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Bonino Emma - 19 gennaio 1995
EUROPA: I MIEI IMPEGNI PER I CONSUMATORI
di Emma Bonino, Commissaria europea designata alla politica dei consumatori.

SOMMARIO: Emma Bonino fornisce alcune prime indicazioni circa gli indirizzi cui cercherà di informare la sua iniziativa di Commissaria. Ribadita l'importanza di una politica dei consumatori per rafforzarne la capacità contrattuale di fronte ai fornitori sia "di prodotti" che "di servizi", dice che la sua prima preoccupazione sarà come fare sì che il cittadino sia informato adeguatamente dei suoi diritti e possa farli valere nei confronti della controparte. Dopo aver elogiato il PE per l'attenzione fin qui dedicata alla questione, Bonino dichiara di volersi particolarmente impegnare sul fronte della difesa del consumatore rispetto ai fornitori di servizi, sia pubblici che privati, perché questi, agendo spesso in condizioni di monopolio o quasi-monopolio, tendono a sopraffare il consumatore.

(Il Salvagente - Settimanale dei diritti dei consumi e delle scelte, 19 gennaio 1995)

La politica dei consumatori costituisce un elemento cruciale nella costruzione di un'Europa dei cittadini. Rappresenta infatti il necessario consolidamento della capacità contrattuale del cittadino di fronte ad un insieme di fornitori di prodotti e servizi che si è andata via via rafforzando con il mercato unico. Noi tutti possiamo misurare quanto sia importante che il cittadino europeo ne percepisca direttamente gli effetti e quanto questo possa avvicinare concretamente l'Unione europea all'opinione pubblica. Il consumatore, il cittadino europeo si deve sentire protagonista della politica dei consumatori.

In questa politica, pur se esistono un gran numero di misure legislative già adottate, appare chiaro che la grande maggioranza dei cittadini ignora l'esistenza di tali misure e di conseguenza non è in grado né di esercitare i propri diritti, né di intervenire presso le autorità competenti al fine di far rispettare le normative.

Questo si collega anche al più generale problema della necessaria informazione di cui deve beneficiare il consumatore per cogliere pienamente le potenzialità che gli sono aperte sul mercato unico. Queste carenze devono essere superate rapidamente.

A tale proposito, come in molti altri settori della politica dei consumatori, va sottolineato che quanto sin qui si è potuto fare si deve anche all'attenzione e alla tenacia con cui questa politica è stata sostenuta dal Parlamento europeo, che ha garantito le risorse finanziarie necessarie, seppur non sufficienti, e contribuito con riflessioni e proposte concrete.

E' tempo poi di aprire un altro fronte, è tempo di porre l'accento sul consumatore di servizi. Pur continuando l'azione tradizionale sin qui sviluppata, credo che i consumatori che pagano un servizio abbiano diritto alla stessa protezione di cui beneficiano nell'acquistare un prodotto.

Non è soltanto la sicurezza dei servizi a dover essere assicurata, ma anche una tutela adeguata nei confronti dello strapotere di taluni fornitori: mi riferisco in particolare ai servizi pubblici, che operano in condizione di monopolio o quasi monopolio e ai servizi finanziari. Infatti, i servizi pubblici sono per la loro stessa natura destinati a tutti e, in una larga misura, coprono necessità elementari (gas, acqua, elettricità, telecomunicazioni, trasporti) presentando, almeno sino ad oggi, condizioni di concorrenza limitata, siano essi gestiti da enti pubblici o privati.

Questa problematica rientra nelle competenze dell'Unione Europea, e la questione della sussidiarietà riguarda più la configurazione degli strumenti da utilizzare che la necessità di trattarla a livello europeo. Una prima tappa di questa direzione potrebbe consistere nell'individuare principi comuni che evitino i problemi di scarsa trasparenza, sospensione abusiva del servizio e qualità minima da assicurare, problemi ricorrenti nella vita quotidiana. Ma, prioritariamente, conoscendo le difficoltà esistenti a livello europeo per consentire al Consiglio consultativo dei consumatori di operare con efficacia, intendo valutare il problema della sua rappresentatività e dare un contributo concreto per migliorare la situazione.

La credibilità di alcune organizzazioni è molto elevata e dovremmo essere capaci di usare queste forze più di quanto è stato possibile in passato, integrando le diverse tradizioni degli Stati membri, vecchi e nuovi, e cercando di restituire al movimento associativo quel ruolo di cinghia di trasmissione, nei due sensi, tra cittadini e istituzioni.

 
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