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Pannella Marco - 22 aprile 1995
UNA DENUNCIA DI MARCO PANNELLA (OLTRE QUELLA AI GARANTI OSCAR SANTANIELLO E GIUSEPPE SCALFARO)

22 aprile 1995

I RAPINATORI DEL VENERDI' SERA, MASSIMO BONNIE E SILVIO CLYDE: OGGI SPOSI, AI PIEDI DELL'ALTARE DELLA INUTILITA'.

SOMMARIO. Dichiarazione di Marco Pannella, ma con valore di vero e proprio articolo di fondo, di grande forza icastica e satirica, così da configurarsi come "pezzo di bravura" di un raro giornalismo d'attacco. Ma tale che i ritratti dei personaggi che vengono investiti del sarcasmo appaiono in realtà estremamente veridici, prefigurando lo svolgersi di storie possibili. Per questo, il comunicato riveste una certa importanza anche a livello documentario e politico.

"La consegna è chiara: fra D'Alema e Berlusconi non deve esserci che il deserto. La sfida deve essere tra loro: il primo non ci tiene proprio, è schivo e sufficiente; l'altro scalpita, è sicuro di impallinarlo di sale.

Per far fuori gli "inutili", sono d'accordo. Slogano a due voci contro Bertinotti e Pannella. Con Bertinotti, oltretutto, sono un po' ingiusti: in metà delle regioni anche lui s'è allineato; Badaloneggia.

Dove sembrano un sol uomo, è nell'esercizio delle rapine. Non solamente nei furti "con (scarsa) destrezza", ma soprattutto nella ex-Fininvest: ieri sera si sono congiuntamente regalati, pronubo l'Enrico Mentana, ovvero il Julien Sorel calabro-milanese, una favolosa rapina di legalità, di correttezza, di informazione, di democrazia. Il bottino equivale, più o meno, alla somma totale di presenza degli altri concorrenti alle elezioni.

Lo sceriffo, il Garante, dormiva e dorme tuttora. Quando si è assunto di avere una responsabilità, e si accetta di non avere il potere di esercitarla, non ci si dimette: ci si sottomette.

Poi c'è il Garante Supremo che, dopo aver lanciato la "par condicio" a favore dei rapinatori, plana anche lui, oniricamente distante e celestiale. Proveremo a raggiungerlo fra le nuvole - in mancanza di meglio - con un caffè. Gli piace ma Lui, nel Saloon, non entra: non per paura dei rapinatori, che non possono non essergli grati, ma dello sguardo dei grassati, dei rapinati, degli "inutili", che Lui non riesce proprio, Poverino, a Garantire.

Fuor di scherzo, conosco i segni dell'antica fiamma: il buon Berlusconi è arso, e s'è incenerito, sull'altare del potere, in mancanza di politica. E' questione di tempo, purtroppo. Ma contro mari e monti vorremmo egualmente allearci con lui, con i suoi sentimenti e le sue speranze di ieri, perchè s'affermino domani, se non proprio oggi. Oggi - con l'apparente sua "forza tranquilla" - alla disperata impalma Bonnie D'Alema, quale Clyde Berlusconi.

Non c'è avventura più inutile della loro, nel senso che non c'era proprio bisogno di loro, per dare all'Italia del duemila il destino moroteo e andreottiano che sembra crocefiggerla.

Noi D'Alema vogliamo batterlo, non impalmarlo nell'illusione che ci porti in dote un po' di utili, o che ci salvi quelli che di già abbiamo".

 
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