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Pannella Marco - 20 marzo 1992
Pannella su Lima e gli altri
Lettera aperta

SOMMARIO: Marco Pannella ha scritto una lettera aperta (la seconda) al presidente e al vice presidente del Consiglio, ai segretari di Dc, Psi, Pds, Psdi, al presidente della Rai, al direttore della Rai, al presidente e al vice-presidente della Fininvest, al presidente e al direttore della FIAT. Dopo aver ricordato che "per quindici anni, in pubblici comizi in Sicilia ed in Italia, in Parlamento europeo ed in quello italiano, avevo accusato comunisti e repubblicani, laici e socialisti, di aver pressoché istituzionalmente collaborato e condiviso con Salvo Lima responsabilità di governo e di sottogoverno", Pannella rivendica di aver "difeso" Salvo Lima "rendendogli la sua "dignità" di politico di questo regime, che io aborro, e togliendogli la "indegnità" di criminale politico-mafioso mai provata in nessuna sede". Da allora molte persone hanno dichiarato di non votare più la "lista Pannella". Questo perché i telegiornali televisivi si sono limitati a informare in pochi secondi della "difesa" di Salvo Lima senza

consentire a Pannella di spiegare le ragioni di questa difficile posizione. Pannella respinge quindi i ringraziamenti espressi, per le sue dichiarazioni, da esponenti Dc: "un dono" "avvelenato; per intenderci, del tipo di quei doni che i suoi complici, conniventi partitocratici, hanno elargito a Salvo Lima".

(L'INDIPENDENTE, 20 marzo 1992)

Undici minuti dopo l'assassinio del collega europarlamentare Salvo Lima, da Radio radicale, con assoluta determinazione, anche per facilitare ed esortare tanti a rendere un omaggio di verità come atto di pietas doveroso e necessario, e non premiare coloro che lo avevano abbattuto aggiungendo al loro piombo quello della calunnia o dell'ingenerosità, ricordai che per quindici anni, in pubblici comizi in Sicilia ed in Italia, in Parlamento europeo ed in quello italiano, avevo accusato comunisti e repubblicani, laici e socialisti, di aver pressoché istituzionalmente collaborato e condiviso con Salvo Lima responsabilità di governo e di sottogoverno. E che li accusavo non perché Salvo Lima potesse esser legittimamente colpito come "mafioso", non per una sua "indegnità" ma proprio per la sua "dignità" di esponente di assoluto rilievo del sistema partitocratico, e della DC. E ho denunciato la campagna che di Lima, con lunga crocefissione, aveva fatto un "tabù", per innocentare e angelizzare se stessi. Ho successivam

ente fornito una ampia documentazione - questa sì, ritengo - scandalosa - sulle protezioni pubbliche e feroci di Ciancimino, da parte di avversari interni e esterni, Ugo La Malfa in primis, proprio contro Salvo Lima e la sua concreta politica, in difesa di Ciancimino e soci. E ho sottolineato come io fossi libero e capace di questo atto scandaloso di umana solidarietà e di omaggio ad un avversario politico proprio perché con i miei compagni radicali, a Palermo come a Roma, siamo stati assolutamente soli nel non condividere con il sistema partitocratico e con quello DC, mai, nemmeno la direzione di una squadra di periferia.

In questo senso, dunque, ho ricordato in un momento tragico - prima di chiunque altro - ho "difeso" Salvo Lima, rendendogli la sua "dignità" di politico di questo regime, che io aborro, e togliendogli la "indegnità" di criminale politico-mafioso mai provata in nessuna sede, contro la quale Salvo Lima non aveva nemmeno potuto, in vita, difendersi, farsi assolvere o condannare.

Da allora, Illustri Autorità, cosa è accaduto? Per giungere all'osso del problema, è accaduto e accade che perfino i miei amici più duraturi, fra la gente, fra gli stessi ascoltatori di Radio Radicale, fra i candidati più autorevoli e che io stimo, ma che non ho potuto direttamente raggiungere, sono addolorati, depressi, attoniti, e fioccano le dichiarazioni doloranti e sincere, fra tante anche in malafede o intolleranti, del rifiuto di votare le "Liste Pannella" da parte di costoro. Questo può significare, inesorabilmente, il non ottenimento del quoziente minimo necessario per avere una qualsiasi rappresentanza parlamentare dopo le elezioni del 5/6 aprile.

Come mai? E' presto detto. Con una comunicazione di 17 secondi, una volta, ed un'altra di 20, TG1 hanno "informato" la gente della mia "difesa" di Salvo Lima. Con meno secondi ancora, due giorni dopo, hanno fatto sapere che Forlani e Andreotti me ne avevano pubblicamente ringraziato. Come immaginate, subito, in Tribune politiche (un decimo e meno dell'ascolto dei Telegiornali) mi hanno chiesto come mai fossi divenuto un sostenitore della DC, che me ne darebbe atto. Potete immaginare con quale esito, politico, di immagine, di verità, elettorale.

Il "pacchetto" di Telegiornali raggiunge, in una sola giornata, quasi venti milioni di ascoltatori, per le notizie che passano sull'intera rete di questa "informazione". Una Tribuna politica fa fra un milione ed un milione e mezzo di ascolto. E ne ho, ovviamente, una, venti giorni prima del voto.

Consentitemi un "flash back". Dopo la mia prima "lettera aperta", le reazioni di Bettino Craxi e di Claudio Martelli, immagino, mi hanno consentito un revival, dopo anni, di presenza, per quindici giorni, in vari contenitori "socialisti", compreso una "Pegaso". Attraverso Enzo Carra e Stefano Andreani ho voluto accertarmi che voi aveste, Forlani, Andreotti e universo DC, ben ricevuto e letto quel documento. Dalla Fininvest, avendo potuto dialogare con l'amico Fedele Confalonieri, nessuno ha disturbato, anzi, la linea informativa di Carlo Freccero, di Gianfranco Funari, di Italia Uno, insomma.

Con quali risultati? Io sono convinto che se non fossi stato condannato da lustri all'ostracismo feroce e ottuso delle vostre centrali informative e dei vostri dirigenti e giornalisti, forse, la mia decennale "difesa" laica e tollerante di Salvo Lima avrebbe potuto sortire l'effetto della "sdemonizzazione" (o della condanna, per comprovati motivi) di Salvo Lima. Tanto per fare un esempio. Ma, oggi, sicuramente, l'impossibilità nella quale sono stato posto di motivare, far conoscere le mie affermazioni, ragioni, e critiche nei confronti anche vostri, ma nella fattispecie nei confronti, in particolar modo, di repubblicani e di comunisti, fa si che questa mia doverosa e tipica presa di posizione rischia di determinare la nostra assoluta scomparsa elettorale, e premiare quelle opposizioni che hanno avuto ben altro comportamento, lucrando, prima, con Lima, il lucrabile, e ora tentando di lucrare anche sul suo assassinio.

Consentitemi, dunque, con tolleranza e anche con comprensione, di restituire al mittente, a voi, i vostri ringraziamenti. Il sistema maledetto che avete concorso in modo determinante ad instaurare ed a imporre, con i vostri comprimari e clienti più zeloti e incapaci, poi, di voi, ne fa un dono, per avaro che fosse, avvelenato; per intenderci, del tipo di quei doni che i suoi complici, conniventi partitocratici, hanno elargito a Salvo Lima.

La "Lista Pannella" sta tentando di dare, come sul caso "Lima", un contributo unico, necessario al dibattito politico ed elettorale. Voi, ma voi tutti, illustri Autorità, ed includo il Presidente ed il Direttore Generale della FIAT per il comportamento del "loro" fattore, e del "loro" giornale, uno per tutti, "Il Corriere della Sera", ivi compresi amici - che so sinceri, e di lunga data, ed in definitiva a me cari, - di tutt'altri affari giustamente in questi giorni freneticamente occupati, non solamente contribuite, all'inverso di Re Mida, di far divenire guano anche l'oro di piccole, ma necessarie, buone azioni, che costituiscono solidarietà nostre verso di voi, perfino verso di voi, ma a favorire "opposizioni" che mostrano d'esser più "intransigenti", pensate!, di noi, repubblicani, comunisti, segni-mariottiani, orlandiane, missine. Noi, che siamo all'opposizione vostra ma anche, spesso, loro, che lo vogliano o no, "opposizioni" di Sua Maestà il sistema ed il regime, siamo espulsi come "dissidenti", no

n come opposizione, come "stranieri", dall'informazione e dalla conoscenza del nostro paese. Peggio, in definitiva, per il paese e per voi. Noi avremo ancora una volta fatto quel che dobbiamo; accadrà, poi, quel che si può.

 
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