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Il Manifesto - 29 agosto 1995
I CENTRI SOCIALI: FAREMO COME PANNELLA
29 agosto 1995

IL MANIFESTO

SOMMARIO. Si preannunciano iniziative analoghe a quella messa in atto da Pannella, ma a sostegno del Leoncavallo e dei vari centri sociali della città.

Puntuale come ad ogni fine estate, è ripartita la caccia al centro sociale. Ma questa volta sembra più pesante del solito: di mezzo c'è, infatti, il presunto "spaccio di droga" al Leoncavallo. Ed è proprio su questo argomento che i centri sociali romani annunciano, per domenica prossima, una "provocazione" in stile pannelliano, ma indetta con l'intenzione di esprimere solidarietà al centro sociale milanese: andranno a Porta Portese, il grande mercato domenicale, o in altri luoghi pubblici, e ripeteranno, seppur con obiettivi diversi, la stessa iniziativa effettuata dal leader dei Riformatori: "Fumeremo e distribuiremo spinelli di marijuana a sostegno della proposta di legalizzazione delle droghe leggere - dicono - e vedremo se la polizia ci fermerà per tre ore come ha fatto con Pannella, o se saremo portati in carcere". L'iniziativa, che per ora è solo una proposta, sarà uno dei tanti argomenti all'ordine del giorno della prima assemblea dei centri sociali, indetta per oggi pomeriggio alle 18 al Villaggio Gl

obale. Altro tema in discussione: gli sviluppi delle denunce "per associazione a delinquere" che hanno raggiunto un'ottantina di ragazzi autori della rioccupazione, nel luglio scorso, del centro sociale "La Torre" nel quartiere Talenti, sgomberato per ben tre volte dalla magistratura. Il Campidoglio, che ha ripreso possesso della struttura di viale Rousseau, nei giorni scorsi ha concesso temporaneamente (fino al 24 settembre) il giardino esterno del centro ai giovani della Torre. Per l'assegnazione vera e propria bisognerà attendere il rientro dalle ferie dei funzionari capitolini che stanno esaminando la richiesta dei ragazzi del quartiere. Ma lo scontro tra magistratura e comune non è ancora finito. Il magistrato Amato, accogliendo la richiesta dell'avvocatura comunale, ha riaffidato il locale al Campidoglio, con l'obbligo di effettuare lavori di sostegno. Il comune da parte sua sostiene invece che la struttura, sulla quale ha effettuato una perizia statica, è in buono stato e ha quindi chiesto al giudice

la cancellazione del provvedimento di dissequestro della clausola che proibisce l'uso dei locali.

 
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