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Agora' Agora - 15 luglio 1992
Bosnia-Erzegovina: CRONACA DI UNA RESISTENZA NONVIOLENTA
di Rita Bernardini

"Il criminale comportamento dell'Italia e della Comunità europea, delle forze pacifiste, di sinistra, oltreché di quelle governative italiane, nei confronti dell'opera delle forze di potere militariste, antidemocratiche, che dominano Belgrado e da Belgrado, deve trovare una effettiva condanna ed una effettiva alternativa. Che il diritto alla vita e la vita del diritto siano affermati e difesi subito!" Con queste parole Marco Pannella motiva, il 6 maggio, la sua decisione di iniziare un nuovo digiuno.

V'è una Resistenza in corso

(...) La tragedia ex-jugoslava, i massacri di stampo nazista, la scientificità dell'azione di Belgrado con cui si creano i presupposti per "grandi" Serbie, al prezzo di "grandi" Croazie, e dell'oppressione fascista e bolscevica di albanesi, di musulmani, di bosniaci, di voivodini, l'ignominia della politica estera della CEE e del Governo italiano (in totale dispregio delle indicazioni parlamentari) vengono contemplati come una catastrofe naturale, non combattuti.

(...) Rivolgo un appello ai democratici, ai nonviolenti, ai parlamentari perché sia possibile a coloro che muoiono, soffrono, sono oppressi, devono fuggire a centinaia di migliaia dalle loro case, a poca distanza dalle nostre frontiere, di apprendere che non sono soli, che non lo resteranno, che v'è una Resistenza in corso a Roma ed a Bruxelles contro l'azione nazista di "ripulimento etnico" in corso nell'ex-Jugoslavia".

A Sarajevo come a Varsavia

A Sarajevo come a Varsavia, contro la popolazione musulmana come contro quella ebrea ieri. Popolazione colpevole solamente di essere bosniaca e musulmana. La stampa, i partiti, i governanti italiani, il parlamento si coprono di vergogna, complici politici, umani, giuridici, da un anno, di queste "bagattelle per un massacro". Il Vaticano vuole condividere le responsabilità dei silenzi di allora? Bruxelles è la capitale di un'Europa che dobbiamo lasciare? L'opera, di "riorganizzazione etnica" non è altro che nazista, anche se Belgrado ha liquidato i nazi-bolscevichi militari, colpevoli di non sterminare con sufficiente energia e rapidità. Mi auguro che la Croazia non segua l'esempio della viltà slovena o del cinismo che sembra prevalere a Lubiana. Mi auguro che non si lascino soli, in una tragedia, i democratici serbi, le popolazioni albanesi, le minoranze ungheresi e le altre.

Il regime di Belgrado, in tutte le sue componenti, è di criminali di guerra oltre che comuni.

La sinistra italiana su questo fronte, è peggiore ancora della destra e del centro. Il solo PR, e non solamente in Italia, si sta facendo carico, nella Comunità Europea, in circa venti parlamenti dell'est europeo - con iniziative sugli stessi teatri di guerra e di sterminio, con le iniziative nonviolente delle sue persone - di questa Resistenza al nazismo ed alla complicità al nazismo, alla guerra di tutti, "pacifisti" inclusi, al solito.

Prima che Sarajevo diventi come Varsavia, o la sua parte musulmana come quella del ghetto di questa città, il che sta accadendo in queste ore, occorre intervenire, con misure adeguate e non con chiacchiere impudiche e complici."

Mentre Marco Pannella prosegue con il suo digiuno, decine di messaggi di solidarietà arrivano al Partito. Il Centro Antiguerra di Belgrado: "Come organizzazione pacifista non siamo in grado di sviluppare una azione politica così puntuale come quella di Marco Pannella, però ci associamo a tutti gli sforzi delle organizzazioni che in Europa lottano per ottenere la pace e la stabilità nella ex Jugoslavia". Dalla Croazia, scrivono i deputati iscritti al PR, Miroslav Zupancic e Vjekoslav Zugaj. Con loro l'avvocato Josip Pinesic, anche lui iscritto al PR: "Siamo felici di far parte di coloro che hanno le tue stesse idee e che prendono simili iniziative. Ti preghiamo di resistere ancora - non mollare Marco!"

Oltre duecento persone

11 maggio - Più di 200 cittadini iniziano un "digiuno a staffetta di due giorni" in appoggio all'iniziativa di sciopero della fame di Marco Pannella per ottenere un intervento immediato da parte del Governo italiano e della CEE che possa interrompere il massacro in atto in Bosnia-Erzegovina ad opera del regime Serbo. Fra questi digiunano numerosi militanti radicali, iscritti al PDS e a Rifondazione Comunista, ai verdi, alle Acli, al PSI e alla DC, consiglieri regionali, provinciali e comunali di tutti gli schieramenti politici.

40 deputati con una fascia nera in segno di lutto

Durante la seduta congiunta delle Camere italiane per la elezione del Presidente della Repubblica, su iniziativa degli eletti della "lista Pannella", decine di deputati indossano al braccio una fascia nera in segno di lutto per quanto sta accadendo, nella indifferenza generale, nei paesi della ex-Jugoslavia.

Esattamente come ha fatto Hitler

Il 14 maggio, Marco Pannella dichiara ai microfoni di Radio Radicale: "L'operazione in corso è una operazione detta di ridistribuzione etnica (...), cioè esattamente quello che ha fatto Hitler: l'unità, ecco, di tutti i germanici. Qui si è provocato un milione e mezzo di profughi in Croazia, una zona di 4 milioni di persone in totale. E la Croazia è a terra, perché un milione e mezzo di profughi su una area dove vivono 4 milioni di persone, evidentemente ne distrugge il livello sociale, economico, militare, politico ecc. E' un miracolo se stiamo riuscendo a contenere le reazioni del governo di Zagabria. E' necessario che in queste ore ci si muova, che cresca la mobilitazione di massa..."

Che fare ?

"Cosa si dovrebbe fare ? Noi, come Partito radicale, con i nostri 200 parlamentari (...), da quelli croati a quelli di Baku, a quelli armeni ed azeri, (...) dobbiamo immediatamente fare le mille cose che un governo serio fa quando prende posizione. E quindi (...) non solo il ritiro degli ambasciatori ma anche il blocco aereo, il boicottaggio pieno ed integrale, l'aiuto alle forze democratiche (...) della Serbia, che sono oppresse, porre il problema della nonviolenza di 2 milioni di abitanti del Kosovo che sono occupati militarmente ...".

Manifestazione

15 maggio. Alla manifestazione contro l'aggressione dell'esercito serbo nei confronti della Bosnia-Erzegovina, della Croazia e delle popolazioni del Kosovo e della Voivodina indetta dal Partito Radicale, dal Movimento dei "Club Marco Pannella" e dal Comitato Pro Bosnia-Erzegovina davanti alla ambasciata di Serbia (ex-Jugoslavia) partecipano circa 500 persone fra cui numerosi esponenti radicali, del Pds e della "Lista Pannella" ed una nutrita rappresentanza delle comunità musulmana, croata e del Kosovo. Sui loro striscioni: "Stop ai massacri in Bosnia- Erzegovina", "Milosevic, golpista, razzista". Analoghe manifestazioni si svolgono contemporaneamente a Milano, Napoli e Bari.

450 i digiunatori

Mentre cresce di ora in ora il numero dei digiunatori, in Croazia i deputati Josip Valincic e Miroslav Zupancic decidono di appoggiare l'iniziativa nonviolenta di Marco Pannella attuando uno sciopero della fame. Decine di tavoli di informazione, di fiaccolate, di manifestazioni si tengono in tutta Italia per battere il silenzio dell'informazione sulle iniziative nonviolente e per ricostruire un minimo di verità su quanto accade nella ex-Jugoslavia. In effetti per il "pacifismo italiano" è troppo costoso parlare di "aggressione serba", meglio il silenzio.

Manifestazione a Mosca

15 maggio. Una ventina di radicali, tra i quali Vladimir Grishkin, deputato del Soviet di Mosca, manifestano di fronte all'Ambasciata "serba" di Mosca. Sui loro cartelli: "Siamo con le vittime", "Esercito puschista, fuori dalla Bosnia!", "Siamo musulmani".

Lettera al neo-Presidente della Repubblica Scalfaro

18 maggio. Su iniziativa di Marco Pannella, parlamentari di diversi gruppi politici inviano una lettera al Presidente della Camera Oscar Luigi Scalfaro con la quale chiedono di "voler considerare con la massima urgenza la richiesta che una delegazione di deputati e senatori si rechi subito nei territori dell'ex Jugoslavia dove continuano i massacri e si concretizzano violenze di inaudita ferocia verso cittadini inermi e disperati".

Il Primo Ministro croato Greguric a Pannella

20 maggio. "Caro Marco, come sempre quando stiamo passando dei brutti momenti sei Tu che entri in azione. Mentre molti politici stanno dimenticando il loro dovere di aiutare coloro che sono aggrediti, di fermare l'assassinio di donne e bambini, Tu e il Tuo partito cercate di incitarli con tutti i mezzi possibili perché adempiano al loro dovere. Stai digiunando assieme ad alcune centinaia di cittadini, per svegliare la coscienza addormentata di coloro che potrebbero aiutare e non lo fanno. Stai scrivendo delle lettere di protesta agli statisti, stai raccogliendo firme per approvare la mozione nel Parlamento italiano e in quello europeo, e sei sempre in grado di trovare la parola giusta per aiutare coloro che hanno bisogno dell'aiuto immediato. A loro nome, a nome del Governo della Repubblica Croazia e a nome mio Ti ringrazio di tutto cuore. Franjo Greguric."

21 Maggio. Come prescritto dal Prof. Tommaso Fiaschetto, Marco Pannella interrompe per gravi motivi di salute il suo digiuno. Di questo Pannella parla il giorno stesso in un'intervista a Radio Radicale manifestando la preoccupazione che l'iniziativa nonviolenta possa subire un rallentamento proprio mentre alla Camera dei Deputati cresce il numero dei parlamentari che firmano la mozione sulla ex Jugoslavia, redatta da Pannella alla fine del mese di aprile. Dopo questo appello ad accrescere gli sforzi di mobilitazione, centinaia di cittadini decidono di digiunare pubblicamente.

27 maggio. Il Premio Nobel per la Pace Mairead Corrigan, iscritta al PR, consegna al Segretario delle Nazioni Unite, Boutros Boutros Ghali, il testo della Mozione italiana e lo informa dell'iniziativa nonviolenta del digiuno.

Mozione Radicale: maggioranza assoluta del Parlamento

1 giugno 1992. Sono ormai 374 (su 610) i deputati italiani di quasi tutti i gruppi politici, che hanno sottoscritto la mozione, primo firmatario Marco Pannella, che impegna il governo italiano ad assumere ed a promuovere a livello europeo ed internazionale una serie di drastiche sanzioni (blocco aereo, blocco navale, blocco economico) contro il regime criminale di Belgrado.

2203 digiunatori. Tra questi centinaia di detenuti

Al digiuno a staffetta partecipano in tutto 2203 persone; fra queste ben 756 detenuti delle carceri di Opera di Milano e del Campone di Verona che con documenti pubblici di grande valore

testimoniano la loro intenzione di "non rimanere indifferenti di fronte ai crimini di guerra".

Un simile coinvolgimento dell'opinione pubblica è reso possibile soprattutto grazie all'aiuto di Radio Radicale che mentre fornisce agli ascoltatori informazioni puntuali, con collegamenti in diretta da Sarajevo, da Osijek, da Bosanski Brod e da Zagabria, di ora in ora aggiorna sulle adesioni al digiuno: gran parte della programmazione è dedicata a questa iniziativa con fili diretti e dibattiti politici.

Anche dai sindaci

Anche 188 Sindaci sottoscrivono la mozione parlamentare, fanno approvare ordini del giorno dai consigli comunali e, in 22, aderiscono al digiuno. Uno fra tutti, Bruno Moro, sindaco del piccolo comune di Preganziol in provincia di Treviso, scrive a Marco Pannella: "Con profondo dolore concordo con la constatazione dell'inerzia quasi generale rispetto al dramma umano di intere popolazioni che ha il senso di una catastrofe biblica... assicuro fin da questo momento la mia personale adesione nonché quella di tutti i miei familiari al digiuno proposto da movimenti nonviolenti come segno di solidarietà per le popolazioni aggredite...".

 
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