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Pannella Marco - 13 luglio 1995
"SE DOMANI SI DOVESSE VOTARE PER INSEDIARE IL NUOVO GOVERNO SAREBBE FOLLIA VOTARE PER UN GOVERNO DI CENTRO-DESTRA.
DOPO POCHI MESI REGALEREBBE L'80% DEGLI ELETTORI AGLI AVVERSARI.

BERLUSCONI SCELGA: IL POLO NON ESISTE PIU'. OCCORRE ALTRO..."

di Marco Pannella

SOMMARIO.

"Lo ripeto: il Polo non esiste più; è già divenuto un sepolcro imbiancato. In un anno ha dilapidato quel che il solo Berlusconi aveva donato al paese di speranze alternative di libertà e di democrazia. Silvio Berlusconi è stato coinvolto di sconfitta in sconfitta - che sono state anche sconfitte per la libertà e la riforma democratica - perchè non ha ancora compreso che occorre in primo luogo tornare a rivolgersi direttamente al paese, e solo dopo tornare a negoziare e configurare alleanze.

(L'OPINIONE, 13 luglio 1995)

Se si dovesse votare domattina per il Governo del Paese riterrei una follia votare per il centro-destra, tanto quanto votare per il centro-sinistra. Sono divenuti specularmente identici, continuisti, conservatori di se e del regime.

E' difficile far comprendere che il nostro progetto, politico e referendario, è il solo esistente, solido, collaudato, organico, alternativo e non "per l'alternanza", cioè per la continuità con il passato. Fra Fininvest e RAI-TV, grande stampa, l'informazione è infatti da fotocopia. La cultura è infatti comune.

Ma è anche possibile - e l'ho detto chiaramente - configurare altro che una nostra presenza assolutamente autonoma sul piano politico ed elettorale, se restiamo isolati e deboli.

Dobbiamo aver forza, per avere alleanze non subalterne, sterili e politicistiche; il nostro progetto che porta dal Movimento del Club Pannella all'Unione dei Riformatori viene reso ancor più necessario dal fiorire di quello che Ferrara giustamente denuncia come "convegnistica" liberale e dintorni, del 7, del 4, del 21 luglio - chi più ne ha più ne metta. Una forza politica non si inventa in qualche settimana pre-elettorale.

Silvio Berlusconi comprende benissimo tutto questo. Deve trarne le dovute conseguenze. Se lo farà, nessun problema. Ma poiché è tuttora probabile che non lo faccia, occorre con determinazione non parassitaria operare anche a rischio di dover continuare la trentennale traversata del deserto, senza cedere ai miraggi di oasi intraviste, di terra ragiunta, o anche solamente di salvarsi mettendo a sacco la carovana della quale si fa parte, come CCD,AN, e parte di FI sembrano illudersi di poter fare."

 
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