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Il Secolo d'Italia - 6 ottobre 1993
Pannella, troppe sigle e tanta confusione

SOMMARIO: Ironica, divertente protesta del redattore ("m.g.") del "Secolo" in riferimento alla diffida rivolta da Pannella nei confronti dei massmedia che tendono ad identificare il "Partito radicale" con la "Lista Pannella", ecc. Il malizioso giornalista elenca le varie liste, sigle, strutture e denominazioni in cui si suddivide "il labirinto in cui si aggirano le truppe pannelliane" guidate dall'"onnipresente Pannella" e infine chiede una "integrazione di stipendio" per il redattore che voglia dedicarsi a "studi approfonditi" utili a "districarsi" in quel labirinto.

(IL SECOLO D'ITALIA, 6 ottobre 1993)

Abbiamo ricevuto anche noi del "Secolo d'Italia" la diffida di Marco Pannella nella sua veste di segretario nazionale e legale rappresentante della lista Pannella, e di Emma Bonino, segretario e legale rappresentante del partito radicale, i quali con toni decisi si sono rivolti ai direttori delle testate giornalistiche perchè interrompano "l'opera di disinformazione e di sistematica violazione del diritto all'identità politica e storica del partito radicale e della lista Pannella". Nell'atto di diffida si sottolinea che "sin dagli inizi i mezzi di informazione hanno ignorato la diversità delle due formazioni politiche, attribuendo sistematicamente, a seconda dei casi e delle opportunità, le iniziative e le attività all'una o all'altra".

Comprendiamo le esigenze dei due esponenti radicali (possiamo definirli così o saremo denunciati?), ma vorremmo che loro comprendessero quelle di chi redige un giornale. Chiediamo a Pannella un aiuto concreto, sotto forma di integrazione di stipendio per un redattore che possa con disinvoltura, previo studi approfonditi, districarsi nel labirinto in cui si aggirano le truppe pannelliane. E' davvero difficile distinguere sigle e situazioni, soprattutto se si pensa che i protagonisti (per non dire il Protagonista) non cambiano. C'è il partito radicale, diventato trasnazionale e traspartico, con tesserati ai quattro angoli del globo e congressi che possono svolgersi a volte sull'Aurelia a Roma a volte in Bulgaria. Il capo è la Bonino, ma quando servono quattrini il "testimonial" più gettonato è Pannella. Il nome di quest'ultimo viene utilizzato per le liste omonime, che fanno capo ai club Pannella. Ma nel simbolo di tali liste è contenuto quello degli "antiproibizionisti", che si presentarono in precedenti

competizioni elettorali (erano comunque degli iscritti al partito radicale, non sappiamo se già trasnazionale o casereccio). Sotto il nome dell'onnipresente Pannella campeggia poi la scritta "per il partito democratico", formazione ancora da costituire e da non confondere con gli "autoconvocati delle 7". Non si sa poi con esattezza quali siano i rapporti con il "Movimento di lotte civili, ambientaliste per la Riforma", ma devono essere buoni, visto che tale movimento diffonde appelli congiunti con le "liste Pannella" e il Club Pannella per il Partito Democratico.

Ma non è finita qui. Alla Camera il drappello di deputati pannelliani dà vita al "gruppo federalista europeo", mentre l'organo di informazione prediletto è Radio Radicale (non ancora trasnazionale solo per problemi tecnici e finanziari). Tralasciamo molte altre organizzazioni minori che fanno capo a questo arcipelago e informiamo che si chiama "Radio Radicale" anche l'organo giornalistico della lista Pannella, edito però come supplemento a Notizie Radicali.

Appena ci siamo convinti, si fa per dire, della enorme diversità delle varie iniziative, abbiamo letto sul suddetto giornale che il Movimento dei club Marco Pannella organizzerà nei prossimi giorni due convegni nel salone della sede romana del Partito Radicale. Qui casca l'asino, abbiamo pensato, felici di cogliere in castagna il prode Marco. Ma leggendo poche righe più sotto abbiamo scoperto che non c'erano commistioni, poichè il salone è stato "affittato per l'occasione al Movimento dei Club Pannella". Speriamo che tutto venga fatturato regolarmente, visto che il tesoriere del partito radicale è un repubblicano che ha frequentato nel passato alleanza democratica. Non che abbia imparato ad essere disonesto da La Malfa, ma potrebbe confondersi tra i suoi molteplici ruoli.

Da addetto ai lavori qualche cosa speriamo di averla imparata sull'arcipelago Pannella, ma dirigendo un giornale, lo confessiamo, abbiamo difficoltà a pretendere che tutti i redattori sappiano a menadito questa filastrocca così complicata. Non siamo neppure sicuri di aver evitato errori nella nostra descrizione. Ed allora, Pannella, inviaci un contributo. Te lo faremo recuperare versandolo a qualche tuo istruttore che renda edotto un redattore del "Secolo d'Italia" su tutto questo intreccio di sigle.

Perchè solo di questo si tratta. Dietro ognuna delle dizioni infatti c'è sempre lui. Padre-padrone di un mondo che ha più nomi che deputati, più simboli che sedi. In caso contrario, con tutto il rispetto, non possiamo garantire che saranno evitati errori o confusioni. Del resto, ne siamo certi, nemmeno Pannella sa sempre in che veste parla. Lista, club o partito, anche tra loro, ce lo ha confidato un suo emissario, la crisi d'identità è un fenomeno sempre più frequente. Senza rancore e senza diffide.

m.g.

 
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