.

Il Partito radicale - che con l'impegno dei suoi militanti nonviolenti ha posto all'ordine del giorno nella Repubblica cecoslovacca la grande scelta del "No alla pena di morte" - esprime la propria soddisfazione per il primo passo verso la ragionevolezza e il diritto compiuto dalle autorità rumene.

Tuttavia ciò non basta.

Nell'appello che il Partito radicale sta promuovendo in queste ore e che sta raccogliendo le adesioni di personalità del mondo religioso, politico, della cultura e dello spettacolo, viene chiesta la REVOCA della decisione di indire un referendum sulla pena di morte in Romania, poiché il diritto alla vita va sempre affermato e mai messo in discussione.

Da militanti del diritto, della nonviolenza e della giustizia; da cittadini inermi e senza potere politico se non quello delle nostre volontà, ci dichiariamo disponibili a dibattere in Romania, anche pubblicamente, le ragioni del "No alla pena di morte".

Per queste ragioni la raccolta di adesioni all'appello del "No al referendum sulla pena di morte" continua e nelle prossime ore ne renderemo pubblico il testo e le prime adesioni.

20 gennaio 1990

PENA DI MORTE-ROMANIA: APPELLO DEL PARTITO RADICALE ALLE AUTORITA' ROMENE PER LA REVOCA DEL REFERENDUM SULLA PENA DI MORTE.

Il Partito radicale, al momento della decisione del Fronte di salvezza nazionale di indire in Romania un referendum sulla pena di morte, si è fatto promotore di una lettera-appello alle autorità romene in cui si chiedeva di revocare tale decisione.

Quando è giunta la notizia che il Governo provvisorio in Romania aveva deciso di annullare il referendum popolare, il Partito radicale aveva già raccolto oltre cento adesioni di personalità del mondo religioso, politico, della cultura e dello spettacolo e, numerose, quelle di cittadini romeni in esilio, tra cui quella di Re Michele di Romania.

Da militanti del diritto, della nonviolenza e della giustizia; da cittadini inermi e senza potere politico se non quello delle nostre volontà, siamo felici che in Romania si sia affermata, in coincidenza con il nostro impegno, la scelta civile, fondamentale del diritto alla vita.

A testimonianza delle nostre volontà, a monito per il futuro e a sostegno delle scelte per il diritto e per la vita in Romania, inviamo alle autorità romene e rendiamo pubblici il testo con le ragioni dell'appello e le adesioni che ci sono giunte in questi giorni.

APPELLO CONTRO IL REFERENDUM SULLA PENA DI MORTE IN ROMANIA

Signor Presidente, Signori membri del Fronte di salvezza nazionale della Romania, Signori membri del Governo provvisorio della Romania

Tutti i democratici avevano accolto con grande felicità la notizia della vostra decisione di abolire la pena di morte in Romania.

Era la dimostrazione che anche la Romania, nonostante il terribile eccidio che aveva dovuto subire e l'esecuzione dei coniugi Ceausescu, intendeva adesso muoversi con spirito di giustizia e non di vendetta nei confronti di chi si era macchiato di orribili crimini.

Era l'annuncio che anche la Romania intendeva unirsi al grande evento storico del nostro tempo: il passaggio dal totalitarismo alla democrazia nel rispetto profondo del valore della vita umana.

Era il segno di speranza e di coraggio di una democrazia che voleva nascere nel nome della tolleranza e dei principi dello stato di diritto.

La vostra decisione di indire un referendum sulla reintroduzione della pena di morte ci rattrista e ci preoccupa.

Nessuna maggioranza, neppure popolare, può abolire un diritto fondamentale dell'uomo, il diritto alla vita.

Tanto più grave nel momento in cui il popolo sarebbe chiamato a sostituirsi al giudice e a pronunciare la sentenza di morte per tutti coloro che si sono resi responsabili di atroci delitti.

Sappiamo quanto sia difficile respingere la tentazione di vendetta che sembra prevalere in un Paese massacrato da anni di totalitarismo, in una popolazione decimata dalla cieca e bestiale violenza. Ma sappiamo anche che uno Stato che si pieghi alle spinte irrazionali e rinunci a far valere i principi fondamentali dello stato di diritto, rischia in quel momento stesso di pregiudicare e minare mortalmente le basi della democrazia.

Per queste ragioni ci rivolgiamo a lei, Signor Presidente, ai membri del Consiglio del Fronte di salvezza nazionale, ai membri del Governo provvisorio della Romania perché sia revocata la decisione d'indire un referendum sulla reintroduzione della pena di morte.

Se lo riterrete opportuno, signor presidente, signori membri del Consiglio e del Governo, siamo pienamente disponibili a sostenere in Romania, anche pubblicamente, le ragioni che ci hanno spinto ad inviarvi, con spirito fraterno e di profonda amicizia, questa lettera.

FIRMATARI DELL'APPELLO.

don LUIGI CIOTTI, presidente del "Gruppo Abele"

padre EUGENIO MELANDRI, eurodeputato DP

Massimo Cacciari, filosofo

GIOVANNI BIANCHI, presidente delle ACLI

CARLO LIZZANI, regista

GIAMPIERO RASIMELLI, presidente ARCI

ARCI

don GERMANO GREGANTI, presidente di "Carcere Comunità"

"CARCERE COMUNITA'"

COORDINAMENTO NON UCCIDERE

DARIO FO, attore

FRANCA RAME, attrice

GENO PAMPALONI, critico d'arte

MARIO SPINELLA, filosofo

SERGIO BINDI, capo Ufficio Stampa "Internazionale DC"

ISABELLA BIAGINI, attrice

FRANCO BRUSATI, regista

WALTER CHIARI, attore

MIRANDA MARTINO, cantante

FABIO MAURI, pittore

DANTE MAGGIO, attore

CHICCO TESTA, deputato, ministro ombra per l'ambiente del Pci

AUGUSTO MINZOLINI, giornalista "La Stampa"

FRANCO PIRO, deputato Psi, presidente Commissione Finanze Camera

DOMENICO MODUGNO, deputato radicale

EMILIO VESCE, deputato radicale

GIANNI TAMINO, deputato verde Arcobaleno

FELICE BORGOGLIO, deputato Psi

LEDA COLOMBINI, deputato Pci

MAURO MELLINI, deputato radicale

MARIA TADDEI, deputato Pci

SERGIO ANDREIS, deputato verde

PATRIZIA ARNABOLDI, presidente Gruppo parlamentare DP

GIANNI LANZINGER, deputato verde

SILVANO VINCETI, presidente Associazione "Kronos 1999"

GIANNI MATTIOLI, deputato verde

GIOVANNI RUSSO SPENA, deputato, segreteria DP

ANNA DONATI, deputato verde

GLORIA GROSSO, deputato verde

ANNA MARIA PROCACCI, deputato verde

FRANCO BASSANINI, presidente Gruppo parlamentare S.I.

GABRIELLA MEO, portavoce nazionale verdi Arcobaleno

FULCO PRATESI, presidente WWF

CARLA ROCCHI, Coordinamento Liste verdi

BENIAMINO BONARDI, segreteria Lega Ambiente

CESARE DONNHAUSER, segreteria Lega Ambiente

LAURA CIMA, presidente Gruppo parlamentare verde

MASSIMO SCALIA, deputato verde

LAURA CECCHETTO, deputato verde

ATHOS DE LUCA, consigliere verde Comune di Roma

RENE' ANDREANI, verde Arcobaleno

MARIA TERESA DI LASCIA, verde Arcobaleno

MARCO TARADASH, europarlamentare antiproibizionista

VIRGINIO BETTINI, europarlamentare verde Arcobaleno

ALEXANDER LANGER, europarlamentare verde

ENRICO FALQUI, europarlamentare verde

PAUL LANNOYE, europarlamentare verde, belga

MARIE-CHRISTINE AULAS, europarlamentare verde, francese

GERARD MONNIER-BESOMBES, europarlamentare verde, francese

CLAIRE JOANNY, europarlamentare verde, francese

BRUNO BEISSIERE, codeputato europeo verde, belga

MARGUERITE-MARIE DINGUIRARO, codeputato europeo verde, francese

DOMINIQUE VOGUET, medico, codeputato europeo verde, francese

SERGIO TURONE, giornalista de "L'Unità"

ALDO ROSSELLI, scrittore (figlio di Nello)

GIULIANO COMPAGNO, assistente di Estetica Univ. Roma

CARLO BORDINI, storico, assistente universitario

GIANCARLO SALVOLDI, deputato verde

cittadini romeni:

MICHELE HOHENZOLLERN, Re di Romania. »Ho regnato in Romania fino al 30 dicembre del 1947 e nella Costituzione monarchica non c'era la pena di morte

GRIGORI ARBORE POPESCU, esule, professore universitario

VERONICA LAZAR, interprete

CECILIA ROMAN, direttrice Ospedale S. Giacomo

MIOARA TOENETTI, insegnante

MARILENA DUMITRESCU, insegnante

ADRIANA BUCSA, impiegata

DANIELA MIHU, dentista

padre LINO, sacerdote

padre GIORGIO, sacerdote

GEORGETA CAPECCHI, impiegata

EMILIA RATIU,

DUMITRU FESTA, elettricista

SILVIA VASILESCU, ragioniera

DORINA ARON, maestra d'asilo

SILENO CASI, muratore

IVANA UNGUREANU, cantante

SILEAN AVRAN

padre COMAN PETRE, sacerdote

MARIANA RADULESCU, casalinga

SORIN POP, elettricista

MIHU VULCANESCU, pittore, scultore

GEORGETA VORNICEANU, casalinga

VIOLETA DRAGA, insegnante

BRINDUSA IONESCU,

MONICA SALUSTRI, casalinga

LIDIA TROIA,

VIOLETA DIACONESCU, impiegata

MARILENA RADULESCU, Comitato di solidarietà romena Firenze

VASILE BOURCEANU, Comitato di solidarietà romena Firenze

ELENA COSTANTINESCU, insegnante, pittrice

HORENTINA CRETU,

LILICA MARCU,

NESI IONELA, insegnante

ANGELA PETRESCU, casalinga

TAIA PREDA, insegnante

COMITATO DI SOLIDARIETA' ITALO-ROMENO

MARIA POPA, presidente Comitato italo-romeno

ARDUINO AGNELLI, presidente onorario Comitato italo-romeno.

 
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