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Pannella Marco - 26 giugno 1992
PANNELLA: "Mi vogliono? Allora sono disponibile per fare il presidente..."
Il Leader radicale: Amato è al posto sbagliato

SOMMARIO: Mentre si dà per scontato che la "lista Pannella" entri nella maggioranza che sostiene il Governo di Giuliano Amato, Marco Pannella precisa che nessuna delle proposte avanzate sono state raccolte dal presidente del consiglio incaricato, da quella di nominare il governatore della Banca d'Italia Ciampi vicepresidente del Consiglio a quella di premere pubblicamente sul Pds perché accetti incarichi di governo.

(LA REPUBBLICA, 26 giugno 1992)

Ma come, protesta Marco Pannella, io offro il mio nome e i miei sei voti ad Amato e lui ignora le mie richieste, non mi contatta, non mi propone nulla? "Dobbiamo dichiarare - annuncia il leader radicale - che finora in nessuna sede responsabile sono stati accolti nostri suggerimenti, proposte, opinioni, mentre non abbiamo ancora nè avanzato richieste, nè ricevuto proposte da parte di chicchessia".

Onorevole Pannella, Giuliano Amato l'ha delusa?

"E come faccio a essere deluso, se io ho detto subito che lui non era la persona giusta al posto giusto? Sarà Leonardo Da Vinci, ma non mi pare che sia l'uomo politico più adatto a guidare questa fase. E' l'uomo giusto al posto sbagliato. La delusione l'avrà chi gli ha affidato l'incarico, semmai. Detto questo, l'anno scelto e vabbè. Ma se va male, mi dovranno spiegare se è vero che c'era una rosa socialista con un candidato suggerito anche dal Pds, perché quel candidato non è stato scelto. Può darsi che venga fuori che la rosa in realtà non c'era. Vedremo. Non ho nessuna fretta e nessuna voglia".

Lei aveva avanzato una serie di richieste, al presidente incaricato. E' rimasto sorpreso di scoprire che nella bozza di programma le vostre proposte sono state ignorate?

"Beh, sulla bozza si abbozza. Tutti questi formalismi... Quello che denuncio è la mancanza di una iniziativa politica in tutta questa storia".

Eppure i socialisti danno per scontato che voi farete parte della maggioranza...

"Le garantisco che fino a questo momento non c'è alcuna intesa. Sono tornato mercoledì sera da Bruxelles e non ho avuto contatti con loro. Certo non l'ho messa io in giro la voce che noi entriamo al governo. Si, ho visto quello che scrivete voi giornalisti. C'è chi dice che andrò a fare l'assistente della Boniver, qualcun altro che diventerò il presidente degli Stati Uniti, ma tutti danno per scontato che io entri".

E invece?

"Invece io dico che noi possiamo entrare nella maggioranza e nel governo solo se abbiamo un peso politico al momento della sua costituzione. Quando io propongo Ciampi per la vicepresidenza del Consiglio, è una indicazione politica. La ignorano? Va bene ne prendo atto".

Cosa avrebbe dovuto fare, secondo lei, il presidente incaricato?

"Conquistare un governo nuovo dicendo fuori dai denti quello che lascia intendere sul piano formalistico. Per esempio, poteva dire al paese: noi abbiamo quattro, cinque ministeri che saremmo lietissimi fossero coperti dal Pds. Un incarico non è un posto di notaio, o la presidenza di un consiglio di facoltà. L'incarico è politico, devi creare le condizioni. E se non fai iniziativa politica, che cavoli crei? A questo punto, i miei sei voti non contano nulla. Ma una o due persone che ragionano ci sono ancora, in giro. Ed è probabile che queste persone si rendano conto che se io decidessi di entrare in zona ultracesarini, a mezzanotte della notte precedente la nomina del governo, Mezz'ora dopo entrerebbero altre forze politiche. Una nostra dichiarazione motivata di accettazione di responsabilità di governo potrebbe subito cambiare le posizioni di altre forze d'opposizione".

Mettiamo che stia per nascere un quadripartito blindato. Lei non si sentirebbe a disagio in questa compagnia?

"Queste sono cose che a me non dicono nulla. Io dicevo nel 1977 che entravo pure in un governo Almirante. Non scherzavo. Le mie sono sempre state condizioni politiche".

Quali?

"La prima è che tu senti, constati che contribuisci a dare la linea al governo e alla maggioranza. Io per il momento constato che non conto un accidenti. Il mio problema non è bilaterale, nè col presidente incaricato che mi pare si muova in modo tradizionale, nè con nessun partito".

Se lei dovesse chiedere un ministero, quale sceglierebbe?

"La presidenza del Consiglio. Ma mi pare che sia occupata. E allora personalmente non vedo cosa posso andare a fare. Non importa. Io so sostenere durissimamente un governo e una maggioranza anche se a livello formale non sono ministro. Queste son cose che vengono dopo, le risolvi in cinque minuti con durezza. Ma non è questo il problema del momento.

 
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