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Pannella Marco - 16 gennaio 1994
CARI DIRETTORI, FIRMATO PANNELLA

Marco Pannella continua il digiuno e polemizza con la Rete (ha querelato Caponetto) ed i maggiori quotidiani italiani

di Marco Pannella

SOMMARIO: Violento attacco, sotto forma di lettera diretta ai direttori dei maggiori quotidiani italiani, appartenenti ad una "nuova generazione" che dava ragione di sperare nel "rinnovamento" e che invece si dimostra peggiore non solo dei suoi predecessori, ma anche dei Craxi, degli Andreotti, ecc., e persino degli Scalfari e "della sua scuola".

(LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO, 16 gennaio 1994)

Cari Direttori e Amici, quando la vostra generazione è "arrivata", mi sono assunto la responsabilità di salutare il vostro arrivo come ragione di speranza, e di rinnovamento. Ho sbagliato.

Io sono tornato allo sciopero della sete, dopo molti anni; lo devo molto anche a voi. Grazie. Non sono affatto masochista, nè stanco di vivere. Ma rischiare la vita anziché la morte è a volte necessaria; voi lo rendete tale.

La non violenza presuppone comunicazione, informazione, conoscenza. Voi siete dei violenti. Miti, dolci, ma violenti.

Ho ripreso la lotta contro gli ostracismi, le discriminazioni, le menzogne, le violazioni arroganti delle leggi e della legittimità democratica. Al posto vostro. A mala pena riferite - e malissimo - e controvoglia - e in modo inintellegibile - le nostre richieste, le nostre denunce; le nostre ragioni, le oscurate totalmente. Vi sono probabilmente oscure, e voi stessi lo siete.

Il vostro mestiere, il vostro dovere (perfino quello politico, visto che fate manifestamente dei vostri giornali anche voi una sorta di partiti: i vostri fondi sono fogli d'ordine) è quello di far conoscere quello che accade. Nel momento in cui, grazie alla nostra esistenza, alla nostra vita, che mettiamo in causa a causa vostra, riprendiamo a denunciare ed a riprendere quel che ogni giorno, per decenni, abbiamo indicato prima e con maggior chiarezza dei Di Pietro, e ve la sbrigate con poche righe, voi dite con assoluta chiarezza ai vostri lettori che noi mentiamo, che noi sbagliamo, che non è vero nulla.

Altrimenti, se fossero veri gli ostracismi della Rai-Tv contro i referendum, al punto da metterli a morte, le violazioni continue, reiterate, dei doveri e degli obblighi di legge, voi non vi limitereste a censurarci, o indicate chiaramente la nostra azione come marginalismo episodio di costume o di malcostume.

Li avreste denunciati, illustrati, provati voi. I vostri Bobbio e Vattimo, i vostri Valiani e Vertone, ma soprattutto i vostri titoli; le vostre inchieste li avrebbero battuti.

Invece voi praticate in modo ideologico, automatico, irresponsabile la più assoluta complicità con tutto questo. Peggio, se me lo consentite, dei vostri predecessori. Se devo scegliere una compagnia, oggi preferisco alla vostra quella degli Andreotti, dei De Lorenzo, dei Craxi. Loro hanno cessato di poter far male al nostro paese e rischiano di essere vittime dei loro eredi, così simili a loro. E preferisco anche Scalfari e la sua scuola, come la scuola dell'"Unità", dei "Paese Sera", di via Botteghe Oscure e dintorni.

Ho sete anche di chiarezza, di un minimo di limpidità.

 
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