Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
dom 21 lug. 2024
[ cerca in archivio ] ARCHIVIO STORICO RADICALE
Archivio Lista Pannella Riformatori
Pannella Marco - 28 gennaio 1993
Ma il sospetto è l'anticamera di verità sospette
L'intervento di Leoluca Orlando a "Mixer" non convince il leader radicale

di Marco Pannella

SOMMARIO: Marco Pannella si chiede, di fronte alla affermazione del leader della "Rete" Leoluca Orlando" secondo cui »Il sospetto è l'anticamera della verità , se i suoi elettori condividono questa etica inquisitoria come pure la feroce campagna scatenata contro Elvira Sellerio, colpevole di aver ricevuto contributi dalla regione siciliana per la diffusione della cultura "sciasciana", o quella contro il giudice Falcone. Da ciò il dubbio »che si voglia impiccare Andreotti, per meglio succedergli, e meglio di lui usare il potere contro...i sospetti .

(IL GIORNO, 28 gennaio 1993)

Giulio Andreotti, nella sua cultura cattolica-romana, senza illusioni sull'uomo e sul mondo, memore com'è che il principe delle tenebre è anche signore sul pianeta, tempo fa aveva mormorato: »Sospettare è peccato; ma spesso, purtroppo, si ha ragione . Leoluca Orlando, lunedì sera, ha rivendicato orgogliosamente, protestando contro Minoli che ne attribuiva al suo padre spirituale-politico Pintacuda il brevetto, la massima: »Il sospetto è l'anticamera della verità . Non si è trattato, dunque, di una battuta di un attimo, paradossale. Ma di un monito, di una professione di convinzione. Non ricorderò al cattolico che egli è »l'omnia munda mundis : tutte le cose possono divenire pure per chi è puro. M'è accaduto altrettanto spesso, nella vita, di constatare che "omnia immunda immundis", tutto è impuro per gli impuri. Non ripeterò con Silone, Koestler, Eliot, Sartre, che l'etica del sospetto è fondatrice delle moralità sterminatrici, dall'Inquisizione ai moderni inquisitori delle Ghepeu, delle Gestapo, delle Ovra.

Serberò la mia pena, profonda (disarmata ahimè dal mio inutile mendicare da anni a Orlando un po' di dialogo personale, un po' di amicizia) nei confronti di una persona, così suggestiva, dai toni così disperati di vecchio adolescente arso dalla nostalgia di una purezza assoluta, che a tutti ci è fortunatamente negata, dalla rivolta contro la propria storia e quella degli uomini.

Comprendo, ora, che la sua convinzione sulla necessità del sospetto per chi ami la verità, e le persone vere, gli preclude anche nel privato, o nel personale, la limpidità drammatica dei dialoghi e del rispetto, dell'amore dell'altro, del simile o del diverso che dir si voglia.

Ricònstato quanto sia lucido e umano il monito di Pascal: »Chi vuol essere angelo è bestia . Poiché ogni esperienza è innanzitutto interiore, e prescinde dalla cronaca vissuta, lo comprendo, ho compassione, quando evoca (invoca?) la propria morte, ossessivamente, per mano del turpe nemico, del demonio Andreotti e complici (e chi egli non sospetta che lo sia) sicché, poiché tutti morremo, almeno gli sia assicurata questa estrema vittoria.

Tutto questo annoto e accenno, ma altro mi importa chiedere, e affermare. Ai tanti che l'amano, lo seguono, fanno parte o votano o s'accingono a votare per la "Rete", per il suo movimento politico. Dinanzi all'affermazione di ieri sera, essi non hanno nulla da dire, da chiedere, da affermare? Ci troviamo dinanzi a una privata stravaganza o diversità? Quando anch'essi - come tutti noi - vengono ad apprendere dai giornali, e poi sentire confermato, che non Leoluca, ma Nando Dalla Chiesa, a un certo punto, concretamente, non metaforicamente, propone un Governo in esilio, o, comunque, l'esilio a Parigi, come atto politico, di governo della congiuntura tragica nella quale pur viviamo tutti, come reagiscono? Che cosa pensano?

E quando si scatena a Palermo la campagna feroce, criminalizzante, a base di manifesti, demagogici e odiosi, contro Elvira Sellerio, colpevole di aver ottenuto dalla Regione Siciliana, in cinque anni, per la diffusione dei suoi libri, della cultura sciasciana, laica, democratica anche, non so se un paio di miliardi o più, davvero, così facendo, ci si pone dalla parte della moralità civile e della tolleranza democratica? Quando si ammette di aver fatto una campagna, straziante se si vuole e come si dice, letteralmente, ignobile contro Giovanni Falcone, di che parliamo: di pinzillacchere? Non è legittimo, allora, il dubbio che si voglia impiccare Andreotti, per meglio succedergli, e meglio di lui usare il potere contro...i sospetti?

 
Argomenti correlati:
il giorno
mafia
la rete
falcone giovanni
stampa questo documento invia questa pagina per mail