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Movimento dei Club Pannella - 3 gennaio 1995
DOCUMENTO SCATURITO DAI LAVORI DEL CONSIGLIO GENERALE STRAORDINARIO DEL MOVIMENTO DEL CLUB PANNELLA-RIFORMATORI
3-4 gennaio 1995.

SOMMARIO. Di fronte all'aggravarsi della situazione, alla vigilia della sentenza della Corte Costituzionale che ha abrogato "la gran parte" dei referendum promossi dal Movimento, e considerato che il Presidente della Repubblica non sembra voler intervenire per restaurare, di fronte alla Corte, un clima di civile serenità che consenta lo svolgimento dell'attività del Movimento, gli organi direttivi decidono di "sospendere le attività degli organi centrali".

Roma. La riunione si è svolta alla vigilia della scandalosa sentenza della Corte Costituzionale che ha letteralmente "cassato" la gran parte dei 13 referendum promossi dal Movimento.

A seguito del Consiglio Generale straordinario del Movimento dei Club Pannella-Riformatori tenutosi a Roma il 3 e 4 gennaio 1995;

preso atto del dibattito e dei voti d'orientamento espressi;

tenuto conto delle ragioni esposte dal Presidente Marco Pannella come causa delle sue dimissioni;

la coordinatrice Rita Bernardini, il tesoriere Benedetto Della Vedova, i segretari nazionali Adalgiso Amendola, Vittorio Pezzuto, Paolo Radivo, Alessandro Onofri e Max Bruschi

considerato che:

A) gli eventi di queste settimane, giorni, ore, sono tali da esigere, come nei peggiori momenti della storia di regime, la forza di assicurare quella legalità costituzionale che le massime istituzioni tornano anch'esse a colpire, a negare.

Nessuno infatti, dal Presidente della Repubblica all'ultimo dei cittadini, può con onestà intellettuale fingere di ignorare che la Corte Costituzionale si accinge ad impedire per motivi unicamente politici e di parte, come già più volte nel passato, l'esercizio legittimo della sovranità popolare attraverso il voto referendario. In tal caso tornerebbero a imporsi logiche e culture di fazione, anticostituzionali, antidemocratiche e antiliberali;

B) restano ormai pochissimi giorni per scongiurare questo oltraggio e questa ferita. Il Presidente della Repubblica afferma di non potere e non volere esprimere, pubblicamente o in qualsiasi altro modo consentitogli, quantomeno l'auspicio che si giudichi secondo Costituzione e non secondo l'inequivocabile storia di regime di questa Corte. E questo rifiuto viene proprio da un Presidente che - in una situazione di gravissimo deterioramento delle istituzioni del nostro Paese - con molto coraggio si è assunto negli ultimi anni straordinarie responsabilità nei confronti del Parlamento e dei Governi, oltre che di tutti i cittadini, esercitando la sua funzione con estensioni senza precedenti, secondo una interpretazione della Costituzione e del Diritto legittima ma indubbiamente evolutiva;

C) il Presidente sembra così volere erigere a santuario della Repubblica e della politica proprio la Corte Costituzionale, ossia quell'organo il cui contributo è stato giuridicamente necessario e attivamente determinante nel dare forza di legalità a quel regime partitocratico che ha vissuto e vive di sistematica violazione della Legge fondamentale e del Diritto;

D) di fronte a questa situazione in cui viene meno l'esercizio delle funzioni e dei poteri di garanzia affidati al Presidente della Repubblica, il Movimento dei Club Pannella-Riformatori denuncia l'inevitabile inadeguatezza dell'opera democratica di un partito che viva secondo i dettami degli articoli 49 e 21 della Costituzione;

E) vengono quindi a mancare condizioni di civile serenità oltre che tempi e modi necessari alla normale attività politica del Movimento che, di conseguenza, decide di sospendere le proprie attività e di rivolgersi, anche formalmente, al Presidente della Repubblica perché non ometta di esercitare queste sue insostituibili funzioni e responsabilità;

F) non è possibile che il nostro Movimento tenti ancora di supplire a compiti e doveri costituzionali che sono propri del Presidente;

G) nel contesto e per le ragioni suddette, il Movimento non può continuare ulteriormente ad operare, anche in considerazione della denuncia da parte del suo Presidente Marco Pannella del venir meno di quella leadership del Movimento che avrebbe potuto ancora consentire di attendere una naturale maturazione degli adempimenti e delle condizioni politiche statutarie;

deliberano:

1) di sospendere le attività degli organi centrali e delle strutture del Movimento, fatta salva l'attività e la crescente mobilitazione dei singoli Club Pannella-Riformatori che nel contesto sopra descritto risultano ancora più necessarie e importanti, e in tal senso invitano tutti i militanti, gli iscritti e i cittadini ad operare;

2) che la Coordinatrice e il Tesoriere debbano assicurare:

a) l'ordinaria amministrazione del Movimento; b) i rapporti con i club costituiti secondando la costituzione di nuovi club; c) la preparazione - nel quadro dell'evolversi della situazione politica generale e dell'estendersi e rafforzarsi dell'iniziativa dei militanti e dei club - della ripresa dell'attività del Movimento, in particolare impegnandosi nella formulazione di una proposta di progetto politico e di coerenti bilanci da presentare in un prossimo Consiglio Generale.

3) di far proprio l'auspicio espresso dal Consiglio Generale straordinario affinché il Presidente ritiri le sue dimissioni.

 
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