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Pannella Marco - 27 giugno 1995
UNA GIUSTIZIA CHE FA RIBREZZO E PAURA. LA VICENDA CONTRADA DEVE SERVIRE DI MONITO A CHI VUOL CAMBIARLA. VERDI, ROSSI E BIANCHI SVENTOLANO COME UNA BANDIERA IN OGNI CONTRADA.
13 giugno 1995

di Marco Pannella (dichiarazione)

SOMMARIO. Critica il fatto che un detenuto possa esere tenuto in carcere oltre trenta mesi in attesa di giudizio.

"Una giustizia che tiene per oltre trenta mesi in stato di detenzione, e di isolamento, un cittadino in attesa di giudizio, fa paura e ribrezzo. Pericolosa a se ed agli altri, così come i suoi campioni alla Caponnetto.

Tutti i principi generali del diritto, tutti i principi costituzionali sono in tal modo stravolti, offesi.

Ma di che ci si stupisce? Il paese ha la politica che si merita, che si sceglie. Il problema vero, per lor signori, è ora di quello di eliminare più di quanto non siano già riusciti a fare, i "referendum"! Ecco, con noi radicali e riformatori, i colpevoli. Occorre lasciare i governi liberamente sgovernare, i parlamenti partitocratici legiferare e controllare in modo che la vicenda Contrada diventi un monito per chi voglia una diversa giustizia.

Noi, intanto, abbiamo in oltre ottomila segreterie comunali quattro quesiti referendari che riguardano direttamente la giustizia e la sua disamministrazione; ma la gente non lo sa, e non va a firmare. Così i Verdi, i Rossi e i Bianchi, questo tricolore dell'antidemocrazia progressista e giustizialista, potranno sempre più sventolare in ogni contrada, su ogni Contrada".

IN OCCASIONE DEL CONFLITTO APERTO DAL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA E CON IL PARLAMENTO

(CUI COMPETONO I POTERI DI CONTROLLO E DI INDIRIZZO CUI SI APPELLA.)

27 giugno 1995

di Marco Pannella (dichiarazione)

SOMMARIO. Lucida ed esaustiva dichiarazione, nella quale vengono forniti precisi e chiari elementi di giudizio a favore del monoturnismo, del presidenzialismo e del federalismo. Interessante l'annotazione relativamente all'ipotesi avanzata da qualcuno sull'influenza che la Mafia potrebbe assumere in un regime monoturnista: assolutamente controcorrente e convincente, oltreché lucidamente e rigorosamente liberale.

Bruxelles - "Nella concreta situazione storico-politica italiana occorrono riforme radicali; o avremmo conservazioni gattopardesche e restaurazioni pericolose.

1) Presidenzialismo e non semi-presidenzialismo. A quest'ultimo già ci siamo. E male; senza provare il bisogno di averlo definitivamente e obbligatoriamente. Grazie ad esso, grazie a "come" il Presidente Scalfaro interpreta le sue funzioni e le sue prerogative. Egli è già intervenuto in modo determinante a imporre un "suo" corso alla politica italiana: impedendo il Ciampi-bis, la prima volta; impedendo il ricorso alle urne, a marzo; e, ora, inchiodando l'Italia ad una sorta di Stato etico-amministrativo, corporativista-giudiziario-neodemocristiano. Comincio a nutrire seri dubbi che la Costituzione sia da lui rispettata. Un Presidente siffatto non può continuare ad essere infatti, sul piano tecnico, assolutamente irresponsabile oltre che incontrollabile.

2) Bi o tri-partitismo, e non bi o tri-polarismo. Cioè uninominale-maggioritario ad un turno, e non a due turni. E' infatti urgente intervenire chirurgicamente contro il tumore partitocratico dello Stato delle fazioni e delle etnie ideologiche (che fioriscono, ovviamente, proprio nel vuoto delle "ideologie", cioè della cultura e degli ideali). Occorrono Partiti del Sindaco, del Governatore della Regione, del Presidente, e non più Sindaci, Governatori, Presidenti dei Partiti. Con l'alternativa tendenziale e prossima di due o tre partiti: uno riformatore-liberale, ed un altro conservatore-populista. Avevamo visto piu' giusto di quanto non pensassimo: siamo, ormai, e per ora, a oltre venti partiti. Basta con i Partiti: Via! In nome di quelli della democrazia e della alternativa (non della sola alternanza).

3) Federalismo "americano", con il massimo di autonomia alle Regioni-Stato. Anche per i motivi evocati da Siclari. La mafia, infatti, sarà battuta solamente quando la cultura e lo sviluppo locali - così secondati - la costringeranno a scendere allo scoperto, e a mostrare la sua vocazione assolutamente criminale, e non altro".

 
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