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Tucci Bruno, Pezzuto Vittorio - 20 giugno 1995
ORDINE GIORNALISTI. POLEMICHE E BATTUTE.
20 giugno 1995

AA. VARI

SOMMARIO. Polemiche tra Riformatori e Ordine dei Giornalisti, dopo la presentazione del Referendum sull'abolizione dell'Ordine

a) TUCCI SCRIVE A PANNELLA SU REFERENDUM: "MEGLIO ABOLIRE I RADICALI-RIFORMATORI"

(Adnkronos)

"Meglio tenerci l'Ordine dei Giornalisti e abolire con un referendum i radicali-riformatori...". Così il neo presidente dell'Ordine del Lazio e del Molise, Bruno Tucci, conclude una lettera indirizzata a Marco Pannella a proposito dei 18 nuovi referendum proposti dai Riformatori. Nell'osservare che "non c'è tregua per gli italiani" e che "il voto diventerà fra non molto un'abitudine come il cappuccino delle 10 per gli statali o il tè delle 5 per gli inglesi", Tucci si sofferma sul quindicesimo dei quesiti per cui si chiede di firmare, che ha per oggetto proprio l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti. Questo "per consentire - e qui viene citato il volantino - a tutti i cittadini di esercitare il diritto alla libertà di stampa".

"Ho voluto leggere e rileggere - scrive al leader radicale il presidente dell'Ordine del Lazio e del Molise - quel che Lei proponeva. Ognuno può avere le sue idee, ci mancherebbe. Però mi consenta di confessarLe che l'ortografia, la grammatica e la sintassi non sono opinioni ma certezze con regole matematiche". Inoltre "nel suo volantino pubblicitario, qualcuno ha dimenticato questi principi basilari della nostra lingua, tanto è vero che ha scritto testualmente: "... abrogando un'organismo (sic!) che serve solo a garantire privilegi e parassitismi ai suoi iscritti". Insomma "l'organismo" è diventato "femmina" e i fedelissimi di Pannella premettono un articolo con l'apostrofo. "Lì per lì sono rimasto perplesso - conclude Tucci - poi ho tratto le mie conclusioni: meglio tenerci l'Ordine dei giornalisti e abolire con un referendum i radicali-riformatori".

b) PEZZUTO (CLUB PANNELLA) A TUCCI:"NON SI PREOCCUPI, CHIUSO L'ORDINE POSSIAMO SEMPRE ASSUMERLA COME CORRETTORE DI BOZZE".

"Esordio davvero infelice quello di Tucci. Probabilmente innervosito dall'uscita dei primi articoli sui nuovi 18 referendum (e questo ad "appena" un mese dall'inizio della campagna di raccolta delle firme...) si scaglia contro il nostro Movimento ed il suo leader.

E' una reazione scomposta: terrorizzato all'idea di perdere una poltrona appena conquistata, Tucci arriva a sostenere tesi stravaganti sui pericoli referendari in corso (neanche fosse la Pivetti).

Egli professa la sua fede nella corporazione e per difenderla cerca disperatamente argomenti. Non li trova e si appiglia per metà della sua lettera ad un errore del grafico che ha stampato il nostro volantino. Come lettori di giornali siamo abituati a ben altri strafalcioni di grammatica e di sintassi. Li sopportiamo ogni giorno con rassegnazione. Ma quello che non possiamo tollerare oltre è invece la violenta disinformazione sui nostri referendum, in particolare su quello che vuole liberare l'Italia dai Tucci di turno.

Questi probabilmente pensa che una volta cancellato l'Ordine i giornalisti saranno privati anche dei titoli per poter lavorare in una redazione. Nulla di più falso, anche se non possiamo escludere che il suo caso possa rappresentare la classica eccezione alla regola. La professionalità si conquista infatti sul campo e con il proprio talento e non è certo l'accesso burocratico alla professione che mette al riparo i lettori dalla cattiva e faziosa informazione.

Comunque Tucci non si preoccupi: dopo che gli avremo chiuso l'Ordine con il referendum potrà sempre trovare lavoro da noi come correttore di bozze..."

 
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