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Calderisi Giuseppe, Vito Elio - 7 aprile 1995
PAR CONDICIO. CALDERISI E VITO: "PROGRESSISTI FACCE DI BRONZO"
di Peppino Calderisi ed Elio Vito (dichiarazione)

7 aprile 1995

SOMMARIO. Mette in luce le contraddizioni dei progressisti nella loro politica sull'informazione. Essi attaccano il Ministro che fa esattamente quello che essi chiedevano ieri. Nessuna contraddizione, invece, negli atteggiamenti del Polo.

I Progressisti attaccano ora il Ministro Gambino per non aver modificato, con un altro decreto, il decreto legge sulla par condicio relativamente alla possibilità di fare pubblicità elettorale a pagamento sulle televisioni locali. Il Ministro avrebbe assunto questo atteggiamento, secondo l'onorevole Bassanini, per il mancato consenso di Forza Italia che, quindi, sarebbe contro gli interessi delle centinaia di emittenti locali!

Ma, a proposito di par condicio, occorre ristabilire la verità. Il decreto legge del Ministro Gambino, compresa la parte relativa ai divieti per le tv locali, è sostanzialmente identico alla proposta di legge presentata da Bassanini, Elia ed altri, 9 giorni prima dell'approvazione del decreto stesso (atto Camera n. 2194). Bassanini chiede al Governo di togliere oggi quello che ieri ha voluto e proposto! Bella coerenza! Così si tutela l'emittenza privata locale?

D'altra parte, l'atteggiamento di Forza Italia e del Polo è stato chiaro sin dall'inizio, contestando aspramente il decreto e chiedendo di togliere tutti i bavagli (anche quelli per le tv locali) alla possibilità di svolgere liberamente e pienamente le campagne elettorali. Nessun veto e nessun ricatto, quindi, nei confronti del Governo per un eventuale secondo decreto rispetto al quale, del resto, non è costituzionalmente possibile (oltre che politicamente corretto) dare consensi preventivi.

Non dovrebbe essere necessario, a questo proposito, ricordare proprio al governo delle regole e dei tecnici che, secondo la nostra Costituzione (art. 77), il Governo adotta i decreti-legge "sotto la sua responsabilità".

 
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