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Pannella Marco - 24 dicembre 1994
DEPUTATI RIFORMATORI DIMETTEVI!
di Marco Pannella

SOMMARIO: Denuncia aspramente lo scontro in atto in quella che viene definito come "il secondo tempo della prima Repubblica" in attesa "del terzo tempo": che sarà quello del ritorno dei vecchi assetti antiliberali e anticostituzionali. Nel frattempo, la Corte Costituzionale, che ha "sequestrato" il diritto del popolo a pronunciarsi con i referendum. Per difendere questo parlamento, occorrerebbe scioglierlo. Suggerisce ai deputati riformatori di dimettersi, per dare corpo "all'alternativa della responsabilità".

(L'Opinione, 24 dicembre 1994)

La barbarie e la stupidità dello scontro tra le forze conservatrici e reazionarie, politiche e sociali, della sinistra, del centro e della destra italiana, comprova che il secondo tempo della Prima Repubblica sta per terminare, per dare il via ad un terzo tempo, quello del rilancio definitivo degli assetti e degli interessi di potere antiliberali, anticostituzionali (sì, Presidente Scalfaro, anticostituzionali), antidemocratici del nostro Paese.

Tranne il Pds e An, non esistono in Italia forze politiche organizzate degne di questo nome, anche se si sta cercando in ogni modo di resuscitare la palude democristiana; sicchè post-comunisti, post-democristiani, post-fascisti (gli unici che sembrano effettivamente mutati) tornano a dividersi con Agnelli, Cuccia, De Benedetti, il sindacato, la burocrazia e i ceti burocratici e parassitari anima e corpo dal nostro Paese.

Nel silenzio di tutti - metà vergogna, metà stoltezza, e anti-Costituzione ovunque - si sta intanto preparando la liquidazione del diritto del popolo ad esprimersi per referendum su temi che immediatamente consegnerebbero l'Italia alla Riforma liberale e democratica. Otto persone hanno delegato e sequestrato tale potere, nell'unico organismo perfetto del regime crollato: la Corte Costituzionale. Della quale sarebbe opportuno informare il superattivo e onnipresente, onniricevente - tranne noi: lo ringraziamo della distinzione, che ci onora - presidente della Repubblica, quanto e come siano stati eletti i suoi membri, della giurisprudenza tangentopolara e via dicendo.

Noi riteniamo invece che occorra dare, rendere la sovranità costituzionale, sia quella elettorale sia quella referendaria, al suo titolare. Il popolo. Noi non difendiamo il Parlamento ad intermittenza, come altri che dovrebbero difenderlo sempre, noi lo difendemmo - pressochè soli - dall'immondo linciaggio dello scorso anno, mentre fu invece licenziato con modalità che è carità di patria dimenticare. Un Parlamento come questo, lo si difende sciogliendolo, se - perchè sopravviva - diventa necessario che si realizzi il pieno tradimento del voto uninominale maggioritario e delle liste incorporate nel sistema. Il Referendum lo si difende come un democratico ha il dovere di difendere dalla violenza autoritaria e illegittima del potere legge e demorazia.

Da una parte e dall'altra, "destra" e "sinistra", siamo oggi all'intollerabile. Ho suggerito ai Deputati Riformatori di dimettersi. Occorre l'alternativa della responsabilità, della serietà, che non risiedono, di tutto evidenza, nello Stato.

 
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