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Pannella Marco - 15 novembre 1992
Pannella replica a Spadolini
Intervistato ad »Italia domanda , il leader radicale difende a spada tratta l'uninominale

SOMMARIO: Replicando a Spadolini secondo cui la democrazia correrebbe seri pericoli se le forze politiche si metteranno a inseguire passivamente la scia del »vascello pirata dei referendari , Pannella afferma che solo i referendum consentiranno di passare da un regime all'altro "in modo indolore, senza movimenti di violenza". Il sistema elettorale anglosassone è l'unico che non ha prodotto mostri: »I sistemi proporzionali sono stati levatrici di tutto, fascismi, comunismi...

(IL GIORNO, 15 novembre 1992)

Milano - Marco Pannella replica a Giovanni Spadolini: sbagli, perché Weimar è già qui. Se non ci saranno almeno i referendum ad arginare l'emergenza, il degrado in cui è crollata l'Italia. Il leader carismatico dei radicali è a Canale 5 per la registrazione di "Italia domanda", in onda questa sera alle 23,30. L'ospite è Gianni Letta. A intervistare Pannella ci sono Paolo Mieli, direttore del "Corriere della Sera", Paolo Liguori, direttore del "Giorno", Andrea Monti, direttore di "Panorama", e Giovanni Mottola, vicedirettore del "Messaggero".

L'allarme lanciato venerdì dal presidente del Senato era stato chiaro, la democrazia corre seri rischi se il Pri e altre forze si metteranno a inseguire passivamente la scia del vascello pirata dei referendari. L'approdo, aveva detto Spadolini , sarebbe Weimar.

Ma Pannella non è d'accordo. Dice che c'è una sola emergenza. Fra tre mesi, spera, tutte le procure d'Italia dovrebbero prendere esempio da Di Pietro. E presto, dunque, grazie alla magistratura si avrà un nuovo 25 aprile, cioè una liberazione dalla partitocrazia.

Non manca una stoccata nei confronti di quell'ordine giudiziario che, dice Pannella, "è stato il principale responsabile del degrado dello Stato. Prima dei politici".

Infierisce, il leader radicale. E continua: si creerà una situazione di panico e di terrore. Una classe dirigente che, di fronte a nuovi Di Pietro, potrebbe reagire con paura. Però governare è prevedere, dire in tempo alla gente quello che può accadere e quello che si può fare per evitarlo. "Dobbiamo ottenere - dice il leader radicale - che si passi da un regime all'altro in modo indolore, senza movimenti di violenza che accompagnano sempre i grandi movimenti di caos e degrado della società".

La gente ha bisogno di indicazioni chiare. Pannella ne è certo. Così, entrando nel vivo dello scontro sulla riforma elettorale, il leader radicale spiega la sua posizione a favore dell'uninominale secca. E sostiene che il sistema anglosassone è l'unico che non ha prodotti mostri: "I sistemi proporzionali sono stati levatrici di tutto, fascismi, comunismi, in tutta l'Europa continentale. Le uniche aeree che si sono salvate dai mostri di questo secolo, in mezzo a crimini e deficienze, sono i paesi anglosassoni, quelli del Commonwealth, retti da un sistema bipartitico uninominale".

E lancia un messaggio di speranza: "Credo che allora ci potrebbe essere chi si appassioni di nuovo alla politica. Quando questa avrà di nuovo regole laiche, semplici e chiare come quelle del gioco del calcio. Regole che indichino alla gente che si va verso la stabilità". E all'amico di un tempo, Bettino Craxi, manda a dire: "Questo chieda a Bettino. Questo suggerisco accuratamente". Perché lo scontro finale in materia di riforme elettorali, spiega Pannella, "sarà tra coloro che sostengono le votazioni con un turno e quelli che ipotizzano due turni. Due turni permetterebbero a tutti i partiti, più o meno, di sopravvivere. Un turno all'americana, quello che io e Bossi proponiamo, significa che chi vince prende tutto, chi perde perde tutto".

Parla anche dei suoi "colleghi". Segni: se sceglierà il sistema inglese "mi fiderò completamente di lui". Occhetto: "Ho detto per amicizia solo il 10 per cento di quello che dovrei dirgli".Martelli: "Siamo amici. Come vicario di Craxi nel partito lui ha fatto passi importanti. Mi interrogo su cosa si potrà fare insieme". Craxi: "Sono suo amico, ma non ho fiducia nelle proposte che lui sta facendo". Martinazzoli: "Sono felice di avere un avversario come lui".

 
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