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Pannella Marco - 8 marzo 1994
INTERVISTA DI MARCO PANNELA RILASCIATA A "LA PROVINCIA" QUOTIDIANO INDIPENDENTE D'INFORMAZIONE

SOMMARIO: Tre domande in periodo preelettorale: riforma del sistema fiscale, cassa integrazione e creazione di nuovi posti di lavoro; riforma del sistema previdenziale; quale dispositivo militare per l'Italia, e quali, le sue funzioni? ("solo operazioni di pace dell'ONU").

1) Ritiene utile al rilancio dell'economia e dell'occupazione la defiscalizzazione dei profitti reinvestiti collegata alla creazione di nuovi posti di lavoro?

1) E' SENZA DUBBIO UNA MISURA CHE PUO' ESSERE PRESA IN CONSIDERAZIONE. D'ALTRO CANTO RITENIAMO CHE I POSTI DI LAVORO NON POSSANO ESSERE GARANTITI CON I SOLDI PUBBLICI, MANTENENDO AZIENDE DECOTTE ED UNA PERENNE CASSA INTEGRAZIONE CHE OFFRE SOLO L'ILLUSIONE DI UN LAVORO. LA MODIFICA DEL SISTEMA FISCALE E' UNO DEI PUNTI DEL NOSTRO PROGRAMMA. ABBIAMO PROMOSSO UN REFERENDUM CHE CHIEDE L'ABOLIZIONE DELLA CASSA INTEGRAZIONE STRAORDINARIA E QUELLA DEL SOSTITUTO D'IMPOSTA. IL PRIMO CHIEDE CHE AZIENDE ORMAI IMPRODUTTIVE E SUPERATE VENGANO CHIUSE, SENZA INDUGI, EVITANDO CHE DENARO FRESCO FINISCA IN UNA VORAGINE SENZA FONDO INVECE DI CONTRIBUIRE A CREARE NUOVI POSTI DI LAVORO. IL SECONDO VUOLE INTRODURRE UNA MAGGIORE TRASPARENZA NEL RAPPORTO TRA CITTADINO E STATO. IL DATORE DI LAVORO NON SAREBBE PIU' L'ESATTORE, AL LAVORATORE VERREBBE CONSEGNATO IL LORDO DELLA SUA RETRIBUZIONE E FAREBBE, COME TUTTI, IL MODELLO 740 INVESTENDO COME CREDE, NEL FRATTEMPO, IL PROPRIO DENARO. NEL 1995, SE LA CORTE COSTITUZIONALE NON LO IMPED

IRA' DEFRAUDANDO I CITTADINI DI UN SACROSANTO DIRITTTO, SU QUESTI REFERENDUM SI VOTERA'.

2) Quale modello previdenziale propone per i prossimi anni?

2) L'INPS SCOPPIERA'. LO STATO NON RIESCE A CHIUDERE LE FALLE CHE SEMPRE PIU' GRANDI SI APRONO. SI SONO ACCOLLATE SU QUESTO CARROZZONE DI STATO A GUIDA SINDACALE ONERI CHE NESSUNA AZIENDA "NORMALE" AVREBBE POTUTO SOPPORTARE. DAGLI INVALIDI DELL'IRPINIA ALL'ENORME SPESA PER LA CASSA INTEGRAZIONE METTENDO INSIEME PREVIDENZA E ASSISTENZA. E' IL PEGGIOR FRUTTO DELLA COMMISTIONE TRA LA SINDACATOCRAZIA E LA PARTITOCRAZIA. SIAMO PER L'ECONOMIA DI MERCATO. NON CI SI SALVA SE CI SI AFFIDA AL CARROZZONE PUBBLICO ED ALLE SUE PENSIONI DA FAME. SE NON SI SMASCHERANO TUTTE QUELLE FIGURE GIURIDICHE CHE HANNO ELUSO LA CONTRIBUZIONE COSTRINGENDOLI A PAGARE E TUTTA QUELLA MIRIADE DI PERCETTORI DI DENARO CHE NON AVEVANO TITOLO, VERI LADRI DELLA COSA PUBBLICA. RITENIAMO CHE I CITTADINI DEBBANO POTERSI FARE DA SOLI LA PENSIONE RICORRENDO AL PRIVATO. PER QUESTO BISOGNA ANCHE SALVAGUARDARE, CONTRO OGNI IPOTESI DI STATIZZAZIONE, GLI ENTI DI PREVIDENZA DI CATEGORIE CHE ORA SEMBRANO ESSERE NEL MIRINO DEL GOVERNO.

3) Gli impegni internazionali dell'Italia comportano secondo lei una revisione del nostro dispositivo militare? Se sì, in che senso?

3) Sì', evidentemente. Diciamo meglio: gli impegni di una comunità internazionale basata sul diritto comportano una revisione di tutti i dispositivi militari, compreso quello italiano. I paesi cosiddetti sviluppati spendono circa 700 miliardi di dollari l'anno per mantenere eserciti inutili. Inutili perché' sono addestrati, come al solito, per combattere una guerra che è' finita; in questo caso la guerra fredda.

L'Italia non fa eccezione: come tutti abbiamo troppa gente sotto le armi ed equipaggiata con le cose sbagliate. Per contribuire in modo adeguato ed efficiente alle uniche missioni militari che davvero servono alla nostra sicurezza - le operazioni di pace dell'ONU - bastano circa 150.000 persone sotto le armi, meno della metà' di quanti ne abbiamo ora. Potremmo persino permetterci di abolire la leva e pagare tutti in modo decoroso, senza pesare sul bilancio dello Stato. E quanto agli equipaggiamenti: a che servono ancora gli aerei d'attacco e i carri armati? Servono piuttosto mezzi leggeri e sistemi di trasporto flessibili per arrivare ovunque lo richieda la difesa del diritto internazionale.

 
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