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Galdo Antonio, Pannella Marco - 28 febbraio 1993
VOGLIO COSTRUIRE IL PARTITO DEMOCRATICO
di Antonio Galdo

SOMMARIO: [Intervista]. Vengono poste a Pannella domande sul futuro del partito, sul suo futuro personale in caso la campagna iscrizioni fallisse. Vengon poi posti quesiti sul governo, le elezioni anticipate, la costituente democratica, il sistema elettorale, le responsabilità di Martelli, le responsabilità della magistratura in ordine a Tangentopoli. Gli viene chiesto se gli piaccia il ruolo di "grande traghettatore", risponde che il grande traghettatore è, tradizionalmente, Caronte, in cui egli non si riconosce...

(IL MATTINO, 28 febbraio 1993)

Si guarda allo specchio e pensa a Mosè. Ricorda la "grandezza della sua forza e la giusta ira che lo guidava". Virtù della terza età, quella che Marco Pannella sta vivendo durante l'ennesima sfida che ha lanciato sul tavolo della sua lunga partita politica: 30mila iscrizioni al partito radicale, ormai entro poche ore, oppure addio. Non arrivederci.

E questa volta il "terribile" Marco chiede adesioni non per moltiplicare la forza delle sue provocazioni, ma per conquistare lo spazio di un nuovo grande partito.

Onorevole Pannella, vorrei iniziare con una previsione: non raggiungerete le 30 mila iscrizioni, ma il partito radicale non scomparirà, sbaglio?

PANNELLA - La mia certezza è una sola: lotteremo fino all'ultimo per quello che consideriamo un obiettivo minimo.

E se non ce la fate?

PANNELLA - Per quanto mi riguarda, il partito radicale chiude e anch'io lascio la politica.

E' difficile immaginare Marco Pannella confinato in una fattoria.

PANNELLA - Non voglio parlare del mio futuro in un giorno che considero decisivo per la democrazia. Stanotte avremo una fotografia parziale della situazione e credo che arriveremo a quota 20.000.

Meno diecimila dunque.

PANNELLA - Già, ma ci sono quelli che si sono iscritti per posta e tanti hanno atteso il giorno nel quale si pagano gli stipendi. Così per la mattina di lunedì abbiamo convocato i 200 parlamentari italiani iscritti per consultarli e la sera io, la Bonino, Stanzani e Vigevano prenderemo una decisione definitiva.

Non ha qualche perplessità di fronte a questa corsa nel Tempio pulito della politica?

PANNELLA - Per quanto riguarda i radicali storici, che rappresentano il 2 per cento del partito, non dobbiamo correre da nessuna parte, ma semplicemente restare dove siamo.

Mi riferisco a tante altre iscrizioni...

PANNELLA - Benedetto Croce definiva il "sogno degli imbecilli" il governo degli onesti e dei competenti. Mi pare che la stessa espressione si possa applicare a chi immagina una politica fatta con questi criteri.

Non teme che il partito radicale così possa trasformarsi in un "refugium peccatorum"?

PANNELLA - Questa storia della protezione radicale è ridicola. Innanzitutto perchè la tessera radicale, considerando le nostre opinioni sulla magistratura, può diventare un'aggravante per chi è sotto inchiesta. E poi nella vita ognuno è padrone di accendere le proprie contraddizioni.

Facciamo un passo avanti rispetto all'ora x fissata per decidere il futuro del partito radicale. Anche lei, ad esempio, considera indispensabile una grande coalizione per affrontare il grave momento politico e istituzionale?

PANNELLA - Sarebbe soltanto una coalizione destinata a diventare immediatamente magrissima, prima sul piano politico e poi da un punto di vista elettorale.

Condivide l'ipotesi di andare subito alle urne?

PANNELLA - Assolutamente no. Penso che le istituzioni, e il parlamento innanzitutto, debbano arrivare alle loro scadenze naturali. Quanto alle riforme sono buone se non riguardano il bisogno di un momento, ma rispondono a convinzioni sedimentate.

Che fare, allora, onorevole Pannellla?

PANNELLA - Il Partito radicale, i club Pannella: le punte di diamante per costringere stanchi e bizzosi pachidermi, interessati ad arrivare alla costituente del partito democratico in Italia. Una delle forze politiche in campo in un sistema dove, con un meccanismo elettorale anglosassone, potrebbero competere due o al massimo tre partiti.

Ieri Achille Occhetto ha detto: discuteremo con Pannella quando inizierà a rispettare il Pds.

PANNELLA - Sorrido, perchè voglio bene ad Achille. Aggiungo che per fare la faccia feroce sono necessarie diverse capacità interpretative della realtà, altrimenti si diventa un guitto.

E Martelli rinnova l'invito di lavorare con voi nonostante le sue dichiarazioni sul conto Protezione?

PANNELLA - Martelli è già un esponente del nostro partito transnazionale, e adesso sta riflettendo sulla sua collocazione organizzata nella politica nazionale. Sul conto Protezione non ha confessato precedenti bugie, ma ha semplicemente risposto alle domande che gli venivano fatte. Infine c'è un fatto sostanziale...

Cioé?

PANNELLA - Non sono disposto a correre l'immenso rischio di fare politica con le vergini, le mezze vergini isteriche e i giustizieri che alla fine divorano la giustizia. Non ho alcuna fiducia nei politici che dicono di non avere mai fatto errori e ho invece una grande stima per chi sa fare tesoro degli sbagli.

Esiste una differenza tra chi ha rubato per interesse personale e chi lo ha fatto per il partito?

PANNELLA - No, rubare è rubare. Piuttosto c'è un interrogativo al quale da un anno , cioé dal ciclone Tangentopoli, non riesco ad avere una risposta...

Quale interrogativo?

PANNELLA - Perchè l'ordine giudiziario , nel suo insieme sta omettendo nel senso tecnico-giuridico di contestare il reato di associazione a delinquere ai politici ed agli imprenditori colpiti invece con altre imputazioni. Ho il sospetto che per questi magistrati i reati associativi scattano soltanto se gli imputati parlano calabrese, napoletano e siciliano.

Che cosa c'entra l'associazione a delinquere?

PANNELLA - Ma la stanno descrivendo loro, i giudici di Tangentopoli! Con i relativi gironi: mi sembra una fotografia evidente. A questo punto ho il sospetto che in questi gironi ci siano anche migliaia di magistrati la cui opera è stata determinante, e talvolta fondamentale , per il "delinquere" contro le leggi dello Stato, dalla Costituzione alle norme penali. E ciò attraverso una sistematica omissione dell'iniziativa penale e obbligatoria in tutti i settori della società civile e delle istituzioni.

Sta dicendo in forma diversa quello che sostiene il ministro Conso: dov'erano i magistrati negli anni nei quali dilagava il sistema delle tangenti?

PANNELLA - L'elegante sospiro piemontese del ministro Conso, autentico gentiluomo, ha confermato le mie convinzioni. Vuole che le faccia qualche nome?

Faccia, onorevole Pannella.

PANNELLA - Ebbene penso che tutti i procuratori della Repubblica di Roma, dal 1950 al 1990, di un periodo, cioé di 40 anni con qualche eccezione meriterebbero qualche "avviso" o qualche indagine. Non vorrei che ciò non avvenga perchè oggi molti di quelle migliaia di giudici che ho citato si ritrovano, per il criterio burocratico che regola la carriera dei magistrati, ai vertici degli uffici giudiziari.

Ha qualche perplessità anche sull'uso della carcerazione nelle inchieste su Tangentopoli?

PANNELLA - Noto un forte accanimento contro alcuni imputati, che se anche non sconfina nell'illecito è comunque deprecabile.

Condivide gli appelli di Scalfaro in questi ultimi giorni?

PANNELLA - Devo verificare meglio le cose che dice Scalfaro, le ho solo viste sui giornali. Certo non mi convince il fatto che il capo dello Stato prende posizioni su cose che alcuni cittadini possono non condividere.

E l'appello di Cossiga ad una pubblica e generale confessione?

PANNELLA - Cossiga ama definirsi un cattolico liberale, queste però sono posizioni da catto-comunista. Le grandi confessioni, i pentimenti catartici... Piuttosto lui dovrebbe, come liberale, confessare i crimini partitocratici sicuramente commessi contro la Costituzione e il diritto tra il 1975 e il 1980. Renderebbe un grande servizio al paese.

Le piace il ruolo di "traghettatore" dalla prima alla seconda Repubblica?

PANNELLA - Il grande traghettatore che conosciamo è Caronte, una figura nella quale io non mi riconosco.

Un radicale potrebbe diventare presto sindaco di Roma: è il suo amico Francesco Rutelli.

PANNELLA - Questa nomina è scritta nelle cose e nella nostra coscienza da almeno 15 anni. Così, dopo Scalfaro, Martinazzoli ed Amato, il mosaico che tentiamo di costruire potrebbe rafforzarsi molto.

 
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